Vuoi trovare un modo per aiutare il pianeta? Riduci il consumo di carne (o ancora meglio diventa vegano)

Un gruppo di ricercatori della New York University ha messo in evidenza come una dieta a base di prodotti vegetali contribuisca in maniera significativa a ridurre le emissioni di CO2. Limitando il consumo di carne e di altri prodotti di origine animale si potrebbero aumentare anche gli spazi da destinare alle foreste, che sono tra i nostri migliori alleati nel contrasto al surriscaldamento globale.
Federico Turrisi 10 settembre 2020

La lotta contro il cambiamento climatico passa dalla tavola. Certo, limitare gli spostamenti in auto o in treno contribuisce a ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Ma sul calcolo complessivo dell'impronta di carbonio che ciascuno di noi lascia incidono maggiormente le abitudini alimentari. Per esempio, sapevi che passare da una dieta onnivora a una esclusivamente vegana potrebbe farci risparmiare fino all'equivalente di 16 anni di emissioni di CO2?

A sostenerlo è un recente studio realizzato dai ricercatori della New York University, che hanno confrontato l'impronta ecologica di tre differenti regimi alimentari: uno generico che comprende anche carne e latticini, uno in cui il consumo di carne è ridotto del 70% e uno vegano. Ebbene, gli esperti hanno stimato che seguendo la seconda e la terza dieta si possono eliminare rispettivamente fino a 332 e a gigatonnellate di CO2, che corrispondono a 9-16 anni di emissioni di anidride carbonica in meno.

La ragione è semplice. Per soddisfare la richiesta di carne e di altri prodotti di origine animale, occupiamo l'83% del terreno agricolo mondiale, a scapito di foreste e vegetazione spontanea. Mangiare frutta e verdura, legumi e ortaggi consentirebbe di ridurre questa percentuale e questo fatto, secondo gli esperti, sarebbe un ottimo modo per contrastare l'emergenza climatica: da una parte infatti si diminuirebbero le emissioni di gas serra legate all'industria zootecnica, dall'altra si aumenterebbero gli spazi verdi e la capacità di assrobimento del carbonio atmosferico da parte delle foreste e delle piante in generale. A beneficiarne, sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo, sarebbe anche la biodiversità, in primis la fauna selvatica.

Tagliare le emissioni di gas climalteranti è fondamentale per raggiungere l'obiettivo, fissato dall'Accordo di Parigi del 2015, di contenere l'aumento della temperatura globale a +1,5 gradi centigradi rispetto all'era preindustriale. Se superassimo questa sogli,a fenomeni già in atto come la fusione dei ghiacciai e delle calotte polari, l'innalzamento del livello del mare, la desertificazione e l'acidificazione degli oceani subirebbero un'accelerazione, alterando in maniera irrimediabile gli equilibri del nostro pianeta. Ok, i governi devono impostare politiche più improntate alla sostenibilità e alla salvaguardia dell'ambiente (un esempio su tutti, mettere un freno all'uso dei combustibili fossili), ma intanto ognuno di noi può cominciare la sua personale "rivoluzione verde" dal cibo che mangia.

Fonte | "The carbon opportunity cost of animal-sourced food production on land" pubblicato su Nature Sustainability il 7 settembre 2020.