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26 Agosto 2022
18:00

Cos’è la sociopatia, ovvero il disturbo antisociale della personalità

La sociopatia può essere considerata un disturbo mentale in cui la persona mostra una difficoltà nella regolazione dei propri comportamenti in termini etici e morali. Di norma, chi è sociopatico risulta incapace di provare empatia e tende piuttosto a mostrare cinismo e disprezzo nei confronti dei sentimenti degli altri. Ma da cosa sono causati questi atteggiamenti?

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Cos’è la sociopatia, ovvero il disturbo antisociale della personalità
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Con il termine sociopatico ci si riferisce a una persona che ha difficoltà nella regolazione dei propri comportamenti in termini etici e morali all’interno della propria cultura di riferimento.

Il sociopatico fatica a empatizzare con gli altri non provando interesse per i bisogni e i sentimenti altri. Al contrario mostra cinismo e disprezzo verso i sentimenti e le emozioni altrui e non prova senso di colpa o rimorso a seguito delle proprie azioni.

Si tratta di persone poco disposte all’ascolto che pensano di essere superiori agli altri e di avere sempre ragione. Per queste ragioni tendono a non rispettare le regole, ad assumere atteggiamenti arroganti e a prevaricare sull’altro.

I sociopatici tendono ad assumere comportamenti aggressivi e manipolatori finalizzati a sfruttare l’altro a proprio vantaggio. Sono spesso impulsivi e non tengono in considerazione quali possono essere le conseguenze delle loro azioni. Questo li può portare a cambiare lavoro o casa improvvisamente, ad avere relazioni sentimentali instabili o ad essere finanziariamente irresponsabili.

Questo quadro è spesso accompagnato ed aggravato dall’abuso di sostanze.

Come riconoscere un sociopatico

Il termini sociopatico non è ad oggi ben definito in letteratura, ma indica quello che la psichiatria definisce Disturbo Antisociale di Personalità.

Il disturbo antisociale viene collocato dal DSM-5 (Manuale Statistico Diagnostico dei Disturbi Mentali) all’interno dei disturbi di personalità del cluster B.

Il DSM-5 fornisce una descrizione del disturbo antisociale della personalità che presenta molte caratteristiche comuni con la sociopatia.

Ecco un elenco delle caratteristiche del sociopatico:

  • Disprezzo per le leggi e per le usanze sociali
  • Incapacità di riconoscere i diritti degli altri
  • Incapacità di provare rimorso o senso di colpa
  • Tendenza ad assumere comportamenti e atteggiamenti controllanti, manipolativi e, spesso, violenti
  • Disonestà
  • Impulsività o incapacità di pianificare
  • Irritabilità e aggressività
  • Incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un’attività lavorativa con continuità
  • Mancanza di rimorso
  • L’individuo ha almeno 18 anni
  • Presenza di un disturbo della condotta con esordio precedente ai 15 anni
  • Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante un episodio maniacale o nel decorso della schizofrenia
  • Nervosismo
  • Tendenza all’ira
  • Scarsa istruzione
  • Solitudine
  • Incapacità a conservare un impiego o a restare nello stesso posto per troppo tempo
  • Ogni crimine commesso è disorganizzato e spontaneo, senza pianificazione
  • Incapacità di pianificare si traduce spesso in una sistematica non autosufficienza economica
  • Irresponsabilità finanziaria indicata, ad esempio, dall’incapacità di provvedere al supporto dei figli e dall’accumulo sistematico di debiti

Le cause

L’esordio e il mantenimento di una personalità sociopatica e del disturbo antisociale di personalità sono causati sia da fattori di origine genetica come per esempio una storia di disturbo antisociale della personalità e/o altri disturbi mentali nei familiari, sia da fattori ambientali. Come la presenza di abusi e trascuratezza nell’infanzia, cosi come una vita familiare instabile, violenta e caotica durante l’infanzia.

Trattamento della sociopatia

Difficilmente un individuo con personalità sociopatica chiederà aiuto a un professionista della salute mentale poiché non ha consapevolezza delle proprie difficoltà.

Potrebbe essere che accedano a questi servizi a seguito di problemi legali o per sintomi depressivi, ansiosi, abuso di sostanze e eccessi di collera nelle relazioni interpersonali.

La psicoterapia può includere interventi su più livelli, dalla gestione dell’impulsività e della disregolazione emotiva e comportamentale, sia finalizzati a promuovere le capacità di mentalizzazione, la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, l’assunzione delle proprie responsabilità nelle relazioni interpersonali e la gestione dell’impulsività.

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Gi interventi di carattere farmacoterapico nel caso della sociopatia (disturbo antisociale) hanno l’obiettivo di trattare i sintomi legati all’umore, all’ansia e all’aggressività attraverso farmaci stabilizzatori dell’umore, antidepressivi o antipsicotici.

A livello familiare possono essere utili interventi di allargamento e colloqui con i familiari per supportare questi ultimi nella gestione del paziente.

I test

La sociopatia può essere individuata servendosi dei criteri diagnostici utilizzati per il disturbo antisociale per i quali manifesta tratti simili, non essendo la sociopatia una diagnosi clinica.

I test che possono essere somministrati per individuare tendenze sociopatiche sono:

  • Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory2: test ad ampio spettro per valutare le principali caratteristiche strutturali di personalità e i disordini di tipo emotivo. È costituito da oltre 500 item che comportano risposte dicotomiche, di tipo vero/falso.
  • Il test di Hare sulla psicopatia o PCL-R: il test di Hare sulla psicopatia, o PCL-R, viene usato per valutare la presenza o meno di tratti psicopatici in ambito clinico, legale o di ricerca. Il test di Hare sulla psicopatia è composto da 20 items. Si tratta di una scala di valutazione, ovvero si somministra attraverso un colloquio semi-strutturato in cui il professionista valuta da 0 a 2 punti per ogni domanda posta. Il risultato della valutazione viene poi arricchito da una seria di ulteriori informazioni.
Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione alle dinamiche relazionali e al contesto socio-famigliare, esercitando la libera professione in Lombardia. É esperta in particolar modo nel trattamento di ansia, disturbi dell’umore, problematiche relazionali e sessuali e gestione del trauma attraverso la tecnica EMDR. Si è affacciata al mondo della psicodiagnostica frequentando un master in psicodiagnostica integrata presso l'istituto IRPSI (Milano). Inoltre, conseguendo un Master in psicologia Giuridica, ha affrontato tematiche quali: affido, separazione e maltrattamento e/o abuso ed ha maturare esperienza peritale come ausiliario di CTU.