Triptofano: come assumerlo attraverso gli integratori

Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Queste informazioni hanno solo un fine illustrativo.
Che cos’è il triptofano? A che cosa serve? Come si può assumere attraverso gli integratori? Tutto quello che devi sapere prima di farne uso (controindicazioni incluse).
Gaia Cortese 27 maggio 2020

Hai mai sentito parlare del triptofano? Niente a che vedere con un pesce imparentato con lo scorfano o con qualche opera artistica simile a un triptico. Il triptofano è un aminoacido che deve essere assimilato attraverso l'alimentazione o appositi integratori, perché l’organismo non riesce a produrlo da sé. Per questo motivo è definito aminoacido essenziale.

Il triptofano può essere consigliato per diversi disturbi: per combattere la depressione, l’ansia e l’insonnia, per aiutare a smettere di fumare e contro il disturbo da deficit di attenzione o da iperattività e anche per migliorare le performance sportive. Viene poi consigliato anche in caso di disturbi che sembrano non avere nessun legame tra loro come le apnee del sonno, dolori al viso, le forme gravi di sindrome premestruale e il bruxismo.

Sta di fatto che se vuoi assumere il triptofano devi farlo attraverso l'assunzione di proteine di origine animale o vegetale: yogurt e formaggi, germe di grano, legumi, pesce, carne e uova, semi oleosi, di zucca e di sesamo, cioccolato fondente e alga spirulina.

Gli integratori

In alternativa puoi anche rivolgerti al mondo degli integratori e assumere triptofano tramite L-triptofano 5-HTP (5-idrossitriptofano), entrambi precursori della serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore.

Vale la pena sottolineare che ancora non ci sono sufficienti prove scientifiche a disposizione per validare questi integratori e non risulta che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) abbia approvato i claim proposti per i prodotti contenenti triptofano, ossia L-triptofano e 5-HTP. È comunque interessante capire come funzionano questi integratori e quali siano le principali differenze l'uno dall'altro.

5-HTP

Il 5-HTP deriva da semi di un arbusto legnoso di gradi dimensioni originario dell’Africa centro-occidentale conosciuto come Griffonia Simplicifolia. Nel momento in cui viene assunto questo integratore, il tuo organismo è in grado di scomporlo in serotonina ed è proprio il picco che si crea nei livelli di serotonina che può aiutarti a ridurre sintomi di depressione, stress e stati di ansia. Siccome poi la serotonina viene utilizzata dall’organismo per produrre melatonina, indispensabile per regolarizzare il ritmo circadiano, il 5-HTP torna utile anche per curare i disturbi del sonno.

L-triptofano

Il L-triptofano, o triptofano, invece è un aminoacido essenziale che l’organismo non riesce a produrre da solo, ma indispensabile per generare serotonina, melatonina e vitamina B3. Se assunto tramite integratori, viene estrapolato dalla fermentazione di batteri di un composto chimico chiamato indolo (C8H7N) e di un aminoacido polare chiamato serina (C3H7NO3).

I due integratori si somigliano, entrambi sono precursori della serotonina, ma agiscono sull'organismo in modi diversi. Se entrambi viaggiano e raggiungono il cervello per stimolare qui la produzione di serotonina, il 5-HTP sembra essere più adatto ad attraversare la barriera emato-encefalica rispetto al triptofano, che al contrario sembra essere metabolizzato maggiormente dal fegato o nell’intestino. Per questo motivo, quest'ultimo potrebbe non essere così efficace nel migliorare l’umore di una persona. Oltretutto, il processo di metabolizzazione del triptofano sembra essere più lungo e complesso del processo di conversione di 5-HTP in serotonina.

Tuttavia va considerato che il 5-HTP non può essere una cura efficace sul lungo periodo a causa dei livelli bassi di serotonina. Uno studio condotto da alcuni ricercatori italiani, infatti, ha evidenziato come gli effetti di 5-HTP siano mutati nell'arco di periodo di 6 settimane: se nelle prime 3 settimane l'aumento nei livelli di serotonina è stato significativo, successivamente l'effetto dell'integratore è stato alquanto scarso.

Controindicazioni

Assumere triptofano tramite integratori può interferire con i trattamenti a base di antidepressivi che agiscono sull'organismo proprio aumentando il livello di serotonina nel cervello. Non solo, assumere triptofano potrebbe anche aumentare la sonnolenza associata all’assunzione dei sedativi.

Altri effetti collaterali evidenziati sono: dolori e bruciore allo stomaco, gonfiore addominale, nausea e vomito, diarrea, perdita dell’appetito, mal di testa, sonnolenza, secchezza delle fauci, vista sfocata, debolezza muscolare, una sensazione di avere la testa leggera e problemi nella sfera sessuale.

Da non assumere in presenza di problemi renali o epatici, gravidanza e allattamento.

Fonte | Humanitas

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