Cos’è la disregolazione emotiva, che può portare a sentirsi assaliti dalle emozioni

La disregolazione emotiva è l’incapacità di ridurre l’intensità di un’emozione. Le persone che la vivono tendono a essere più sensibili alle emozioni, sia positive che negative, e faticano a tornare a uno stato di equilibrio. Ma da dove nasce questo problema? Potrebbe c’entrare il rapporto con i propri genitori.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
19 Novembre 2021 * ultima modifica il 19/11/2021

La disregolazione emotiva è l’incapacità di ridurre l’intensità di un’emozione e tornare a uno stato di equilibrio emotivo una volta che quest’ultima si è attivata. Tale incapacità può coinvolgere una vasta gamma di emozioni e di contesti e comporta una difficoltà nel regolare le risposte estreme legate a queste emozioni.

Cos'è

La capacità di regolare le emozione è caratterizzata di diverse componenti:

  • consapevolezza e comprensione delle emozioni,
  • accettazione delle emozioni,
  • capacità di controllare le emozioni negative e di agire in base ai propri obiettivi anche quando vengono provate emozioni negative,
  • capacità di utilizzare strategie di regolazione emotiva flessibili e adatte al contesto.

Le persone con difficoltà a regolare le emozioni sono più sensibili agli stimoli emotivi, sia piacevoli che spiacevoli, provano emozioni più frequentemente e in maniera più intensa degli altri e a volte, senza una precisa ragione, si sentono assaliti dalle emozioni che tendono anche a essere più durature nel tempo.

La disregolazione emotiva può essere causata da difficoltà nell’organizzare e coordinare attività volte al raggiungimento di obiettivi indipendenti dalla propria attivazione emotiva e una tendenza a isolarsi quando si prova grande sofferenza, un’incapacità di controllare intensi stati di attivazione, uno scarso controllo degli impulsi comportamentali dettati da forti sentimenti negativi e positivi, un eccesso di esperienze emotivamente dolorose, problemi che distolgono l’attenzione dagli stimoli emotivi.

Le caratteristiche

La disregolazione emotiva è caratterizzata da:

un’elevata ipervigilanza e una capacità di cogliere in maniera veloce e intensa i segnali provenienti dalla situazione in atto. Tali soggetti tendono a collegare prontamente e fortemente i segni facciali e corporei delle altre persone alle emozioni, soprattutto quelle negative;

una risposta, che è immediata e intensa, per qualsiasi segnale veicolante un emozione. Questo porta all’impossibilità di tollerare stati emotivi intensi e dolorosi e a mettere in atto comportamenti disfunzionali o di natura auto lesiva. Il sollievo temporaneo dalla sofferenza che tali gesti, seppur dolorosi, implicano è un risultato paradossale poiché mantiene il ciclo della disregolazione emotiva;

• un funzionamento emotivo costantemente attivato, senza possibilità di ritorno alla soglia di funzionamento di base.

Le cause

L’incapacità del genitore di fornire un adeguato sostegno al figlio impedisce al bambino di sviluppare buone capacità di autoregolazione. Questo può essere causa dell’insorgere della disregolazione emotiva.

Vari studi hanno infatti evidenziato la relazione tra stili di interazione difficile del genitore e l’insorgenza di difficoltà di autoregolazione emotiva nel figlio.

In particolare, sono stati individuati tre stili di interazioni disfunzionali:

  • Lo stile ritirato, il caregiver non risponde ai segnali del bambino o addirittura non li nota, restando ritirato in sé stesso, chiuso nel suo isolamento.
  • Lo stile intrusivo, invece, l’adulto può percepire i segnali sociali del bambino in maniera distorta.
  • Lo stile ansioso – iperprotettivo in cui il genitore ha difficoltà nel dare al bambino l’opportunità di regolare da solo le proprie emozioni in quanto sente di doverlo proteggere o incoraggiare ad evitare le esperienze difficili.

Come si interviene

Ci sono numerosi modelli di terapia che cercano di inquadrare e di intervenire sulla disregolazione emotiva. Tutti questi interventi sono finalizzati a sviluppare la capacità metacognitiva del paziente e la capacità di descrivere e padroneggiare le emozioni che prova in un contesto sicuro, senza il rischio di essere invalidato per i suoi vissuti.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…