Come gestire la rabbia nei bambini: farla sbollire, abbracciare e parlarne (in questo ordine)

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Quando un bambino esprime rabbia, c’è qualcosa che non può o non sa come esprimere, un disagio o una sofferenza. Per questo motivo rispondere con altrettanta rabbia non è un modo efficace per calmarlo e insegnarli a gestire questa emozione. Meglio un abbraccio e, a rabbia “sbollita”, un chiarimento.
Gaia Cortese 16 Gennaio 2022

Scomoda, difficile da gestire, ma anche necessaria. La rabbia è un’emozione basilare tanto da essere considerata addirittura una risorsa indispensabile per sopravvivere. Basti pensare che la rabbia ha origine da una sofferenza e si attiva proprio quando una persona percepisce la propria incapacità o impossibilità nell’affrontare diversamente quel dolore. La rabbia, in poche parole, è uno strumento per reagire a un disagio, per affrontarlo e nel migliore dei casi, per superarlo.

A maggior ragione un bambino che non ha ancora maturato il controllo e la consapevolezza delle proprie emozioni, può esprimere rabbia nel momento in cui cerca di reagire a un dolore a lui insopportabile, sia che si tratti di un “no” del genitore che di un dispetto di un compagno di scuola.

Quando un bambino esprime rabbia o ira, c’è qualcosa che non può o non sa come esprimere.

Per un genitore la rabbia di un bambino rimane sempre un’emozione difficile da gestire. Non si vorrebbe rispondere alla rabbia con altra rabbia, ma a volte è davvero arduo, se non stoico, non cedere ad uno sfogo di cui spesso e volentieri ci si pente nell’immediato.

Mantieni la calma

Come comportarsi quindi davanti a un figlio che piange, urla e si butta a terra perché non ne vuole sapere di tornare a casa dal parco giochi o di andare a scuola la mattina? Allontanarsi, ignorarlo, accontentarlo o sgridarlo? La prima regola dovrebbe essere quella di non rispondere a un comportamento negativo derivato dalla rabbia con urla, minacce e punizioni. Il risultato è che si rinforza solo la rabbia senza risolvere alcunché.

Lascia sbollire

Spesso e volentieri i bambini arrabbiati vengono puniti lasciandoli in camera loro per un certo lasso di tempo. Giusto o sbagliato? Da un punto di vista "biologico" può essere corretto: la rabbia, infatti, è un’emozione in grado di mettere in circolo un elevato numero di ormoni surrenalici che in un adulto impiegano mediamente venti minuti per essere smaltiti: ecco perché lasciare al bambino il tempo per sbollire la rabbia nella propria cameretta potrebbe essere una soluzione.

Tuttavia, c’è chi sostiene che un bambino arrabbiato non debba essere lasciato solo e che sia importante stargli accanto per comunicargli rispetto e comprensione. Va quindi detto che “come comportarsi” può dipendere anche dal carattere del bambino che manifesterà in un modo o nell'altro il desiderio di rimanere da solo o di volere qualcuno vicino.

Anche affrontare la rabbia dei bambini dicendogli di calmarsi può essere poco risolutivo. Nel momento in cui un bambino è arrabbiato perde il controllo delle emozioni e può anche diventare aggressivo scalciando e tirando pugni per sfogare la tensione. Chiedere al bambini di calmarsi durante l’esplosione delle rabbia è abbastanza inutile, meglio aspettare che si calmi da solo, standogli vicino dal punto di vista fisico e non solo.

Il potere di un abbraccio

Abbracciarlo, per esempio, potrebbe essere un buon metodo per aiutare il bambino a calmarsi. Un abbraccio, infatti, è in grado di aumentare i suoi livelli di ossitocina, un ormone prodotto dall’ipotalamo che contrasta lo stress e favorisce l’empatia tra due persone, non a caso è detto l’ormone dell’amore. Molti bambini riescono proprio a tranquillizzarsi dopo un lungo abbraccio della mamma, soprattutto se accompagnato da parole dolci e rassicuranti in grado di calmarlo.

Parlare della rabbia

Una volta che la rabbia è sbollita e il bambino è tornato ad essere più tranquillo, può essere utile parlare di ciò che è successo e di cosa ha provocato un’emozione così forte. In questo modo il bambino non solo impara ad ascoltarsi maggiormente, ma percepisce la rabbia stessa come un’emozione legittima che, come le altre emozioni, deve essere accettata e gestita. D'altronde la rabbia non va presa neppure troppo sul serio: se ne va, allo stesso modo in cui arriva. Non è possibile rimanere arrabbiati a lungo e questo può consolare e mettere più a suo agio il bambino, ma parlarne è fondamentale.