Come puoi elaborare la fine di una relazione?

la fine di una relazione è in grado di stimolare le stesse aree cerebrali deputate alla percezione del dolore fisico innescando un’intensa sofferenza psico-fisica. La soluzione non è cercare di nascondere o allontanare il dolore: piuttosto serve assumere un atteggiamento di compassione verso se stessi, evitare comportamenti ricorsivi e fare qualcosa per “guarire” ogni giorno come seguire una dieta equilibrata, fare attività fisica costante e svolgere attività piacevoli, appoggiati alla rete sociale.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
24 Giugno 2022 * ultima modifica il 24/06/2022

Uno studio condotto dal professor Edward Smith della Columbia University ha evidenziato come il dolore per la fine di una relazione stimoli le stesse aree cerebrali deputate alla percezione del dolore fisico. Pertanto, tale evento può generare un’intensa sofferenza psico-fisica.

Il motivo di questa intensità è che gli esseri umani sono predisposti biologicamente e psicologicamente a costruire e mantenere legami affettivi. Ogni volta che una relazione termina, la conseguenza è un certo grado di sofferenza la cui intensità varia a seconda del coinvolgimento, della durata e della consapevolezza rispetto al rapporto.

L'essere umano cerca però di evitare in tutti i modi il dolore e tende a mettere in atto lo stesso meccanismo anche dopo la fine di una relazione. Ciò di cui la persona non è consapevole, tuttavia, è che perpetuare l’evitamento (esperienziale) non solo non risolve il problema, ma la espone a ondate di dolore qualora queste attività vengano a mancare.

In tal senso, è utile che al termine di una relazione la persona riesca ad assumere un atteggiamento di compassione verso se stessa. Ricordando che i primi mesi sono i più difficili a causa degli inevitabili momenti di scoraggiamento, paura e confusione.

A tal fine alcune persone traggono giovamento da tecniche di grounding (utilizzare le sensazioni fisiche per aiutare la mente a trovare un equilibrio). Altre utilizzano esercizi di meditazione mindfulness (sviluppare un atteggiamento non giudicante verso le proprie esperienze interiori). Altre ancora trovano efficace scrivere ciò che pensano e provano nei momenti difficili (scrivere aiuta a distanziarsi dai propri pensieri e favorisce la consapevolezza che essi sono, appunto, pensieri).

Al termine di una relazione, la tendenza è quella di esaminare ricordi e avvenimenti del passato. Questo al fine di individuare ciò che non ha funzionato (ruminazione) o di proiettarsi nel futuro alla ricerca di soluzioni (rimuginio).

Nessuna delle due strategie è intrinsecamente sbagliata. Il problema emerge quando queste strategie diventano involontarie, automatiche e ricorsive; in altre parole, quando si strutturano in circoli viziosi che acuiscono la sofferenza.

Un passaggio fondamentale è, dunque, diventare consapevoli del momento in cui si è rapiti da questi circoli viziosi. A quel punto può essere utile interrompere la focalizzazione su quei pensieri e decidere di dedicare un tempo specifico e limitato alla ruminazione/rimuginio in un altro momento della giornata.

Ad esempio, dirsi: “penserò a cosa è andato storto nella relazione oggi pomeriggio dalle 18:00 alle 18:15, ora mi concentro su ciò che sto facendo”.

Inoltre la persona sperimenta una difficoltà nel distogliere la propria mente dalla relazione appena terminata. I pensieri tornano ripetitivamente e in modo apparentemente incontrollabile sull’ex-partner. La mente cerca ricorsivamente una spiegazione al fine di risolvere quello che considera un “problema”: la fine della relazione.

Con forbici immaginarie proviamo a tagliare i "Perché?" dai nostri  pensieri. Il "perché mi ha lasciato" deve diventare “mi ha lasciato, non ho capito per quale motivo ma è un fatto, ora devo pensare a cosa fare della mia vita".

Una delle condotte più difficili da mettere in atto alla fine di un amore è evitare i contatti con l’ex-partner. Questo perché a seguito di questi contatti, si assiste a un aggravarsi dello stato emotivo e a un peggioramento del tono dell’umore.

Chiaramente esistono situazioni in cui non avere contatti con l’ex-partner è impossibile, ad esempio quando sono presenti dei figli o quando è condiviso lo stesso spazio di lavoro. In questi casi conviene mantenere la relazione ad un livello di mero scambio di informazioni senza cedere alla tentazione di affrontare (nuovamente) le motivazioni che hanno portato alla fine della relazione.

Come abbiamo già detto, la fine di una relazione è un evento che sottopone mente e corpo ad un intenso grado di stress. Di per sé la risposta di stress non è dannosa per l’organismo, ma anzi permette di mobilitare le energie necessarie per fronteggiare la situazione.

Il problema nasce se tale risposta di stress perdura nel tempo e non tende ad attenuarsi. È importante garantire al proprio corpo e alla propria mente momenti e attività che possano disattivare, anche solo momentaneamente, la risposta di stress.

Consideriamoci convalescenti, prendiamoci cura di noi stessi. Facciamo qualcosa per guarire ogni giorno: mantieni una dieta equilibrata sia rispetto alla quantità che alla qualità dei cibi, effettua in modo costante attività fisica che permette di ridurre stati d’ansia, stress e depressione, adotta una serie di accorgimenti e procedure utili a favorire il riposo, svolgi attività piacevoli, appoggiati alla rete sociale.

Non cedere al "chiodo schiaccia chiodo", all’utilizzo cioè di altre persone per riempire quel vuoto immenso lasciato dalla relazione passata. Le storie di passaggio possono lenire a breve ma un dolore non elaborato non ci permette di diventare partner completamente impegnati.

La fine di una relazione necessita di una rimodulazione dell’intera vita e, pertanto, si utilizza il termine elaborazione. Con questo termine si identifica il processo che porta la persona a integrare i nuovi aspetti della propria vita con ciò che resta del passato, sia a livello pratico che psicologico.

Un percorso terapeutico può facilitare lo sbloccarsi della situazione e, grazie alla comprensione delle dinamiche interne ed esterne che bloccano il processo, sostenere la persona nel costruirsi una vita sentimentale nuova e appagante.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…