Come capire quando una relazione è finita? 10 campanelli d’allarme

Capire quando una storia d’amore è arrivata al capolinea non è facile, ma ancora più difficile può essere accettarlo e superare la paura che la fine di un rapporto comporta. Ci sono però alcuni segnali che non dovrebbero essere ignorati e, soprattutto, in alcuni casi è bene farsi aiutare da un professionista.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
24 luglio 2020 * ultima modifica il 24/07/2020

Non è facile capire quando una relazione è finita davvero, perché sono tanti i fattori che possono influire in una relazione. Quando è davvero il momento di lasciarsi? Come si capisce che l'amore è finito, che mettere un punto a capo al rapporto è la cosa migliore da fare per entrambi? La verità è che non c'è ma un modo giusto né il momento giusto.

Quando una relazione sta attraversando un momento particolarmente difficile o ci si rende infelici al punto da domandarsi se stia finendo o se dovrebbe finire, nel profondo del nostro cuore sappiamo sempre quando un rapporto sta per concludersi, solo che spesso preferiamo ignorarlo.

Una delle ragioni per cui ci nascondiamo la verità è che porre fine a una relazione è terribilmente doloroso: preferiamo di gran lunga seppellire la testa sotto la sabbia e cercare il più possibile di non far caso a quei problemi che potrebbero, a lungo andare, degenerare pur di evitare la sofferenza che sappiamo per certo ci sta aspettando.

Di conseguenza permettiamo che nei rapporti si verifichino episodi spiacevoli, penosi e persino intollerabili, senza sapere se sono prove che dobbiamo sopportare e superare o sintomi di una relazione che sarebbe meglio finisse.

La terapista di coppia Chandrama Anderson suggerisce: "Se siete stati male insieme per anni, ci avete provato a cambiare le cose ma non ha funzionato, allora lasciatevi. Concedetevi reciprocamente l'opportunità di essere felici con un'altra persona". Tuttavia, la dottoressa specifica che ci sono anche spesso molte coppie che decidono di lasciarsi troppo presto, senza mai aver tentato di risolvere i problemi: "Le relazioni richiedono un duro lavoro da parte di entrambi. Si raccoglie quello che si semina".

Il consiglio principale  è come sempre ascoltarsi, chiedendosi se davvero la relazione che stiamo vivendo è la relazione che desideriamo, che ci rende felici.

Come capire quando una relazione è finita

I 10 campanelli d'allarme

Vediamo insieme 10 campanelli d'allarme che potrebbe indicarci che la nostra relazione è finita:

I problemi

I problemi che ci hanno portato a questo punto sono risolvibili?

Nella maggior parte dei casi, i problemi di coppia possono essere risolti con l’impegno da parte di entrambi, ma quando uno dei due non è disposto a cedere né a fare la sua parte significa che la relazione è sbilanciata e non si è più capaci di impegnarsi per raggiungere un compromesso: probabilmente è giunto il momento di porre la parola fine.

Il futuro

Mi vedo accanto a questa persona nel futuro?

Immaginare il futuro assieme è una delle componenti indispensabili in un rapporto di coppia duraturo. Se guardando avanti non riusciamo a immaginarci accanto al nostro partner, se pensiamo che staremmo meglio con una persona diversa, allora è altamente probabile che sia ora di chiudere una relazione che chiaramente non fa più per noi.

A volte siamo talmente insicuri o spaventati all’idea di lasciare una persona che perdiamo di vista la razionalità. Se ci fermiamo a riflettere con attenzione e a valutare i pro e i contro, potremmo renderci conto che chiudere una relazione con una persona con la quale non riusciamo più a essere noi stessi sarà una vera e propria liberazione, che potrebbe spianare la strada verso la felicità.

Il rancore

In alcune storie d’amore, a volte, si incontrano dei problemi che causano ferite emotive profonde: quando ciò accade, le difficoltà diventano insormontabili e ci si trova a provare sentimenti negativi nei confronti del partner. Un esempio classico è quello del tradimento: la persona tradita si sentirà ferita nel profondo e, anche se cercherà di perdonare, il dolore verrà fuori ogni giorno sotto forma di sospetti e gelosie. In casi come questi, la vita di coppia diventa un vero e proprio inferno e lasciarsi è la scelta più opportuna.

I litigi

Ormai non facciamo altro che litigare!

Uno dei principali segnali che rivela quando la relazione è in pericolo, è quando questa si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia. Se questa descrizione corrisponde a verità, l’unica esperienza che si sta condividendo con il partner è quella conflittuale.

Ci possono naturalmente essere brevi intervalli felici, in cui si vive insieme un evento sociale, una vacanza o un rapporto sessuale, ma la maggior parte dei contatti si svolge sul campo di battaglia. Anziché scambiarsi buoni sentimenti, ogni incontro è l’occasione per esternare rabbia e delusione, per dolersi di come il partner abbia fallito in passato e continui a sbagliare nel presente.

Se una relazione giunge a tal punto significa che tutti i fattori positivi che la rendono viva e florida si sono ormai esauriti e il rapporto è entrato in una fase degenerativa. Se litigare in sé può essere un atto positivo all’interno di una relazione sana, i battibecchi ripetuti e inutili più spesso indicano che invece l’amore sta finendo.

In un rapporto che funziona infatti, anche se si verificano occasioni di conflitto, si finisce comunque con il ricavarne frutti, ne scaturiscono informazioni utili a entrambi i partner per conoscersi meglio, per sentirsi vicini e per saper gestire la relazione in modo più proficuo.

Quando i litigi, invece, rappresentano il sintomo della fine di una storia, essi sono sostanzialmente la milionesima replica della stessa scena di un film trito e ritrito: anziché sentirsi più vicini, i partner diventano via via due estranei alle prese con una situazione disperata.

Alle volte la speranza che l’ultima lite sortisca un qualche risultato aiuta nel tollerare condizioni di questo tipo, tuttavia se nessuno dei due modifica le proprie posizioni, se nessuno fa un passo in avanti verso l’altro, allora significa che probabilmente il litigio è soltanto uno dei modi per evitare la fine del rapporto.

Differenze inconciliabili

Cosa ti è successo? Non ti riconosco più!

Una coppia lamenta differenze inconciliabili quando uno dei due partner scopre che lo spazio comune, un tempo condiviso, è diventato talmente circoscritto da essere destinato unicamente a tali diversità. Si potrebbe scoprire ad esempio che, oltre alle occupazioni, sono differenti le abitudini, gli amici, i valori, il tipo di educazione e che essenzialmente l’unica cosa che si ha in comune è la consapevolezza di quanto il partner sia diverso.

Il più comune settore dove hanno modo di manifestarsi questo tipo di differenze è sicuramente il tempo che ciascun partner è disposto a destinare alla vita intima nel rapporto. Poiché in una relazione cerchiamo di soddisfare le nostre esigenze individuali, spesso c’è una notevole discrepanza nella qualità e nella quantità di coinvolgimento che ogni partner è disposto a fornire. In generale, ci si divide su due fronti in base al sesso: le donne sono solitamente più disposte in termini di tempo, disponibilità e coinvolgimento, mentre gli uomini sono un po’ più restii a concedersi.

Se è lecito e doveroso da parte di entrambi scendere in tali casi a compromessi, nel momento in cui questi non dovessero bastare a consentire il tranquillo evolvere della relazione, è probabile che essa non sopravviva.

La distanza emotiva

Di colpo lo sentivo distante, come se non ci fosse più.

Ci accorgiamo che la persona cui eravamo legati non è più presente quando, invece, cerchiamo un contatto con l’altro ma quello che avvertiamo è soltanto la sua assenza. Tentiamo di chiacchierare e non otteniamo risposta o ne riceviamo una del tutto negativa. Facciamo sesso senza che questo riesca più a unirci né susciti in noi reazioni negative, poiché la distanza che ci separa è tale da rendere impossibile che qualcosa ci ferisca.

Quando qualsiasi forma di comunicazione (verbale, sessuale, affettiva) subisce un’interruzione, nella relazione si registra come un blackout percepito appunto come distanza emotiva.

In un certo senso è come se inibissimo le nostre emozioni e le nostre risorse per usarle altrove; per un motivo o per un altro, inconsciamente decidiamo di limitare ogni contatto con il partner.

Una profonda distanza emotiva indica spesso che non si può tornare indietro nella relazione, che a livello inconscio entrambi i partner si sono già creati una realtà alternativa basata sui propri valori e che hanno smesso di consultarsi sulla creazione di una realtà comune che soddisfi invece le esigenze di entrambi.

La noia

Con te le giornate sono tutte uguali!

Un altro modo per capire che la propria relazione sta finendo è svegliarsi quasi tutte le mattine depressi, vagamente fuori fase e col muso lungo. In questi casi è possibile che sia stata la vitalità intrinseca della relazione ad essere svanita.

L’eccitazione non c’è più, l’entusiasmo si è spento, tra noi e il partner non succede mai nulla di nuovo, non siamo più “innamorati” e non ci sono abbastanza scopi comuni che forniscano sufficiente sostanza per alimentare il rapporto.

Naturalmente la vita di ognuno è piena di momenti noiosi e persino chi vive felice e contento a volte si sveglia annoiato, senza energie e apatico come se non potesse accadergli mai più qualcosa di interessante, eccitante o affascinante.

Ma in generale quando ci si sente annoiati e frustrati (ma non insoddisfatti del proprio rapporto) il partner funge da rifugio a tutte queste sgradevoli sensazioni e la relazione diviene un luogo di conforto e di guarigione.

A prescindere dalla causa che ha determinato l’allontanamento, in ogni caso la nostra relazione non è più una risorsa su cui poter contare e le sensazioni che accompagnano questa lenta fine del rapporto sono le distrazioni e la mancanza di scopi e motivazioni.

Poiché è facile per noi attribuire alla relazione le colpe della nostra frustrazione e pensare che la persona che più ci è vicina sia la causa di tutto quello che nella vita ci capita di sbagliato e di deludente, è estremamente importante verificare tutti i possibili fattori esterni che, invece, potrebbero avere la loro parte di responsabilità.

I cambiamenti di vita

Da quando ha iniziato quel nuovo lavoro è come se non esistessi più.

Molte relazioni che hanno esaurito tutti gli stimoli che le tenevano in vita vacillano e precipitano del tutto quando subentra un cambiamento importante nella vita di uno dei due partner. Quando un amore ha superato il suo ciclo vitale, infatti, un cambiamento che sia relativo al luogo, al lavoro o alle circostanze, può fare emergere il fatto che le sue fondamenta si siano ormai sgretolate, che in un certo senso il rapporto era tenuto insieme solo perché si viveva in una certa casa, in una particolare città o perché c’erano determinate condizioni.

Emblematiche in tal senso sono le conclusioni dei rapporti adolescenziali, vissuti come forti e travolgenti amori, che si sgretolano con l’impatto in un mondo più ampio quale può essere quello lavorativo o universitario, ricco di tante nuove ed importanti opportunità di confronto e di crescita.

Lo stress che accompagna il cambiamento ha la capacità di gettare luce sulle zone d’ombra del rapporto, sui punti in cui si è inceppato. Affrontarli diventa l’occasione per trasformare la relazione, per migliorarla e attuare una svolta decisiva, se questa è ancora possibile, o per capire se, in realtà, è una relazione morta da tempo.

Le avventure

Non l’ho fatto intenzionalmente, ma adesso capisco che è andata proprio così!

Le avventure sono il sintomo classico che nella relazione c’è qualcosa che non va, in quanto così facendo togliamo al rapporto uno degli elementi che lo rendono unico ed esclusivo. Il sesso costituisce infatti uno dei legami più importanti di qualunque rapporto e nella maggior parte dei casi resta ancora l’elemento che separa una storia d’amore da un’amicizia o da un romantico flirt.

A livello inconscio questa è una delle ragioni per cui, quando cerchiamo di porre fine a un rapporto ma non sappiamo come fare, spesso ricorriamo a un’avventura affinché sia questa a trasmettere le nostre reali intenzioni, intenzioni che magari ci risultano ancora poco chiare o che temiamo di comunicare in maniera più diretta.

Avventure multiple o ripetute di solito indicano un’incompatibilità di base, e una relazione inframezzata da continue tresche non può di certo essere considerata intima, ma solamente una sistemazione di comodo che sopravvive finché entrambi reggono il gioco.

Nel momento in cui uno dei due infatti desidera trasformarla in un momento realmente intimo, le probabilità che ciò avvenga sono minime poiché il territorio emotivo è già stato ripetutamente violato.

La mancanza di fiducia

Tra gli elementi fondamentali per una storia d'amore serena e stabile, c'è la fiducia. Fidarsi del partner evita scontri e litigi dettati dalla cieca gelosia, oltre a essere uno dei capisaldi dell'amore in sé. Quando inizi a sentire l'irrefrenabile impulso di tenere sotto controllo il tuo compagno, cercando di capire chi veda durante la giornata in tua assenza o con chi si scriva sui vari social anche se lui non ti ha dato motivo di dubitare di lui, allora può essere che sta venendo a mancare all'interno della coppia la fiducia, imprescindibile per un amore vero.

Come superare la fine di una relazione

Quando ci si accorge che una relazione è giunta al termine, molto spesso il dolore tende a sovrastarci. Per superare la fine di una relazione è giusto elaborare la separazione e vivere il dolore, per poterlo poi accettare e superare. Ci sono alcuni consigli che possono aiutare in questo processo, per non lasciarci troppo andare.

Ovviamente in qualsiasi momento il dolore sia troppo forte o non sostenibile, il consiglio principale è sempre quello di rivolgersi a uno specialista che vi possa aiutare. Ma proviamo a guardare nel quotidiano come possiamo fare per superare un amore finito.

  • Elabora la perdita. Di fronte a ogni perdita è importante elaborare la separazione. Anche nel caso di una storia di amore si parla molto spesso di elaborazione del lutto (in questo caso nel senso di perdita) perché l’abbandono e il ritrovarsi da soli, porta con sé molto dolore e sofferenza. E molto spesso, anche in questi casi come nel lutto, può capitare di passare attraverso 5 fasi di elaborazione: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione. È importante pertanto vivere queste emozioni, e magari condividerle anche con un amico o con una specialista.
  • Prendi coscienza di quello che è successo. Prenditi il tuo tempo per analizzare e capire cos’è successo nella tua relazione e perché è finita, cercando di capire cosa ti ha fatto innamorare e poi cosa ha fatto spegnere questi sentimenti, senza colpevolizzare nessuno, ma cercando di capire quali responsabilità e quali fattori hanno fatto sì che questa bellissima storia iniziasse e poi finisse. Non pensare di essere la vittima né il carnefice, ma cerca di avere uno sguardo obiettivo su quello che è successo, per poter imparare dai tuoi errori e amare così il tuo passato senza sensi di colpa.
  • Non usare le altre persone come rimpiazzo o come scudi. Figli, amici, nuovi conoscenti: tutte queste persone non devono essere usate come arma contro l’ex o come depositari di sentimenti che non gli appartengono. Cercate di essere onesti con le persone che vi circondano, e di chiedere aiuto e lasciarvi aiutare, ma senza strumentalizzare nessuno.
  • Rispetta te stesso e la privacy degli altri. Separarsi è come ritrovarsi improvvisamente a metà, come se mancasse un pezzo di noi che non sappiamo più dove sia finito. Ma ricercarlo sui social network in maniera ossessiva o pubblicizzare la rottura come sfogo non è mai una buona idea.
  • Recupera la tua autostima e ama te stesso. Davanti a una rottura o alla fine di una storia, il primo sentimento è quello di perdere la propria autostima. È importante cercare di mantenere alta l’autostima e non demoralizzarsi, perché molto spesso le storie finiscono per fattori diversi. Per questo può essere utile cercare di prendere coscienza di quello che è successo, per capire che non tutto è dipeso da noi.
  • Lascia andare. Chiudere con il passato è uno dei passi decisivi per superare la fine di una relazione. Ovviamente è uno dei passi anche più lunghi e complicati, ma poco a poco è necessario superarlo. Se la gelosia o i rimorsi ti assalgono, cerca di distrarti.
  • Fai sport. L’attività fisica produce serotonina che è un ormone portatore di benessere. Inoltre, dedicarsi un po’ al proprio corpo e alla cura di sé stessi, può far sentire meglio in generale e con voglia di rimettersi in gioco.

Accettare la fine di un amore è il punto di svolta per superare la chiusura della storia. Amarsi e imparare a prendersi cura di sé stessi è il modo migliore per iniziare di nuovo a mettersi in gioco. È importante non avere fretta e non infilarsi subito in un’altra relazione, per poter elaborare ciò che è stato e imparare dai propri errori, e ritrovare il rispetto e l’amore verso sé stessi e gli altri.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…