Chi è il piromane, una persona che non può fare a meno di appiccare incendi

La piromania è l’ossessione per il fuoco. Un piromane appicca un incendio non per scopi economici o dichiaratamente criminali, ma semplicemente per provare eccitazione e piacere. Naturalmente vi sono ragioni psicologiche e psichiatriche dietro a questo problema, del quale potresti leggere spesso sui giornali, soprattutto in estate.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
31 luglio 2020 * ultima modifica il 31/07/2020

Il termine piromania deriva dal greco “pyros” che significa fuoco e “mania” che significa ossessione. Il termine indica quindi un’intensa ossessione per il fuoco, le fiamme, le sue conseguenze, ma anche per tutto quello che gli è connesso come strumenti per accenderlo, propagarlo o spegnerlo. Si manifesta con l’accensione intenzionale di fuochi e incendi.

Cos’è

Al momento non esistono dati certi rispetto allo sviluppo e al decorso della piromania. La relazione tra l’accensione di fuochi nell’infanzia e la piromania nell’età adulta non risulta ancora sufficientemente documentata. Nelle persone diagnosticate come piromani, gli episodi di appiccamento vanno e vengono con frequenze molto diverse. Anche il decorso naturale è attualmente sconosciuto.

L’accensione di fuochi sembra essere un problema consistente tra ragazzi e adolescenti (oltre il 40% degli arrestati per reati legati al fuoco negli Stati Uniti hanno meno di 18 anni), ma la piromania in infanzia sembra essere molto rara. L’accensione di fuochi in adolescenza tuttavia risulta generalmente associata ad altri disturbi della condotta e della personalità piuttosto che alla piromania vera e propria. Alcune ricerche hanno associato la piromania a una storia precedente di abusi di sostanze, specialmente l’alcool.

La piromania riguarda circa dal 6% al 16% dei maschi al di sotto dei diciotto anni e dal 2% al 9% delle femmine (APA, DSM-IV-TR, 2001), anche se l’età di esordio in genere è più bassa. Infatti, molto spesso questi ragazzi hanno già avuto a che fare con episodi riguardanti il fuoco, magari hanno incendiato piccole cose, oggetti, in casa o fuori casa e possono fare numerosi preparativi per appiccare un fuoco.

Il profilo del piromane

Nel DSM-5 la piromania è inserita tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi e della Condotta. Per definizione consiste in un bisogno irrefrenabile che spinge la persona ad appiccare deliberatamente ed intenzionalmente incendi perché prova piacere, gratificazione o sollievo quando appicca il fuoco, assiste ai suoi effetti o partecipa ai momenti successivi. Le persone con questo disturbo provano tensione o eccitazione emotiva prima dell’atto, sono interessati, affascinati, incuriositi dal fuoco e da tutti gli elementi che lo riguardano (come attrezzature, conseguenze, usi). Solitamente sono osservatori abituali degli incendi che scoppiano nelle vicinanze, possono lanciare falsi allarmi e sono spesso attratti dalle forze dell’ordine, dagli equipaggiamenti e dal personale associati alla gestione dell’incendio.

Dal punto di vista clinico è importante definire le situazioni e lo scopo con cui il piromane appicca il fuoco. Per essere diagnosticati come piromani infatti, è necessario escludere gli incendi appiccati per un ritorno economico, quelli legati all’espressione di ideologie o politiche, quelli legati all’occultamento di prove criminali, quelli frutto di vendetta o rabbia, quelli che hanno scopo di migliorare le proprie condizioni (es: legati alle assicurazioni) e quelli legati a deliri o allucinazioni. Il nodo fondamentale è quindi il piacere, l’eccitazione e l’attivazione che la persona prova in relazione all’incendio e alle sue conseguenze. Tali emozioni appagano enormemente la persona, che aspira a viverle senza tenere in considerazione le conseguenze del proprio atto e la gravità del reato commesso. Le conseguenze di un incendio, quali distruzione, annientamento, paura, morte non sono tenute a mente dal piromane, che nell’incendio vede solo gli aspetti positivi per se stesso: tensione appagata, sollievo; in più essere stato lui a causare l’incendio lo fa sentire il protagonista dello “spettacolo”.

I piromani possono essere classificati in base alla motivazione del desiderio di appiccare incendi. L’attrazione del soggetto piromane nei confronti del fuoco può avere diversi significati psicologici e cause scatenanti tra le quali cognizione antisociale, rancore, interesse verso il fuoco, aspetti emotivi-espressivi con bisogno di riconoscimento.

Uno sguardo più approfondito

Finora gli studi più approfonditi e completi nel campo del crimine collegato al fuoco sono stati svolti negli Stati Uniti, dalle unità dell’FBI appositamente allestite per investigare su questi crimini. Essi hanno definito “incendiario” chiunque appicca un fuoco intenzionalmente.

Sono stati delineati una serie di possibili profili psicologici – comportamentali nascosti dietro la piromania e la provocazione intenzionale di incendi (Cannavicci, 2005):

  • Incendiario per vandalismo. Si tratta di soggetti che (solitamente in gruppo) appiccano incendi per noia o per divertimento. Incendiario per profitto. Agisce con l’intenzione di ricavarne un guadagno personale. Ad esempio potrebbe provocare l’incendio al fine di rendere inutilizzabile un terreno utilizzato per coltivarci, affinché venga poi venduto per esser poi utilizzato in altri modi.
  • Incendiario per vendetta. Mira alla distruzione di beni altrui come risarcimento personale.
  • Incendiario per terrorismo politico. Agisce con lo scopo di esercitare una pressione sull’autorità pubblica. Il tentativo è quello di realizzare un grave danno per lo Stato al fine di condizionarne le decisioni.
  • Incendiario per altro crimine. In questo caso il fuoco viene utilizzato per cancellare le prove lasciate per un crimine differente, e quindi sviare le indagini.

Tutti le ricerche sulla piromania, effettuate sia in ambito psicopatologico che in ambito criminologico, concordano nell’asserire che alla base di questa condotta via sia un’attrazione forte per il fuoco (Bisi, 2008).

Si pensa che sia il piromane a far nascere l’incendio, ma non è esattamente così. È l’incendio a creare il piromane, questo a causa delle forti e piacevoli emozioni che la vista del fuoco che brucia è in grado di suscitare nel soggetto.

La diagnosi

La piromania è una diagnosi piuttosto complicata e contraddittoria. Da un lato, questa è una patologia indipendente, che si esprime nella passione incontrollabile per il fuoco e tutto ciò che è associato ad esso. Ma d'altra parte, questa patologia si trova raramente nella sua forma pura. Molto spesso, la piromania è isolata come uno dei sintomi secondari della malattia mentale e del danno organico del cervello.

La difficoltà nella diagnosi della patologia sta nel fatto che quando si confronta con un piromane in azione, non è sempre possibile capire immediatamente quanto questa persona sia mentalmente sana o malata. Se nel processo di misure diagnostiche non ci fossero patologie mentali note, inclusi vari disturbi psicosessuali, si deve prestare attenzione alla presenza o all'assenza di intossicazione alcolica, al livello intellettuale del paziente, alla presenza di lesioni organiche cerebrali e ad altri fattori che possono chiarire la situazione.

Se il paziente è un bambino o un adolescente, è importante studiare in quale circolo ruota (lo stato di genitori, ambiente familiare, amici, gruppi di giovani, ecc.).

Per quanto riguarda i pazienti con disabilità mentali, bisogna ricordare che gli schizofrenici eseguono un incendio "non da soli". Sono guidati da "voci", che ordinano di commettere un crimine. Oppure, con l'aiuto del fuoco, cercano di sbarazzarsi di certe entità che sono per loro sotto forma di allucinazioni.

Con la sindrome ossessivo-compulsiva, ancora una volta c'è un elemento di pensieri e azioni imponenti da parte di altri poteri mondani. Una persona comprende che le sue azioni non hanno senso, ma non può fare a meno di obbedire all'influenza di forze inesistenti.

Il trattamento

In entrambi i casi, la piromania nei pazienti non può essere curata fino a quando i sintomi del comportamento ossessivo, deliri e allucinazioni sono ridotti. Solitamente in questi casi, oltre alla psicoterapia, vengono utilizzati i farmaci (neurolettici, sedativi, antipsicotici).

Nelle persone con deviazioni nella sfera psicosessuale, l'incendiario è uno dei modi di rilassamento sessuale. Nella terapia di questi pazienti vengono utilizzate tecniche psicologiche, psicoterapeutiche e sociali.

Con le lesioni organiche del cervello, una persona semplicemente non comprende tutta l'inadeguatezza e il pericolo delle sue azioni. È come un bambino, non può valutare i rischi. In questo caso, ancora una volta, è necessario trattare non la piromania stessa, ma le sue cause.

Quando la piromania si sviluppa come una patologia separata, dopo aver messo in sicurezza il paziente, per evitare che possa far dal male a se stesso o agli altri, dovrà ricevere un’adeguata assistenza psicologica e psichiatrica.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…