Come si può affrontare un licenziamento? 12 consigli per non perdere la speranza

Il lavoro per te sarà sinonimo di stabilità e sicurezza. E per questa ragione, se incorri un licenziamento, potresti sentir tremare la terra sotto i piedi. La perdita dell’autostima e il senso di inutilità sono tra le più dirette conseguenze sulla salute psicofisica. Vediamo insieme 12 consigli per affrontare questa situazione.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
13 marzo 2020 * ultima modifica il 13/03/2020

Il lavoro offre stabilità e sicurezza, permette di avere un ruolo nella società, di sentirsi appagati ed è tra gli obbiettivi principali di ogni essere umano. Per molti avere un lavoro significa fare il proprio dovere (come tutti) e potere contare su una tranquillità economica che consente di condurre una vita serena.

Cosa accade in caso di licenziamento?

Le conseguenze più frequenti riguardano la salute psicofisica e possono essere: sintomi depressivi, ansia ed aumento di peso. La perdita del lavoro infatti ha forti ripercussioni emotive e incide in modo diverso sull’autostima e sulla salute delle persne, in base al momento della carriera in cui si verifica e al modo in cui accade.

Nella persona licenziata possono insorgere sentimenti di paura per la sopravvivenza, che porta a vivere il futuro come un’incognita piena di insidie e generare una sensazione di inutilità e persino malessere che può avere conseguenze negative sulla persona.

Il trauma del licenziamento è talmente forte che potrebbe attivare meccanismi di negazione, impossibilità di accettare la realtà delle cose, unita alla perdita di speranza e al pensiero di essere stati vittima di un’ingiustizia o di una grande sfortuna.

La perdita del lavoro, se affrontata nel modo corretto, però può essere una opportunità di crescita personale. Prova ad ascoltare questi 12 consigli.

12 consigli per “sopravvivere”

  1. Ammetti la realtà dei fatti: negare l’evidenza del licenziamento peggiora soltanto la situazione.
  2. Esterna le tue emozioni: sfogare la rabbia repressa è legittimo, ma bisogna prestare attenzione a non esagerare.
  3. Sfogati con qualcuno che ti capisce: la notizia del tuo licenziamento scatenerà una serie di emozioni difficili da gestire, che ti consiglio di condividere con chi ti sa capire.
  4. Gestisci la sensazione di perdita di valore: il valore è una caratteristica personale di ciascun essere umano, non un’etichetta esterna data dal ruolo.
  5. Non dimenticarti delle tue capacità: la virtù di una persona non si riconosce dai possedimenti materiali, ma dalle caratteristiche personali.
  6. Non essere avventato: reagire al licenziamento è senz’altro un dato positivo, ma occhio a non farlo sull’onda di emozioni e sensazioni che hanno bisogno di sedimentare dentro di te. Datti il tempo di elaborare quello che ti è successo ed evita di metterti immediatamente alla ricerca di un nuovo impiego. Le scelte incaute e frettolose, fatte per mettere a tacere la delusione e la preoccupazione, non ti aiuteranno a superare il momento difficile.
  7. Non perdere la fiducia in te stesso: l’insuccesso che stai sperimentando non deve convincerti che sei un perdente o un inetto. Dai un nome alle sensazioni che stai vivendo (amarezza, delusione, rabbia, incredulità ….) e riparti da un’attenta analisi delle cose che può farti raggiungere un elevato livello di consapevolezza. Approfitta della situazione per imparare a conoscerti meglio e per capire cosa vorresti fare in futuro.
  8. Stila un elenco delle tue competenze: mettere per iscritto il bagaglio tecnico acquisito durante il percorso professionale rappresenta una marcia in più per motivarsi.
  9. Non cercare di cambiare la decisione: potresti essere tentato di chiedere una seconda opportunità, ma non farlo. La decisione è stata presa ed è quasi sempre irreversibile. S
  10. Trasforma il problema in un’opportunità di crescita: la vita è piena di ostacoli, ma imparare a superarli rappresenta la vera strategia di successo nella sfera privata come nel lavoro.
  11. Permettiti di sbagliare: gli errori sono all’ordine del giorno, ma bisogna saper capitalizzarne l’apprendimento e guardare al futuro.
  12. Fatti aiutare da un esperto: se hai difficoltà e non riesci a risollevarti da solo chiedi aiuto ad un esperto che possa aiutarti in questo percorso.
Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…