Come si vive con l’artrite reumatoide? Le difficoltà che si devono affrontare

L’artrite reumatoide è una malattia reumatica, infiammatoria e autoimmune che causa di dolore, gonfiore, rigidità e perdita di funzionalità delle articolazioni. Il decorso della patologia dipende dalla tempestività della diagnosi e nella maggior parte dei casi è cronica, ovvero ti accompagna per tutta la vita, anche perché non ne esiste ancora cura.
Valentina Rorato 1 Novembre 2019
* ultima modifica il 12/10/2020

Vivere con l’artrite reumatoide significa misurarsi ogni giorno con una malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce principalmente le articolazioni. Questa patologia è più frequente tra gli individui di sesso femminile (un rapporto donna/uomo di 3-4:1) di età compresa tra i 40 e i 60 anni. Purtroppo, l’artrite reumatoide può insorgere in qualsiasi momento della vita, anche da bambini.

Aspettativa di vita con l’artrite reumatoide

La vita con l’artrite reumatoide non è semplice. È una partner silenziosa che può accompagnarti tutta la vita, talvolta complicandola notevolmente. C’è però una buona notizia. L’ aspettativa di vita di questa malattia è migliorata perché il tasso di mortalità si è ridotto notevolmente nell’ultimo decennio, nonostante sia sempre associata a morte prematura a causa delle complicanze che possono insorgere soprattutto a livello cardiovascolare. Il merito è delle nuove terapie e degli schemi di trattamento, che permettono una diagnosi precoce e tempestività nella cura.

L’artrite reumatoide è la più severa tra le malattie osteoarticolari, per danno strutturale delle articolazioni e delle ossa. Qual è il problema principale? L’infiammazione non è sempre localizzata e si può diffondere ai vasi sanguigni, ai muscoli, ai polmoni, ai reni, al cuore, al sistema nervoso centrale e periferico, all’apparato visivo e a quello emopoietico. Ne consegue che non si muore per artrite reumatoide ma per tutte le complicanze che potrebbero subentrare durante la malattia. E poi ne esiste una forma a rapida evoluzione, molto più aggressiva, che peggiora la qualità di vita dei pazienti.

Può dare invalidità

L’artrite reumatoide può dare invalidità perché può causare deformazione e dolore, che possono portare fino alla perdita della funzionalità articolare. Può diventare un grande ostacolo alla vita di tutti i giorni. In che modo? Spazzolarti i capelli o allacciarti la camicia potrebbero diventare due azioni difficilissime, come potrebbe complicare lo svolgimento del tuo lavoro, soprattutto se implica usare le mani (dal chirurgo al sarto), o prenderti cura della tua casa. In Italia, circa il 25% dei pazienti non riesce a godere del proprio tempo libero a causa della malattia e ha difficoltà in campo lavorativo e il 4% è completamente disabile.

L’artrite reumatoide precoce comporta un danno anatomico a sua volta precoce. Il risultato? È associata a una maggiore disabilità e a una più alta mortalità per manifestazioni extra articolari, con una riduzione della sopravvivenza dai 3 ai 10 anni. Quando puoi chiedere l’invalidità? Si diventa invalidi quando la capacità lavorativa si riduce di una percentuale superiore al 33%. In questo caso puoi chiedere il diritto all’invalidità e un aiuto pratico ed economico (che può comportare anche l’esenzione del ticket sanitario).

L’esercizio fisico

Se soffri di artrite reumatoide, l’esercizio fisico è molto importante per mantenere la mobilità delle articolazioni e il tono muscolare. Ovviamente non ti si chiede un’attività intensa, ma una ginnastica modulata su quelli che sono i tuoi i sintomi, senza superare i limiti del processo infiammatorio. Sono consigliate la ginnastica dolce, con esercizi di rinforzo o allungamento muscolare, camminare, ballare, yoga, Tai Chi e, soprattutto, ginnastica in acqua. L’assenza di gravità può regalare grandi benefici a tutte le articolazioni.

Cerca di ritagliarti all’interno della tua settimana un’agenda con appuntamenti, se non quotidiani, almeno scadenzati con una pausa di uno/due giorni. Fare poco movimento ma in modo continuativo ti farà sentire decisamente meglio rispetto a sessioni intense settimanali: certo, se non sei abituato a praticare un’attività sportiva, sarà dura trovare la motivazione. Come puoi superare il problema? Percorri un tragitto a piedi per andare al lavoro tutti i giorni, indossa un conta-passi per verificare quanto ti sei mosso e soprattutto cerca di pensare all’esercizio come a una medicina e a un modo di amarti.

Quali sono gli effetti? Oltre a mantenere la capacità di movimento, dovresti registrare una riduzione del dolore, il recupero dell’autostima e della fiducia in te stesso. Non c’è niente di più importante per la dignità personale di sentirsi autonomi. Ricordati che la ginnastica è come un farmaco, quindi non devi mai esagerare e, in generale, devi scegliere dei percorsi di allenamento personalizzati.

La dieta

La dieta ha un ruolo fondamentale nella vita di ognuno, motivo in più se si è affetti da una malattia cronica, come l'artrite reumatoide. Il nesso principale che unisce la malattia all’alimentazione è il peso: essere in sovrappeso o, peggio, essere obesi, sottopone le articolazioni a uno stress maggiore e probabilmente dolore, gonfiore e rigidità potrebbero essere più intensi.

Il regime dietetico consigliato è quello mediterraneo, che predilige frutta, ortaggi, cereali integrali, legumi, olio d’oliva e fonti di proteine magre, come il pesce e il pollame. Bisogna ridurre la carne rossa, i cibi confezionati e lavorati. È importante puntare su prodotti antinfiammatori e ricchi di antiossidanti, come la curcuma, che dovrebbe ridurre alcuni sintomi dell’artrite reumatoide, la frutta secca e a guscio e i fagioli.

Personaggi famosi con l'artrite reumatoide

L’artrite reumatoide colpisce l’1% della popolazione mondiale e, tra i malati, ci sono e ci sono stati diversi personaggi famosi. L’attrice Eleonora Giorgi ha iniziato all’età di 37 anni a sentire i primi dolori alle articolazioni delle mani, vicino alla base delle dita. Questa patologia non è stata per lei una completa sorpresa perché ne hanno sofferto sia suo nonno sia suo padre. Oggi il dolore, con cui convive da quasi 30 anni, le limita molti movimenti, come stringere con energia la mano per un saluto, e si è diffuso anche ai piedi.

Anna Marchesini è stata un esempio importante per tutti i malati: ha sofferto di una forma aggressiva di artrite reumatoide, che purtroppo le ha causato gravi deformità alle mani, ma fino all’ultimo non ha rinunciato ai suoi impegni artistici e ha deciso di parlare pubblicamente di questo male, per cui non c’è cura e che si conosce ancora troppo poco.

Ha compiuto da poco 29 anni la famosa tennista Caroline Wozniacki, numero tre al mondo, una vera stella della terra rossa. Un anno fa ha dichiarato di soffrire di una forma di artrite reumatoide. La diagnosi è arrivata prima degli US Open 2018: è stato un choc, ma ha trovato la voglia e la motivazione per combattere. Il corpo per un atleta è un vero e proprio strumento di lavoro. Carolina si sta curando e il trattamento sta dando buoni risultati.

Fonti: NHS; AirCommunity

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