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9 Luglio 2020
14:00

Una barriera a ultrasuoni per salvare gli animali selvatici dagli attraversamenti mortali

Un’idea nata da uno shock, un progetto in grado di salvare la vita agli animali selvatici che troppo spesso finiscono uccisi perché passano su strade e ferrovie che attraversano la loro casa. Yuji Hikita ha creato un passaggio a livello invisibile che impedisce loro di trovarsi sui binari quando il treno è di passaggio.

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Una barriera a ultrasuoni per salvare gli animali selvatici dagli attraversamenti mortali
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Attraversamenti di strade e ferrovie sono sempre stati un pericolo per gli animali selvatici. Basta fare un giro su un percorso di montagna per imbattersi in qualche animaletto investito solo perché tentava di raggiungere l’altro lato della strada, magari in cerca di cibo per i suoi piccoli. Perché quando passiamo per questi luoghi, ci dimentichiamo che siamo noi ad attraversare la loro casa, non loro che accidentalmente si trovano sulla nostra.

In Giappone sembrano averlo capito. Lì, precisamente su parte della linea ferroviaria di Osaka, è stato installato un sistema di ultrasuoni che consente di creare una sorta di “passaggio a livello” artificiale in grado di far capire all’animale se la via è libera o meno. O meglio, attraverso gli ultrasuoni tiene a distanza la fauna selvatica quando sta per passare un treno, consentendole invece di avvicinarsi quando non c’è più pericolo.

Un progetto ingegnoso e ambizioso, ideato da un dipendente di una divisione elettrica, Yuji Hikita, dopo aver assistito alla morte di un cucciolo di cerbiatto rimasto indietro rispetto alla famiglia mentre stava attraversando i binari. Yuji ha ideato questa barriera di suoni che ha concesso di ridurre quasi del 100% gli incidenti ferroviari dovuti agli attraversamenti “selvatici” e potrebbe presto essere adottato da tante altre ferrovie nel mondo.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.