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14 Novembre 2019
13:00

Un altro triste record per l’Italia: prima in Europa per morti premature da PM 2,5

Prima in Europa e 11esima nel mondo per morti premature dovute all’esposizione da PM 2,5, il particolato sottile che ogni giorni inaliamo senza accorgercene. L’Italia è finita sul primo gradino del podio.

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Un altro triste record per l’Italia: prima in Europa per morti premature da PM 2,5
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Prima in Europa per il riciclo, prima in Europa per l’economia circolare. Ma i primati dell’Italia, purtroppo non sono tutti virtuosi. È di appena un mese fa la notizia del Belpaese primo in Europa per morti da biossido di azoto, che purtroppo non si attesta come unico killer silenzioso in grado di regalare un posto all’Italia sul gradino più alto del podio. Se sai benissimo che la CO2 è dannosa per la tua salute e che ogni giorno finisci con l’inalare e assorbire sostanze nocive per il tuo organismo, forse non sei perfettamente consapevole di quali siano le sostanze che più ti possono danneggiare.

Secondo il report Countdown on Health and Climate Change, pubblicato proprio ieri sulla rivista The Lancet, il nostro Paese è primo in Europa e 11esimo nel mondo per morti premature dovute all’esposizione da PM 2,5. Si tratta del particolato fine o sottile, molto pericoloso per la salute perché in grado di penetrare molto in profondità nell’organismo, arrivando fino al sangue attraverso le vie respiratorie grazie alle sue dimensioni ridottissime.

Lo studio, che monitora costantemente l’impatto dei cambiamenti climatici sulla nostra salute, ha coinvolto 35 realtà accademiche e istituzionali e 120 ricercatori da tutto il mondo. Secondo i dati raccolti, solo nel corso del 2016 l’Italia ha visto 45.600 decessi in età precoce a causa del particolato sottile, con un conseguente danno economico da 20 milioni di euro. In Europa, il PM 2,5 ha fatto circa 281mila morti premature colpendo in particolare i bambini piccoli, i cui effetti sono visibili a lungo termine perché più vulnerabili ed esposti.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.