10 luoghi che stanno scomparendo a causa dei cambiamenti climatici

Immagina di dover lasciare la tua casa, perché la terra sotto i tuoi piedi sta scomparendo. Tra i vari effetti del cambiamento climatico c’è anche lo stravolgimento delle nostre cartine geografiche.
Beatrice Barra 13 Gennaio 2023

I cambiamenti climatici stanno modificando le nostre cartine geografiche. Sembra assurdo, eppure è così. Ecco dieci luoghi che stanno scomparendo.

L'Arcipelago delle Fiji sta annegando

Immagina di dover lasciare la tua casa, perché la terra sotto i tuoi piedi sta scomparendo.

È quello che sta succedendo nell’arcipelago delle Fiji, nell'Oceano Pacifico, dove gli abitanti di alcuni villaggi stanno letteralmente traslocando a causa dell’innalzamento del livello del mare. Il primo villaggio a essere spostato è stato Vunidogoloa, i cui 130 abitanti sono stati trasferiti un chilometro e mezzo più all'interno, su una collina che prima era un terreno agricolo. Si tratta di un chiaro esempio di “migrazione climatica”, quando cioè le persone sono costrette a lasciare il luogo in cui sono cresciute per via dei cambiamenti ambientali.

Giacarta affonda, nasce Nusantara

Addirittura una capitale come Giacarta dovrà presto cedere il suo posto a Nusantara. Questa città, che ancora non esiste, sarà collocata nell’isola del Borneo (dove al momento si trovano foreste pluviali e comunità indigene) e sostituirà Giacarta come capitale dell’Indonesia. Questo perché Giacarta sta affondando di circa 25 centimetri all'anno a causa della subsidenza.

Spiegato in parole semplici: il terreno si abbassa verticalmente a causa della progressiva compattazione degli strati argillosi e sabbiosi del terreno, un fenomeno che può essere dovuto a cause naturali ma anche, come nel caso di Giacarta, dall’estrazione incontrollata di acqua dal sottosuolo. Mantenendo questo ritmo, Giacarta rischia di trovarsi quasi totalmente sommersa dall'acqua entro il 2100.

Rio de Janeiro: nel 2100 la data di scadenza

Il 2100 è la data di scadenza anche per Rio de Janeiro. Entro i prossimi 80 anni si prevede infatti un innalzamento del livello del mare da 30 centimetri a oltre 2 metri, che inonderà gran parte della città. Questo problema si somma allo sviluppo urbano incontrollato di Rio.

Pensa che negli ultimi 50 anni la popolazione dell'area metropolitana di Rio de Janeiro è passata da 6 ​​milioni a oltre 13 milioni di persone e, non essendoci abbastanza case per tutti, sono stati costruiti dei quartieri improvvisati, le favelas, che si estendono lungo i corsi d'acqua e sono quindi le prime zone a rischio inondazioni.

L'Italia non manca all'appello, Venezia a rischio

Si calcola che nel mondo sono circa 150 milioni le persone che vivono in territori che finiranno sott’acqua entro il 2050, e l'Italia non è certo esclusa.

Venezia, ad esempio, è collocata su un tipo di terreno molto giovane da un punto di vista geologico, fatto perlopiù di sabbia e ghiaia. La laguna di Venezia si è formata infatti “solo6 mila anni fa, quando l’Adriatico si è innalzato ricoprendo di acqua i sedimenti provenienti dalle Alpi. Questo vuol dire che ancora oggi il suolo si sta compattando in profondità, mentre la parte in superficie si abbassa piano piano. Questo, sommato al continuo innalzamento del livello del mare, porta a inondazioni della città sempre più gravi. Pensa che all'inizio dello scorso secolo di alta marea eccezionale, che supera cioè i 110 cm di altezza, ne avveniva mediamente una all’anno. Oggi, di questi eventi estremi, ne avvengono 5-6 all'anno, con danni inestimabili alla città e alle sue opere d’arte.

La Groenlandia si sta sciogliendo

Cambiamento climatico non vuol dire solo innalzamento del mare. In Groenlandia il ghiaccio si sta fondendo a un ritmo più veloce del deposito di nuova neve. Più il ghiaccio si fonde, meno il calore viene riflesso, più la velocità di fusione aumenta. Questo è un enorme problema per le comunità indigene che vivono lì, dal momento che sono solite sfruttare le distese ghiacciate per il trasporto, la caccia e la pesca.

Nel mese di luglio 2022 la temperatura è arrivata più volte a superare i 15° (circa 20 sopra la media!) generando la fusione di sei miliardi di tonnellate di acqua al giorno. Per farti capire, è come riempire ogni mattina 7 milioni di piscine olimpioniche.

… mentre il Mar Morto si sta prosciugando

Un’altra conseguenza dei cambiamenti climatici è la siccità. L’aumento delle temperature e la continua mancanza di pioggia riduce infatti l'umidità del suolo. Il terreno diventa così via via meno fertile fino a diventare totalmente arido, come il deserto.

È quello che sta accadendo ad esempio al Mar Morto, che si sta prosciugando alla velocità di 1,20 metri all'anno. Pensa che, solo nel scorso secolo, il livello dell’acqua è sceso di almeno 35 metri. Di questo passo gli esperti stimano che il Mar Morto verrà completamente prosciugato entro il 2050.

Il confine tra USA e Messico potrebbe scomparire

Ma non è tutto. Hai presente il tanto discusso confine tra Stati Uniti e Messico? Beh, potrebbe non esistere più. Il Rio Grande, che fa da confine naturale tra Texas e Messico, infatti, rischia di prosciugarsi definitivamente eliminando una delle frontiere più trafficate al mondo.

Negli ultimi 100 anni, l'insolito aumento delle temperature di oltre 2° del New Mexico ha fatto registrare i più bassi livelli di acqua nel fiume, mettendo, tra le altre cose, anche gravemente a rischio le foreste e gli animali che vivono lungo il fiume.

Milioni di ettari di terreni coltivabili persi in Burkina Faso

In Burkina Faso la vegetazione non cresce più. Il riscaldamento globale ha aumentato la temperatura in tutto il territorio centrale dell'Africa, denominata Sahel, e diminuito le precipitazioni stagionali, diventate ormai rare e, quando arrivano, troppo intense.

Questo ha portato alla scomparsa di ampie distese coltivabili. Solo in Burkina Faso si è degradato un terzo del territorio nazionale, che corrisponde a oltre 9 milioni di ettari di terra.

Centinaia di renne sono morte in Siberia per le temperature elevate

Ma il problema di procurarsi il cibo non riguarda solo i paesi più caldi. I Nenets, pastori di renne che vivono nella Penisola di Yamal, in Siberia, sono in grande difficoltà a cause dell’aumento generale delle temperature.

Gli ultimi inverni insolitamente caldi hanno portato alla morte di centinaia di migliaia di renne, impossibilitate a cibarsi a causa della troppa pioggia che, successivamente, è ghiacciata creando uno spesso strato sul terreno.

200 piramidi in Sudan potrebbero essere sommerse dalla sabbia

Fino a ora abbiamo parlato di habitat naturali, ma la crisi climatica sta mettendo a rischio anche la memoria stessa dei popoli. Rovine antiche, sopravvissute fino a oggi, devono affrontare l'assalto di un nuovo invasore: la sabbia. Per farti un esempio, oggi la sabbia rappresenta la più grande minaccia per la storia culturale del Sudan. Sono 200 le piramidi costruite, circa 4.500 anni fa, sul fiume Nilo che potrebbero presto scomparire sommerse dalla sabbia.

Ti ho parlato di 10 luoghi che stanno scomparendo ma te ne avrei potuti dire altri cento o mille. Le conseguenze del cambiamento climatico hanno infatti la particolarità di essere diffuse in tutto il mondo, anche se con gravità diversa. Ma se, per un attimo, ci dovessimo sforzare di ragionare come un’unica grande famiglia, allora ci accorgeremo che stiamo rischiando di perdere le case in cui siamo cresciuti, la storia dei nostri paesi e la biodiversità che rende ciascuno di questi luoghi unici al mondo.