Un’arte fatta con i piedi: artisti di strada o pittori affermati che non utilizzano le mani

Alcuni di loro non hanno le braccia, altri invece sono normodotati ma hanno scelto di esprimersi con i piedi. Dipingono, fabbricano gioielli, recitano. Ma attenzione, non desiderano essere inseriti in una categoria speciale: le loro opere vanno giudicare al pari quelle degli artisti più tradizionali.
Giulia Dallagiovanna 8 febbraio 2019

Nel film Il mio piede sinistro, il protagonista, un ragazzo irlandese con gravi ritardi mentali, imparava a fare tutto proprio con quell'arto. Dipingeva, scriveva, preparava il cemento per costruirsi una stanza, regalava un fiore alla ragazza che amava. Ma di Christy Brown reali in giro ce ne sono parecchi. Chi è nato senza braccia, chi le ha perse in un incidente o chi, pur avendole, ha scelto di esprimersi utilizzando i piedi. Molti di loro sono cinesi, ma ci sono anche un'italiana che probabilmente conoscerai già e un'altra artista che invece devi proprio scoprire.

Xi Fu

Xi Fu nasce con una grave malformazione alle mani. Così, per compiere i gesti della vita quotidiana, come bere e mangiare, impara a usare i piedi. Oggi ha trent'anni, vive a Pechino ed è un'artista di strada. Come si esprime? Logico, con i piedi! I suoi alluci, fra i quali stringe il pennello, sono così famosi che gli portano un guadagno di 3mila yuan al mese, che corrispondono a quanto un impiegato porta a casa in un intero anno.

Zengh Huamei

Sempre in Cina, ma a Fuzhou c'è una ragazza che non si è limitata a dipingere. Una volta capito che le mani non l'avrebbero aiutata a causa di una menomazione, Zengh Huamei ha deciso che poteva tranquillamente utilizzare i suoi arti inferiori. È con questo spirito che si è diplomata all'Accademia di belle arti della cittadina cinese. Ora, con i piedi scrive, disegna, confeziona gioielli fatti di perline e riesce addirittura a cucire. Il suo luogo di lavoro è il parco urbano e il guadagno è di circa 20 dollari al giorno.

Huang Guofu

Non solo artisti di strada, c'è chi ha deciso di mettere sul mercato le proprie opere per capire quale valore potessero avere. E ha scoperto che, anche se erano dipinte con bocca e piedi, potevano averne davvero tanto. È successo a Huang Guofu, senza braccia a causa di un incidente all'età di 4 anni, oggi è un pittore affermato. Non si è limitato ad accettare i complimenti di chi lo ammirava per aver cercato di reagire alla difficile situazione, ma ha ascoltato le critiche costruttive di chi analizzava i suoi quadri. Così, pennellata dopo pennellata, ha migliorato la tecnica, è diventato un professionista e ha trovato anche la sua musa, Hu Gouy, che si è innamorata di lui al primo sguardo.

Simona Atzori

Forse la conoscerai come ballerina, ma la pittura è, come dice lei, la sua seconda ala. Simona Atzori, nata senza braccia, inizia a dipingere fin dall'età di 4 anni. Tuttora, il disegno è uno dei mezzi attraverso i quali esprime pensieri, emozioni e sentimenti. Ma il messaggio che vuole trasmettere non è di quanto coraggio ci voglia per reagire a una situazione che può sembrare drammatica: le piacerebbe piuttosto che la sua arte fosse giudicata con gli stessi parametri con i quali si analizzano le opere dei normodotati.

Perché dipingere con il piede o con la bocca dovrebbe aggiungere o togliere qualcosa al dipinto stesso? Cosa importa come è stato dipinto? Ciò che conta è l’emozione che provoca nello spettatore.
Simona Aztori al Corriere della Sera

Il teatro con i piedi

Laura Kibel ha le braccia, ma ha scelto comunque di esprimersi con i piedi. Diplomata al conservatorio e sposata con un regista di teatro, non ha mai smesso di sperimentare, così ora è una famosa artista di strada che porta in scena storie raccontate da marionette. Marionette che sono indossate dai suoi piedi. Si tratta di una forma di recitazione che in realtà è nata in Corea già nell'Ottocento e che poi è stata messa a punto da interpreti di tutto il mondo. Assieme alla collega Veronica Gonzalez, Laura Kibel ha girato i teatri e le strade di tutt'Europa, trasformando le sue ginocchia nella testa di un calvo e i suoi talloni nei sorrisi di un clown.