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10 Novembre 2020
17:00

Con le auto elettriche come cambierebbe la qualità dell’aria? Ecco i potenziali benefici in 5 grandi città italiane

Uno studio condotto dal CNR-IIA in collaborazione con Motus-E ha preso in esame la dispersione in atmosfera e la ricaduta al suolo degli inquinanti primari nelle città di Torino, Milano, Bologna, Roma e Palermo. Se le auto elettriche e ibride sostituissero quelle tradizionali, nel 2030 le concentrazioni di ossidi di azoto potrebbero ridursi tra il 74 e il 93% e quelle di Pm10 tra il 34 e il 46%.

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Con le auto elettriche come cambierebbe la qualità dell’aria? Ecco i potenziali benefici in 5 grandi città italiane
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Che il passaggio dalle automobili alimentate con motori a combustione interna (diesel e benzina) a quelle elettriche sia in grado di dare un po' più di respiro alle nostre grandi città oppresse dallo smog è risaputo. Ma è possibile quantificare con una maggiore precisione i benefici in termini di riduzione di inquinanti? A fare il punto ci ha pensato una ricerca condotta dall’Istituto per l’inquinamento atmosferico del Consiglio Nazione delle Ricerche (CNR-IIA) in collaborazione con Motus-E, l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.

Sono stati presi in considerazione la dispersione in atmosfera e la ricaduta al suolo degli inquinanti primari, in particolare del biossido di azoto (NO2) e del particolato (Pm10) nelle città di Torino, Milano, Bologna, Roma e Palermo, e analizzati su due scenari prospettici, uno al 2025 e l'altro al 2030, attraverso un modello di simulazione chiamato ADMS (Advanced Dispersion Modelling System).

In pratica, si è partiti dalle informazioni fornite dalle stesse amministrazioni sui flussi veicolari reali relativi alle 24 ore e dai dati meteo di un tipico giorno feriale invernale. Sono state escluse invece altre fonti di emissioni, come le attività industriali e gli impianti di riscaldamento. I ricercatori hanno quindi calcolato l’evoluzione delle emissioni di No2 e Pm10 all’aumentare della diffusione delle auto ibride plug-in ed elettriche nel parco circolante cittadino, con la conseguente riduzione di quelle a benzina e diesel e la rottamazione di quelle più inquinanti. I risultati, presentati in anteprima in occasione di KeyEnergy, nell'ambito dell’edizione virtuale di Ecomondo, lasciano spazio a pochi dubbi: con una maggiore circolazione di veicoli elettrici la qualità dell'aria migliorerebbe notevolmente.

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In due città flagellate in maniera cronica dall'inquinamento atmosferico come Torino e Milano, il biossido di azoto si ridurebbe rispettivamente del 61% e del 62% in uno scenario al 2025 e fino al 93% e all'84% in uno al 2030. Stesso discorso per il Pm10, i cui valori medi scenderebbero in entrambe le città al 36% nel 2025, fino ad arrivare ad una riduzione rispettivamente del 39% e del 41% nel 2030. I dati relativi alle altre città oggetto di studio sono riportati nei grafici qui sopra.

Insomma, di fronte a dei numeri del genere forse è arrivato il momento di spingere davvero sugli incentivi e di lavorare anche alla costruzione di un'infrastruttura di ricarica adeguata, in modo da non scoraggiare il passaggio a un'autovettura a zero emissioni. I primi a ringraziare saranno i nostri polmoni.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.