Amore platonico non significa “irraggiungibile”: cosa vuol dire in realtà

Associamo sempre questa espressione a un amore perfetto, idealizzato e irraggiungibile. Ma non era esattamente questo che intendeva Platone. Proviamo a capire meglio insieme.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
12 Marzo 2021 * ultima modifica il 12/03/2021

Amore platonico è un’espressione usata molto di frequente per riferirsi a un amore impossibile o irraggiungibile. Nonostante l’aggettivo “platonico”, che relaziona questo sentimento alla visione filosofica di Platone, vedremo che quanto postulato dal filosofo greco riguardo all’amore ha ben poco a vedere con tale definizione.

L’amore, si sa, è sempre stato un argomento che ha dato molto da parlare. È da tempi immemori fonte di ispirazione per molti poeti, scrittori, pensatori e filosofi, e non fece eccezione il noto filosofo dell’Antica Grecia Platone.

Secondo Platone

Platone è stato un filosofo greco discepolo di Socrate e maestro di Aristotele. A lui si devono numerosi scritti, tra i quali il Simposio e il Mito della caverna. Nel primo Platone sviluppa il suo concetto di amore, che costituirà la base su cui poi definirà l’amore platonico.

Per Platone, l’amore è la motivazione che ci porta a conoscere e contemplare la bellezza in sé. Ma la bellezza contemplata dal dualismo, che è uno dei fili conduttori della sua filosofia. Questa corrente filosofica – il dualismo – si basa sul postulato che la realtà è costituita da due sostanze indipendenti: lo spirito (forma) e la materia. Queste due sostanze possono unirsi, ma mai mescolarsi.

Platone riteneva che l’essere umano fosse composto da anima e corpo, dove l’anima apparteneva al piano delle idee e il corpo a quello materiale. L’anima coesiste dunque con il corpo, nel quale, per l’esattezza, si trova intrappolata. Le due realtà, però, sono indipendenti.

A partire da questa concezione filosofica, Platone sviluppa il suo concetto di amore, mal interpretato da molti, che definiscono l’amore platonico come un amore casto o spirituale, pur non essendo affatto così. L’amore proposto dal filosofo greco percorre un cammino intermedio: evita la promiscuità, ma anche l’astinenza, poiché per Platone la morale equivaleva al contenimento.

Platone, nel Discorso di Socrate, definisce l’amore come la motivazione o l’impulso che ci porta a tentare di conoscere e contemplare la bellezza in sé. Amare le forme o le idee eterne, intellegibili, perfette e che vanno oltre la bellezza fisica che si può apprezzare; tuttavia, non la esclude.

In altre parole, per Platone l’amore sorge dal desiderio di scoprire e ammirare la bellezza. Il processo ha inizio quando qualcuno apprezza la bellezza fisica e poi progredisce verso quella spirituale per arrivare allo stadio massimo di ammirazione pura, passionale ed emanata dall’essenza della bellezza.

L’amore platonico, dunque, non ha nulla a che vedere con un amore irraggiungibile o impossibile. Riguarda invece un amore che supera i confini della bellezza fisica, livello forse difficile da raggiungere. Non sono contemplati elementi sessuali semplicemente perché il vero amore per Platone non è quello che si rivolge a una persona, ma alla trascendente essenza della bellezza.

È amore irraggiungibile?

L’espressione “amore platonico” è stata usata per la prima volta da Marsilio Ficino nel XV secolo. L’amore platonico era un amore concentrato sulla bellezza del carattere e sull’intelligenza di una persona, e non sul suo aspetto fisico. Tuttavia, è un amore unicamente presente nel mondo delle idee, dove è considerato perfetto e incorruttibile.

Secondo Platone, in realtà non è possibile raggiungere la purezza di questo sentimento perché non si basa su interessi, ma sulla virtù. In altre parole, sarebbe un amore perfetto e poiché la perfezione è solo un’illusione del mondo reale – nulla è perfetto -, sarebbe possibile solo nel mondo delle idee.

Per semplificare, possiamo dire che per amore platonico si intende l’amore idealizzato e che non prevede il desiderio sessuale. Per estensione, nel linguaggio colloquiale si parla di esso come del sentimento romantico che si prova per una persona che, per qualche motivo, risulta irraggiungibile. Di conseguenza, tale amore non può includere un vincolo sessuale.

In questo senso l’espressione è congruente con il postulato del filosofo greco; tuttavia, viene preso in considerazione solo uno spazio infimo rispetto a quello a cui fa riferimento il concetto di amore platonico. L’espressione risulta dunque un errore di uso colloquiale e frequente.

Nell'era di Tinder

Le coppie nate in modo "virtuale" non sono più un'eccezione, ma piuttosto la regola. Tantissime sono le relazioni nate grazie a Tinder o altre dating app. Ma se molte delle persone che si conoscono in questo modo nel giro di poco tempo si incontrano dal vivo e vivono una relazione in tutto e per tutto normale, alcuni tendono a lasciare la relazione nel "virtuale" senza mai incontrarsi dal vero. Questi amori si possono definire platonici? Può accadere quando si tende a idealizzare l'altra persona, evitando il confronto con la vita al di là dello schermo.

In questo senso, il web può amplificare la tendenza al distacco. Possiamo chattare, conoscere nuove persone e persino cominciare una relazione senza aver mai incontrato e toccato l'altro. Tuttavia, l'amore platonico non è solo questo.

Gli amori platonici più famosi

Dante e Beatrice

Il loro fu uno degli amori platonici più famosi di sempre. La donna amata da Dante Alighieri è conosciuta come Beatrice, ma in realtà era figlia di Folco Portinari e si chiamava Bice. Dante e Beatrice si incontrano la prima volta quando hanno solo nove anni, poi la seconda volta quando hanno diciotto anni e si salutano. Dante a quel punto però non può più fare nulla. Beatrice sposerà Simone dei Bardi e morirà di parto pochi anni dopo. Ciò che rende spettacolare questo amore è che Dante inserisce la sua amata all’interno dei Canti del Paradiso nella sua Divina Commedia.

Paolo e Francesca

Il loro amore è talmente travolgente che Dante Alighieri inserisce la loro storia nel Canto V dell’Inferno dedicato ai Lussuriosi. Francesca da Polenta era stata data in sposa allo zoppo Giovanni detto Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo. Francesca per un malinteso si innamora di Paolo pensando fosse il fratello e l’amore diventa così forte da fare ingelosire lo sposo. Gianciotto per vendetta ucciderà i due amanti.

Petrarca e Laura

Francesco Petrarca incontra la figura femminile chiamata “Laura” il dì sesto del mese di aprile del 1327 nella chiesa di Avignone quando stava tornando dalla Messa del Venerdì Santo. Petrarca nomina la ragazza “Laura” in onore alla pianta che per il Dio della poesia Apollo era sacra. Petrarca perde completamente la testa per questa donna definita bellissima e somigliante a una creatura trascendentale. Le poesie dedicate al suo amore sono raccolte tutte all’interno del Canzoniere, uno dei suoi testi letterari più importanti.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…