Un padre dona i suoi tendini al figlio: è il primo intervento al crociato con la donazione da vivente mai eseguito in Italia

Anziché ricorrere all’autotrapianto, considerato insufficiente, i chirurghi ortopedici dell’ospedale Agnelli di Pinerolo hanno utilizzato i tendini prelevati dal padre per ricostruire il legamento crociato anteriore del ginocchio di un ragazzo di 14 anni.
Kevin Ben Alì Zinati 25 Gennaio 2023
* ultima modifica il 30/01/2023

Si era infortunato il ginocchio, spaccando completamente il legamento crociato anteriore. Per un quattordicenne di origini piemontesi il destino sembrava dunque ormai tracciato: per ritornare a correre e fare sport come prima sarebbe servito un intervento di ricostruzione di tendini e tessuti.

Ed è andata così, o quasi. Perché anziché ricorrere all’autotrapianto, quindi a tendini propri, o a quelli provenienti da un cadavere, i chirurghi ortopedici dell’Ospedale Agnelli di Pinerolo hanno utilizzato i tendini donati direttamente dal padre del ragazzo.

Come era stata quella del primo trapianto di polmone da vivente, anche quella che ti sto raccontando è un’altra incredibile storia padre-figlio, un’altra storia da record: si tratta infatti del primo intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio attraverso la donazione di tendini da vivente mai eseguito in Italia.

Fino ad oggi in Italia per interventi di questo genere si ricorreva a trapianti di tendini autologhi, cioè prelevati direttamente dal paziente, oppure a tendini provenienti da donatori deceduti. Questa pratica negli adulti equivale a ottimi risultati ma nei pazienti pediatrici è sempre risultata meno efficace al punto che viene spesso sconsigliata.

Quando però in sala operatoria arriva un adolescente o comunque un paziente ancora in fase di crescita, i chirurghi devono spesso fare i conti con dei tendini troppo piccoli per un trapianto efficace e funzionale.

Il ragazzo infatti, hanno spiegato i medici, mostrava caratteristiche antropometriche tali che rendevano l’autotrapianto di tendini insufficiente. Serviva quindi un donatore diverso ma pur sempre compatibile: il papà.

I tendini di un donatore vivente adulto maschio sono infatti più grandi e si comportano come i propri in termini di efficacia garantendo quindi il buon esito dell’operazione.

I chirurghi hanno così prenotato due sale operatorie e dopo aver prelevato i tendini al padre li hanno trasportati nella stanza accanto, dove li hanno utilizzati per ricostruire il legamento crociato al figlio con una tecnica mai stata usata prima in Italia.

L’intervento è stato un successo. Il follow up sta confermando che il padre è completamente guarito senza alcun effetto avverso mentre il figlio è già tornato a camminare senza stampelle, come avrebbe fatto dopo un normale intervento di ricostruzione ligamentosa. Solo che questo ha fatto la storia.

I record del Centro Nazionale Trapianti

L'intervento che ti abbiamo appena raccontato, insieme al primo caso di trapianto di polmone da vivente, non certificano solo l'ottima partenza di 2023 del nostro sistema di donazione e trapianto di organi ma ne cristallizzano anche l'eccellenza assoluta a livello europeo.

Se quello appena iniziato ha già messo a segno due successi record, l'anno appena passato ha rappresentato il periodo migliore per il nostro sistema di trapianti e le donazioni di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche.

Per la prima volta, infatti, le donazioni di organi solidi hanno superato quota 1.800 (complessivamente 1.830, +3,7% sul 2021) in un anno, con  1.461 da donatori deceduti e 369 da viventi. Un risultato figlio di un aumento nel tasso nazionale di donazione per milione di popolazione, oggi il più alto di sempre (24,7) e tra i migliori livello europeo con Spagna e Francia.

Più "sì" alla donazione vuol dire anche più trapianti: nel 2022 sono stati 3.887, quasi 100 in più rispetto al 2021 (+2,5%).

Le dichiarazioni di volontà alla donazione, poi, al 31 dicembre 2022 hanno superato quota 14 milioni e mezzo: 72% i consensi e 28% le opposizioni: solo nei dodici mesi scorsi sono state 2,7 milioni, con una percentuale di no del 31,8%(+0,7% rispetto al 2021). "Le opposizioni registrate in vita restano alte– scrivono gli esperti del CNT – Un dato che conferma la necessità di sensibilizzare soprattutto la fascia dei 18-30enni (tra i quali la percentuale di opposizione è più alta rispetto ai 30-40enni e gli over60". 

Casi esemplari ed emblematici per questa fascia di popolazione sono infatti i due interventi sulla più anziana donatrice di organi mai registrata in Italia e quello della più anziana donatrice di organi al mondo: una signora italiana addirittura di cento anni, dieci mesi e un giorno.

Fonte | Ansa

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