Come riconoscere l’ipergenitorialità e come evitare di cadere in questa trappola

Prendersi cura dei figli è il primo dovere di un genitore, ma cosa accade quando si esagera? E soprattutto come si fa a riconsocerlo? Trovare il giusto equilibrio e lasciare loro la libertà di sbagliare è molto importante per evitare di crescere bambini stressati e hanno difficoltà a coltivare relazioni sane.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
12 Novembre 2021 * ultima modifica il 12/11/2021

L’ipergenitorialità è caratterizzata da un’eccessiva cura, attenzione e protezione nei confronti dei propri figli. Nasce da una distorsione rispetto a un modello educativo che vede il genitore attento alla cura e alla crescita del figlio.

Se da un lato è necessario e utile per lo sviluppo dei propri figli curarli, accudirli, sostenerli e trasmettergli amore, dall’altro un eccesso di queste attenzioni può limitarne l’indipendenza, la libertà e lo sviluppo dell’autonomia.

L’ipergenitorialità è un modello educativo nato negli Stati Uniti, dove l’ansia per la competizione è stata applicata alla sfera della genitorialità. Così, i genitori americani hanno intrapreso una vera e propria gara il cui obiettivo finale è che i loro figli abbiano successo nella vita. Prenotano un posto nell’asilo migliore (prima ancora che nasca il bambino), nella scuola di maggior prestigio, nell’università di élite, eccetera.

Questa maggiore attenzione tende a sfociare in un controllo costante dei propri figli e in aspettative smisurate su tutto ciò che fanno, studiano, hanno o ottengono.

I bambini vengono riempiti di stimoli, di oggetti, di attività extrascolastiche e non gli viene insegnato a tollerare la frustrazione legata a un fallimento.

I genitori immersi nell’ipergenitorialità tendono a controllare la vita dei loro figli, a eliminare ogni difficoltà che il figlio potrebbe incontrare nella sua vita, segnando il percorso perfetto, affinché non abbiano mai uno scivolone. Infine li riempiono di impegni e attività extrascolastiche.

Gli effetti sui bambini

Tale modello educativo risulta essere sfiancante sia per i figli, perché pieni di impegni, sia per i genitori che devono occuparsi di tutti gli spostamenti dei figli e delle varie incombenze. Si tratta di genitori che hanno un livello di stress molto alto e i cui figli sono altrettanto stressati.

I bambini diventeranno stressati e vulnerabili e ciò gli impedirà di sentirsi a proprio agio con se stessi.

Nella loro brama di rendere i figli impeccabili, i genitori riducono significativamente gli spazi per l’esplorazione, gli errori, il tempo libero, la noia e la frustrazione.

Gli effetti della ipergenitorialità si riflettono principalmente nel concetto di sé del bambino e nella capacità di stabilire relazioni sane con gli altri.

Il bambino cresce sentendo che ha bisogno di essere diretto e orientato per ogni cosa, non fidandosi delle proprie risorse.

Tutto questo finisce per creare forti insicurezze e sentimenti di poca autostima e incompetenza.

Da adulti sviluppano un alto livello di auto-esigenza e una bassa tolleranza alla frustrazione. Questo si deve al fatto che non hanno mai il permesso di sbagliare e si sentono sempre in dovere di superarsi.

Come si può evitare

Il primo passo per evitare di essere ipergenitori, è notare l’errore, rilassarsi e abbandonare questo stile educativo. I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, hanno bisogno di genitori tranquilli e felici.

Dopodiché cercate di restituire l’autonomia ai vostri figli in base alla loro età, lasciandoli liberi di prendere alcune decisioni da soli. Lasciateli scegliere le attività che preferiscono e in cui si sentono capaci, così da sfruttare le loro reali potenzialità.

Infine smettete di risolvere i problemi per loro, permettetegli di commettere degli errori e degli sbagli, non devono essere perfetti.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…