Tamarindo: le proprietà, i benefici e le controindicazioni del dattero dell’India

Noto per le sue proprietà lassative, il tamarindo è un frutto esotico molto diffuso in Asia e in America Latina, fonte preziosa di amminoacidi essenziali, fibre, vitamine e sali minerali.
Gaia Cortese 28 luglio 2020

Appartenente alla famiglia delle Fabacee e originario dell’Africa orientale e dell’India (tant’è che viene chiamato anche dattero dell’India), il tamarindo (Tamarindus Indica) è un albero sempreverde che può arrivare ai 30 metri di altezza e che ha un’insolita caratteristica: una crescita lentissima che tuttavia, gli consente di essere un albero longevo, addirittura plurisecolare, se le condizioni  in cui cresce la pianta (clima, terreno, etc.) sono favorevoli.

Il tamarindo è considerato un albero da frutto esotico perché lo si trova principalmente nella zona tropicale, soprattutto in Asia (India, Bangladesh, Sri Lanka, Thailandia e Indonesia) e in America Latina.

Il frutto della pianta del tamarindo, particolarmente gradito alle scimmie, si presenta come un baccello di colore marrone chiaro o verde scuro che contiene alcuni semi circondati da una polpa succosa di colore marrone scuro, che costituisce il 55% del frutto intero; è proprio questa parte del frutto che viene usata per dare sapore a diverse preparazioni culinarie e per produrre la caratteristica bevanda tanto diffusa in Sicilia.

Le proprietà del tamarindo

Nonostante il tamarindo sia considerato un legume, il suo contenuto di proteine è inferiore a quello degli altri legumi più tradizionali; tuttavia, nei Paesi in cui la nutrizione di tipo proteico non è sufficiente, il tamarindo è considerato un nutriente fondamentale per l’alimentazione locale. Va detto però che il tamarindo è anche una fonte importante di amminoacidi essenziali per l’organismo, fatta eccezione unica per il triptofano.

Se sei preoccupato di non assumere abbastanza fibre, devi sapere che ogni 100 grammi di tamarindo apportano 5 grammi di fibre, vale a dire un quinto del fabbisogno giornaliero. Il frutto è poi una buona fonte di magnesio (con 100 grammi di prodotto si raggiunge il 40% della quantità giornaliera consigliata per un adulto), un minerale dalle molteplici proprietà, essenziale per il benessere del sistema nervoso, per la costruzione delle ossa dello scheletro e per il metabolismo dei grassi.

Contiene poi potassio, necessario per diversi processi fisiologici come la contrazione muscolare, il mantenimento di un corretto equilibrio idro-salino e la regolazione della pressione arteriosa, ferro, la cui carenza può portare a stanchezza, anemia e a difficoltà nel contrarre infezioni, e fosforo (il tamarindo contiene circa il 19% del fabbisogno medio giornaliero), fondamentale per il metabolismo energetico delle cellule e per la costruzione delle proteine.

Tra le vitamine contenute nel tamarindo spiccano quelle del gruppo B (B2, B3, B5, B6) e le vitamine A e C, K, J. Senza dimenticare poi la presenza di acido tartarico, un antiossidante naturale che combatte i radicali liberi contrastando gli effetti negativi sull’organismo.

Tamarindo: usi e applicazioni

Sotto forma di marmellata o di sciroppo, ma anche essiccato in infusi e tisane, le proprietà più note del tamarindo sono quelle lassative: i responsabili di tale effetto sono alcuni acidi organici contenuto nella polpa, come l’acido tartarico e l’acido malico.

I benefici, infatti, arriverebbero direttamente all’apparato digerente, nello specifico al fegato e al tratto gastrointestinale. Non è un caso, infatti, che questo frutto sia impiegato come rimedio fitoterapico per facilitare lo svuotamento della cistifellea e prevenire cosi i disturbi biliari.

Il tamarindo ha un'azione antibatterica e antinfettiva per il principio attivo della tamarindina e del lupeolo, che hanno effetti fungini, antivirali e antibatterici. Ha proprietà ipoglicemizzanti e antidiabetiche, perché sembra che l’estratto acquoso del tamarindo riesca ad abbassare i libelli di glicemia e di colesterolo nel sangue,

Nella medicina orientale, il tamarindo viene usato per combattere la febbre malarica o nella medicina indiana viene impiegato come rimedio dopo un consumo eccessivo di bevande alcoliche.

Considerate poi le sue proprietà antiossidanti, il tamarindo è usato anche per la cosmesi naturale, ecco perché puoi facilmente trovarlo come ingrediente base di numerose creme anti-età.

Controindicazioni

Da usare con cautela, segnalandone il consumo sempre al proprio medico di fiducia, il tamarindo può interferire con altri medicinali. Attenzione poi a non esagerare con marmellate, salse e sciroppi a base di questo frutto esotico: non sottovalutare mai le sue proprietà lassative.