video suggerito
video suggerito
26 Agosto 2019
11:00

Quel lontano paradiso perduto: le isole Marshall sono più radioattive di Chernobyl e di Fukushima

Alcuni atolli hanno ancora livelli di radioattività molto alti a causa dei test nucleari eseguiti dagli Stati Uniti tra il 1946 e il 1958. È questo il dato che emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Columbia University, che hanno trovato nel suolo di alcune isole concentrazioni di elementi radioattivi fino a mille volte superiori a Chernobyl e Fukushima.

149 condivisioni
Quel lontano paradiso perduto: le isole Marshall sono più radioattive di Chernobyl e di Fukushima
Immagine

Mare turchese, spiagge bianchissime, vegetazione rigogliosa. Un'immagine da cartolina. E invece no: dietro al paradiso delle isole Marshall, Stato del Pacifico centro-orientale costituito da 5 isole e 29 atolli si nascondono livelli di radioattività superiori perfino a quelli di Chernobyl e Fukushima, le due località (la prima in Ucraina, la seconda in Giappone) dove finora sono avvenuti gli incidenti nucleari più gravi della storia. Come è possibile, ti starai chiedendo. Il motivo è presto spiegato. Tra il 1946 e il 1958 gli Stati Uniti hanno effettuato ben 67 test nucleari per testare la potenza delle loro bombe atomiche e di quelle all'idrogeno. E a distanza di 60 anni le conseguenze sull'ambiente sono ancora evidenti.

I ricercatori della Columbia University di New York hanno infatti esaminato 38 campioni di suolo prelevati da 11 isole differenti e vi hanno trovato numerosi elementi radioattivi, tra cui l’americio-241, il cesio-137, il plutonio-239 e 240, con concentrazioni anche fino a mille volte superiori a quelle presenti nell'area vicino alle centrali nucleari di Chernobyl e di Fukushima. Lo studio mette in evidenza, inoltre, che le isole più colpite sono quelle settentrionali, ossia Naen, nell’atollo di Rongelap, Runit ed Enjebi, nell’atollo di Enewetak, e Bikini, nell’atollo di Bikini. Quest'ultimo, in particolare, in passato era stato definito il "ground zero" per i test nucleari americani. Nonostante ciò nel 2010 l'Unesco ha inserito l'atollo nell'elenco dei patrimoni dell'umanità.

Gli autori dello studio consigliano di lasciare disabitate le isole contaminate. Ti sembrerà scontato, ma non è così. Mentre a Chernobyl e Fukushima le autorità sono impegnate a tenere lontane le persone, alle isole Marshall la popolazione locale si sposta da un atollo all'altro e si nutre dei frutti prodotti sulle isole. Frutti che però presentano livelli di radioattività molto elevati, con conseguenze per la salute degli abitanti. Grave e densa di implicazioni è anche l'osservazione degli esperti sulla minuscola isola di Naen, che, sebbene sia distante circa 160 chilometri da Bikini, presenta dei livelli altissimi di radioattività: l'ipotesi è che sia stata usata come discarica non dichiarata di scorie nucleari.

Fonte | "Background gamma radiation and soil activity measurements in the northern Marshall Islands" pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America il 15 luglio 2019

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.