Spiagge italiane sempre più inquinate: 834 rifiuti ogni 100 metri. A dirlo è lo studio Beach Litter 2022 di Legambiente

Sempre più inquinate le spiagge italiane, dove si trova un numero di rifiuti 40 volte maggiore del limite per poter considerare un’area “in buono stato ambientale”. A dirlo è l’indagine ‘Beach Litter 2022’, realizzata da Legambiente attraverso gli sforzi di più di 800 volontari. Il quadro non è dunque positivo, anche se il recepimento della Direttiva Sup e l’approvazione del Ddl Salvamare fanno ben sperare per il futuro.
Michele Mastandrea 16 Maggio 2022

834 rifiuti ogni cento metri di spiaggia. Questo il dato più significativo dell'indagine Beach Litter 2022 di Legambiente, realizzata da più di 800 volontari delle sedi locali dell'associazione ambientalista.

Obiettivo dello studio era verificare la quantità di scarti presenti sulle spiagge, che avrai purtroppo avuto modo anche tu di testimoniare durante una qualsiasi vacanza al mare. Sono state monitorate 53 aree di mari, fiumi e laghi del nostro Paese, per un totale di circa 271mila metri quadri di territorio analizzati.

Il numero di rifiuti trovato resta notevolmente elevato, con ben 44.882 rifiuti raccolti in totale. Soprattutto se pensi al fatto che il valore limite a livello europeo per valutare una spiaggia "in buono stato ambientale" è pari a meno di venti rifiuti abbandonati, sempre ogni 100 metri lineari di litorale.

L'Italia, come detto, è invece a oltre 800, quaranta volte oltre la soglia. Dato riguarda tutto il Paese, poiché le spiagge monitorate sono situate in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lombardia, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Veneto.

A dominare i rifiuti per tipologia sono ovviamente quelli di plastica. Circa l'84% degli scarti raccolti, 37.604 ‘pezzi', è infatti del materiale che più inquina le nostre acque. Un grosso problema, dato che sul lungo periodo – sciogliendosi in microparticelle, poi mangiate dai pesci – la plastica mette a serio rischio la biodiversità dei fondali e la salute della nostra alimentazione. Seguono, a grandissima distanza, metalli, carta e cartone, vetro e ceramica. Più staccati invece rifiuti di vestiti e tessuti, di legno e di gomma.

L'importanza della Direttiva Sup, recepita dal nostro Paese nel 2022 al fine di vietare l'uso e la produzione di diversi oggetti realizzati in plastica monouso, è ribadita anche dai risultati dello screening delle spiagge di Legambiente. Ben il 46% dei rifiuti trovati è infatti composto da oggetti ‘single-use', tra cui ad esempio mozziconi di sigaretta, cotton-fioc, contenitori per il take-away di alimenti e cannucce per cocktail.

Ma nell'attesa che gli effetti della Legge Salvamare si facciano vedere nella loro importanza, bisogna continuare nello sforzo per ripulire le spiagge dai rifiuti. A partire da una spinta sempre maggiore alla raccolta differenziata, al riciclo e al riuso, fino al creare attenzione sul tema sin dalle scuole, con lezioni dedicate di educazione ambientale.