Possiamo sapere se abbiamo contratto una variante del Covid-19?

Per scoprire se si è positivi a una variante del SARS-Cov-2 è necessario effettuare un tampone e poi un sequenziamento del genoma. Sono emersi, però, alcuni sintomi un po’ differenti rispetto a quelli del Coronavirus che si è diffuso in Cina e ai quali dovresti prestare attenzione.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore
4 Maggio 2021 * ultima modifica il 04/05/2021

Nell’ultimo periodo in Italia le forme prevalenti di contagio sono rappresentate dalle varianti del Covid-19. Le varianti si distinguono dalle altre forme in circolazione perché contengono 1 o più mutazioni. Come si fa a capire se si è stati contagiati da una variante?

Va fatta, in primo luogo, una premessa. I centri Cdc americani e l'Organizzazione mondiale della sanità hanno redatto una nuova classificazione per distinguere le varianti considerando 3 categorie suddivise seguendo diversi criteri:

  1. Varianti d’interesse: sono quelle che hanno causato un buon numero di focolai e che sarebbero alla base di un aumento di casi positivi. Sembrerebbero essere più contagiose e capaci di sfuggire al sistema immunitario, rendendo potenzialmente meno efficaci i vaccini. Ad oggi, nel mondo, se ne stanno monitorando 3: B.1.526, B.1.525 e una variante brasiliana.
  2. Varianti che destano preoccupazione: sono quelle per cui sono stati confermati i sospetti di maggiore trasmissibilità e letalità. Possono sfuggire ai test diagnostici e, presentando delle differenze rilevanti, possono portare a una seconda infezioni nei soggetti che hanno già contratto il Covid-19. Se ne stanno monitorando 5: una variante inglese, una variante brasiliana, una variante sudamericana e due varianti californiane.
  3. Varianti con conseguenze significative: sono quelle che causano malattie più gravi e un numero maggiore di ricoveri. Non rispondono a vaccini, terapie o qualsiasi tipo di contromisura clinica. Ad oggi nessuna variante rientra, per fortuna, in questa categoria.

Ci sono differenze nei sintomi?

Da un punto di vista clinico abbiamo prevalenza di sintomi diversi rispetto a quelli del virus normale. Nonostante sia sempre presente la tosse, si è notato che i sintomi di queste nuove forme colpiscono maggiormente il sistema gastroenterico dando:

  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Crampi addominali

Sintomi come perdita di gusto e olfatto sembrano essere molto meno presenti. S’invitano perciò le persone a fare molta attenzione a questi nuovi sintomi, considerandoli eventuali campanelli d’allarme per infezione da Sars-Cov2.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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