Via libera al Nutri-score in Germania. Coldiretti: “Penalizza ingiustamente i prodotti made in Italy”

Per Coldiretti l’etichetta a semaforo sui prodotti alimentari sarebbe fuorviante. Ora che la Germania (principale sbocco delle esportazioni agroalimentari per il nostro Paese) vuole aderire a questo sistema, eccellenze come l’olio extravergine di oliva, il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma finirebbero per essere classificate come meno salutari rispetto a dei minestroni preconfezionati.
Federico Turrisi 15 settembre 2020

Non smette di suscitare polemiche il Nutri-score, l'etichetta a semaforo di cui ti abbiamo parlato nel dettaglio qualche mese fa. Tra i suoi principali oppositori c'è Coldiretti, la maggiore associazione di categoria italiana che rappresenta il settore agricolo, che ricorda in una nota i possibili danni per il comparto agroalimentare italiano adottando tale etichettatura. E lo fa in seguito alla notizia che anche la Germania adesso può procedere all'introduzione all'interno dei suoi confini del Nutri-score sui prodotti alimentari, dopo aver incassato il nullaosta dell'Unione Europea. Berlino si unisce così agli altri cinque Paesi dell'Unione Europea (Spagna, Francia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi) che applicano già o hanno annunciato di voler applicare questo sistema. Ricordiamo che l'utilizzo dell'etichettatura a semaforo è comunque facoltativo, e non obbligatorio.

Ma davvero questo sistema aiuta i consumatori a scegliere prodotti più salutari? Secondo Coldiretti no, dal momento che "finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali, che da secoli sono presenti sulle tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta". Per l'associazione in questo modo si rischia di promuovere cibi preconfezionati e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva, considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma.

La preoccupazione maggiore è dunque legata al fatto che in un Paese come la Germania, principale mercato per i prodotti made in Italy, vengano penalizzati ingiustamente formaggi, salumi e altri alimenti che magari godono del marchio di denominazione di origine protetta (e che dunque la stessa Unione Europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare) per colpa di un sistema di etichettatura fuorviante.

L'Italia ha ottenuto il via libera dall'Unione Europea per un altro strumento, alternativo al Nutri-score: stiamo parlando dell'etichetta a batteria, che riporta informazioni sull’apporto di sostanze nutritive nutrienti di ogni singolo prodotto (grassi, zuccheri, proteine eccetera) in rapporto all’esigenza nutrizionale giornaliera, e quindi nell’ottica di una dieta completa e bilanciata. Sul tema delle etichettature nutrizionali la Commissione Europea dovrà preparare una proposta nel 2022, dopo che nel 2021 sarà avviato uno studio d'impatto nell'ambito della strategia Farm to Fork. Il dibattito all'interno delle istituzioni comunitarie e degli stessi Paesi membri è aperto, e per il futuro si preannuncia ancora più acceso.