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7 Aprile 2021
14:30

Spesa alla spina, in Francia almeno il 20% dei prodotti nei supermercati dovranno essere sfusi

Il presidente Macron accoglie in parte le richieste avanzate dalla Convention citoyenne pour le climat e annuncia l'obbligo per i supermercati di garantire che almeno un quinto dei loro prodotti sia venduto senza imballaggio. Il disegno di legge è ora all'esame del Parlamento transalpino, mentre in Italia questo modello stenta a decollare.

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Spesa alla spina, in Francia almeno il 20% dei prodotti nei supermercati dovranno essere sfusi
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Svolta plastic free in arrivo nei supermercati francesi, non senza qualche malumore all'interno della Gdo, la grande Distribuzione Organizzata. Il presidente francese Emmanuel Macron ha infatti annunciato che sugli scaffali dei punti vendita con una superficie superiore ai 400 metri quadrati il 20% dei prodotti dovranno essere sfusi: nel caso di articoli di comune acquisto come riso, pasta, legumi, caffè, shampoo, detersivo, il cliente non troverà dunque più flaconi e imballaggi in plastica o in altro materiale, ma si regolerà in base alle sue esigenze, portando il proprio contenitore da casa o utilizzando quelli messi a disposizione dal supermercato stesso nelle "stazioni di rifornimento".

Attualmente solo l’1% degli articoli viene venduto senza imballaggio in Francia. La Convention citoyenne pour le climat, l'assemblea composta da 150 cittadini selezionati a caso, aveva proposto al governo di fissare al 50% la soglia dei prodotti sfusi da vendere nei supermercati entro il 2030. Alla fine, è stato raggiunto il compromesso del 20%. Una decisione, comunque, accolta con favore dagli ambientalisti. Meno entusiasti invece sono rivenditori e produttori. I primi temono che si possa generare confusione nei supermercati, mentre i secondi sono preoccupati dal fatto che una misura del genere possa influenzare negativamente il marketing intorno ai loro marchi.

Il disegno di legge, presentato dalla ministra della Transizione Ecologica Barbara Pompili e ad oggi l'unico in Europa che affronta questo tema, è al momento sottoposto al vaglio dei due rami del Parlamento. E in Italia? Siamo fermi al palo. O meglio, sul nostro territorio cominciano a diffondersi i cosiddetti negozi leggeri (spesso di piccola dimensione) che sposano la filosofia zero waste. Si aspetta però una mossa più convinta anche da parte della Gdo.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.