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26 Dicembre 2019
18:00

Torna a nidificare sulle Alpi il gipeto, il rapace che era stato dato per estinto nel 1913

L'uccello è ricomparso sul versante valdostano del Parco Nazionale Gran Paradiso per riprodursi. Tornato a volare nell'area alpina solo da pochi anni grazie a un progetto di reintroduzione, il gipeto è una specie protetta a livello europeo e per questo si cerca di mantenerlo il più possibile a distanza dalla presenza umana.

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Torna a nidificare sulle Alpi il gipeto, il rapace che era stato dato per estinto nel 1913
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Trovarlo lungo l'arco alpino è un'autentica rarità. Tant'è che più di un secolo fa, nel 1913, era stato dichiarato estinto e soltanto grazie a un programma internazionale di reintroduzione è tornato recentemente a volare nei cieli sopra le Alpi. Stiamo parlando del gipeto, o più tecnicamente del Gypaetus barbatus. Si tratta di un uccello rapace di dimensioni imponenti – è infatti dotato di un'apertura alare di quasi 3 metri e il suo peso può arrivare fino a 7 chilogrammi – tanto da essere considerato l'avvoltoio di maggiori dimensioni tra quelli nidificanti in Europa.

Per il quinto anno consecutivo ha scelto la Valle di Cogne, sul versante valdostano del Parco Nazionale Gran Paradiso, per nidificare. Aumentano così le speranze di sopravvivenza per questo maestoso quanto fragile uccello. Il gipeto è protetto a livello europeo e, con lo status di specie vulnerabile, è inserito nella “Red List” dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

La scelta del Gran Paradiso come luogo di nidificazione non è casuale. Per il gipeto rappresenta un territorio ideale non solo per la facilità di reperire cibo, data l’abbondanza di fauna selvatica, ma soprattutto per la tranquillità che può trovare in questa area protetta, in cui sono vietati i sorvoli con elicottero o altri mezzi, e in cui il disturbo dovuto alla presenza dell'uomo è ridotto. Lo scorso anno, nel mese di febbraio, erano stati denunciati sei scalatori per essersi avvicinati troppo al nido, nonostante i cartelli di divieto, causando l’allontanamento del gipeto, impegnato in quel momento nella fase della cova.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.