Come abbassare i toni e portare avanti una discussione costruttiva (anche in famiglia): i consigli degli esperti

Gli ultimi fatti di cronaca, come l’assalto al Congresso americano da parte dei sostenitori di Trump o le minacce di morte ricevute dalla prima vaccinata italiana, ci hanno capire che orami abbiamo esagerato: i toni sono troppo esasperati, non controlliamo più le nostre reazioni. È arrivato il momento di ricordarci come si fa a discutere in modo civile, utile e costruttivo.
Giulia Dallagiovanna 19 Gennaio 2021

Inutile negarlo, abbiamo passato il limite. Mi riferisco alla modalità che utilizziamo quando esprimiamo le nostre opinioni e le argomentiamo. Non è una novità che argomenti come la politica, l'attualità o la salute possano dare origine ad accesi dibattiti, ma negli ultimi tempi sono diventati veri e propri terreni di scontro tra due fazioni. Pro o contro vaccino, pro o contro l'accoglienza dei migranti, pro o contro la lotta al cambiamento climatico. Quello che abbiamo scoperto guardando ai fatti di Capitol Hill, ovvero l'irruzione dei sostenitori di Donald Trump al Congresso americano che avrebbe dovuto ratificare l'elezione a presidente di Joe Biden, è che l'escalation nei toni conosciuta negli ultimi anni sta mostrando le sue conseguenze più gravi. Ma lo abbiamo visto anche in Italia, quando Claudia Alivernini, la prima a ricevere il vaccino anti-Covid nel nostro Paese, ha dovuto cancellare il suo account Facebook a causa degli insulti e delle minacce di morte ricevute da utenti no-vax. E ancora Gary Spampanato e Basilio Pompei, rispettivamente 102 e 103 anni, sono diventati bersaglio degli haters quando è arrivato il momento della loro vaccinazione: "perché sprecare le dosi" si sono chieste con parole decisamente meno gentili alcune persone che hanno commentato la notizia.

Direi che questi episodi dovrebbero farci dire all'unanimità "ora basta". Basta utilizzare parole senza riflettere sul loro significato, basta esasperare i toni ritenendo che la propria sia l'unica opinione vera e accettabile, basta violenza verbale (anche perché diventa spesso la premessa per quella fisica). Come fare? Modificando i nostri comportamenti e cambiando il modo in cui ci approcciamo a una discussione. A partire da quelle in famiglia. La CNN ha raccolto le opinioni di alcuni esperti come Nina Silander, specializzata in psicologa clinica, Tania Israel, professoressa presso il dipartimento di Counceling e Psicologia Clinica dell'Università della California, e Carolin Hopper che si occupa del progetto "The Better Argument",  ideato dall'organizzazione internazionale Aspen Institute allo scopo di educare a un modo di discutere che porti a superare le differenze. Questi sono i 6 consigli che ne sono emersi:

Interessati al tuo interlocutore

Invece che mettere davanti al tuo interlocutore tutto l'elenco dei fatti e delle informazioni che avvalorano il tuo punto di vista, chiediti come mai lui sia giunto alle sue conclusioni. O meglio, chiediglielo proprio. Ponigli domande per capire meglio e ascolta con attenzione le sue risposte, nonostante tu sappia che le informazioni che ti sta presentando siano scorrette o del tutto false. In questo modo si sentirà meno attaccato e giudicato da te e anche per lui sarà più semplice capire il tuo punto di vista. Non solo. A volte certe prese di posizione nascondono un disagio che può riguardare anche un'intera fascia di popolazione. È importante capire l'origine del problema, perché è proprio questo che deve essere risolto.

Sii più disposto ad ascoltare…

invece che parlare. Proprio così, otterrai maggiori risultati, anche se è probabile che tu debba allenarti un po' prima di sviluppare davvero questa capacità. In questo modo però chi sta discutendo con te si sentirà davvero preso in considerazione e capirà che per te le sue argomentazioni sono comunque importanti. Un trucco? Prova a riassumere le sue opinioni una volta che te le ha esposte. Solo se avrai prestato davvero attenzione sarai in grado di farlo. Inoltre, presenta il tuo punto di vista sottolineando il fatto che sia tuo e non una verità assoluta e inconfutabile.

Fai attenzione al tuo corpo

Mani che tremano, agitazione diffusa, calore sul viso. Sono tutte sensazioni che potresti aver provato durante una discussione accesa. Sono il frutto di meccanismi ancestrali che servivano ai nostri antenati per essere pronti a reagire di fronte a un pericolo imminente. Non per niente tenderai a diventare più aggressivo o ad avere voglia di abbandonare il confronto e ripararti in un ambiente più tranquillo. Dovresti accorgerti quando tutto questo accade, perché è il segnale che stai perdendo il controllo della situazione e da quel momento in poi i toni potrebbero degenerare.

Calmati

Per continuare a portare avanti una discussione costruttiva, devi trovare il modo di calmarti anche quando la tua emotività sta avendo il sopravvento. Una strategia può essere quella di cominciare a respirare profondamente, magari concentrandoti su qualche particolare che ti riporti alla realtà come la forma strana di un oggetto o delle decorazioni appese a una parete.

Cerca i punti in comune

Quando scendiamo in battaglia, ci sentiamo in pericolo e cerchiamo la protezione di nostri compagni d'arme. La dinamica alla base di una discussione non è così diversa e gli altri soldati del nostro esercito sono le persone che la pensano come noi. Il problema è che così facendo ci limiteremo a convincerci ancora di più delle nostre opinioni, senza aver dato spazio alle idee altrui. Il confronto dunque sarà stato piuttosto inutile. Un buon punto di partenza invece è quello di sottolineare gli aspetti comuni. Ad esempio: spesso lo scopo è lo stesso, cambiano solo i modi in cui ci si propone di arrivarci. Oppure le paure sono le medesime, anche se diverse sono le reazioni. Stimolare l'empatia all'interno di una discussione cambierà sicuramente le sorti di questa.

Ricordati che siamo esseri umani

Il tuo interlocutore non è un nemico da battere a tutti i costi, ma una persona che, come, te vive su questo Pianeta e ne condivide gioie e sofferenze. L'insulto o la violenza vera e propria semplicemente non produrranno alcun risultato, se non quello di indurre l'altro a difendere con maggior forza le sue opinioni. Guarda a lui come a un essere umano e prendine sempre in considerazione i sentimenti, le emozioni e la storia personale che lo hanno portato a ragionare in quel modo.