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27 Gennaio 2020
18:00

È morto il cucciolo di foca monaca avvistato in Salento: la specie è a rischio di estinzione

Ne rimangono solo circa 700 esemplari in tutto il bacino Mediterraneo. Ecco perché la notizia dell'avvistamento di un cucciolo di foca monaca ci dava nuova speranza. Purtroppo oggi è arrivata la notizia del ritrovamento del cucciolo in condizioni critiche e della sua successiva morte.

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È morto il cucciolo di foca monaca avvistato in Salento: la specie è a rischio di estinzione
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Da più di quarant'anni sembrava essere sparita. Impossibile da avvistare. Timida e schiva di natura, si temeva che potesse essersi addirittura estinta visto che la specie della foca monaca (Monachus monachus), in base a criteri di unicità evolutiva e di esiguità della popolazione, da tempo è considerata una delle cento specie di mammiferi a maggiore rischio di estinzione.

A sorpresa, nel giugno del 2017, un esemplare di foca monaca era stato avvistato nelle acque antistanti Tricase, in provincia di Lecce. Da quel momento qualche altra avvisaglia c’è stata, fino ad un nuovo avvistamento dei giorni scorsi sulla spiaggia di Frigole. Questa volta però si tratta di un cucciolo di foca monaca: una buona notizia che farebbe pensare che il piccolo sia nato proprio lungo la costa pugliese e che in questi primi mesi di vita in cui la madre smette di accudirlo di giorno, frequenti la costa in libertà.

“La foca monaca è stata per molto tempo "bella e impossibile" da avvistare, tanto che negli anni novanta il WWF aveva lanciato l’appello “Chi l’ha vista?” chiedendo a tutti i cittadini di mandare eventuali segnalazioni, in una modalità che oggi chiamiamo Citizen Science. Oggi il sogno diventa realtà: sono già diversi anni che le segnalazioni arrivano sempre più frequenti dalle nostre coste. Quella del Salento non ci deve sorprendere dato che esistono nuclei, più o meno grandi, in diverse  aree dell’Adriatico – ha dichiarato Isabella Pratesi, direttore Conservazione del WWF Italia –. L’avvistamento di questo cucciolo è comunque una splendida notizia perché una delle ipotesi è che il piccolo sia nato proprio lungo le nostre coste. Non distante dal luogo dell’avvistamento c’è tra l’altro San Foca, toponimo che richiama una presenza storica dell’animale nel Salento. Come spiegano gli esperti del Gruppo Foca Monaca, le giovani foche, se vi sono condizioni di abbondanza di cibo, frequentano i tratti costieri soprattutto nei loro primi mesi di vita quando la madre smette di accudirli nelle ore diurne. Sarebbe importante in questa fase poter coinvolgere anche le comunità di pescatori locali per avere un ulteriore supporto nella raccolta delle informazioni in un’azione collettiva di Citizien Science rispettosa della specie".

Oggi la IUCN (Unione Internazionale Conservazione della Natura) stima che di foca monaca ne siano rimasti circa 700 esemplari in tutto il bacino mediterraneo, compresi i nuclei dell’Atlantico, dell’arcipelago di Madeira, e lungo le coste tra Marocco e Mauritania. L'avvistamento di questi giorni tuttavia ci ricorda che la natura, se rispettata, è in grado di riprendersi i propri spazi originari se, e solo se, decidiamo collettivamente di salvaguardarla.

Aggiornamento del 28 gennaio 2020

Secondo quanto riportato da alcune testate giornalistiche tra cui la Repubblica di Bari il cucciolo di foca monaca avvistato pochi giorni fa è morto. Dopo essere stato ritrovato in condizioni critiche nei pressi di Torre San Gennaro, a Torchiarolo nel Brindisino, il cucciolo ha continuato a respirare affannosamente nonostante le prime cure veterinarie somministrate. È morto durante le prime ore di questa mattina.

Fonte | WWF

Ultimo aggiornamento in data 28 gennaio 2020

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.