Cos’è la sociopatia, ovvero il disturbo antisociale della personalità

La sociopatia può essere considerata un disturbo mentale in cui la persona mostra una difficoltà nella regolazione dei propri comportamenti in termini etici e morali. Di norma, chi è sociopatico risulta incapace di provare empatia e tende piuttosto a mostrare cinismo e disprezzo nei confronti dei sentimenti degli altri. Ma da cosa sono causati questi atteggiamenti?
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
26 Agosto 2022 * ultima modifica il 26/08/2022

Nel linguaggio comune il termine sociopatia viene spesso utilizzato per fare riferimento a un quadro clinico verosimilmente compatibile con il disturbo antisociale della personalità. Con tale termine si indica una patologia che impedisce all’individuo di adattarsi agli standard etici e comportamentali della propria comunità socio-culturale di appartenenza.

Tenendo presente il relativo termine tecnico "Disturbo Antisociale di Personalità", la sociopatia può essere considerata un disturbo mentale in cui la persona mostra significativamente una difficoltà nella regolazione dei propri comportamenti in termini etici e morali all’interno della propria cultura di riferimento. L’individuo sociopatico presenta deficit in termini di empatia, con una marcata difficoltà nei processi di assunzione della prospettiva dell’altro, mostrando cinismo e disprezzo verso i sentimenti e le emozioni altrui. Hanno una scarsa considerazione dei bisogni e dei sentimenti dell’altro, e assenza di senso di colpa e rimorso a seguito delle proprie azioni.

Spesso, gli individui sociopatici si considerano superiori all’altro, forti e autonomi, disprezzano le opinioni degli altri ritenendosi detentori di verità assolute. Hanno una percezione di ingiustizia subita e atteggiamenti arroganti; prevale l’idea di sé come coercitore in cui vige la logica della prevaricazione dell’altro e la devianza dalle regole sociali.

L’altro può essere visto con disprezzo come uno sfruttatore meritevole di punizioni e ritorsioni, oppure come debole e pertanto si utilizza una modalità di coercizione-sottomissione. La personalità sociopatica-antisociale ha una modalità relazionale esplicitamente aggressiva, e/o implicitamente manipolatoria che mira allo sfruttamento dell’altro a proprio vantaggio. La logica relazionale di fondo è la dominanza, la coercizione, il controllo e lo sfruttamento dell’altro, dove non trova spazio la possibilità di mostrare un sé vulnerabile.

Le persone sociopatiche sono spesso coinvolte in attività criminali, violente, che violano le leggi, sono spesso coinvolte in frequentazioni devianti. Presentano inoltre un quadro di elevata impulsività e comorbilità con abuso di sostanze. Questi pazienti essendo impulsivi e con la tendenza alla disregolazione emotiva, tendono a non pianificare il futuro e a non effettuare scelte considerando le conseguenze a breve, medio e lungo termine per sé stessi e per i propri familiari. Possono cambiare repentinamente e improvvisamente occupazione, dimora, e avere relazioni sentimentali instabili. In tal senso, i pazienti con tendenze alla sociopatia possono essere finanziariamente irresponsabili e a lungo termine incorrere in condizioni di indigenza e instabilità economica.

Differenza tra psicopatico e sociopatico

Come già detto in precedenza Psicopatico e Sociopatico sono termini di psicologia popolare, che indicano quello che la psichiatria definisce Disturbo Antisociale di Personalità. Ad oggi, questi due concetti non sono realmente ben definiti in letteratura. Ciò nonostante, ci sono alcune differenze generali tra questi due tipi di personalità:

Gli psicopatici

Gli psicopatici, in generale, hanno difficoltà a instaurare legami d’attaccamento di tipo emotivo con gli altri, ma creano relazioni artificiali, superficiali, pensate affinché ci sia un beneficio per se stessi. Infatti, le persone sono viste come pedine da usare per raggiungere i propri obiettivi. Costoro, infine, raramente si sentono colpevoli per il loro comportamento e non importa loro quanto hanno ferito gli altri.

D’altro canto, spesso gli psicopatici possono essere visti dagli altri come affascinanti e fidati, come persone che hanno lavori costanti, normali. Alcuni hanno famiglie e relazioni d’amore con un compagno. Anche quando cercano di essere ben educati, possono aver individuato un grande guadagno per loro stessi.

Quando uno psicopatico assume un comportamento criminale, cerca di farlo in modo da minimizzare il rischio per se stesso, pianificando accuratamente l’attività criminale per assicurarsi che non sarà presi, con piani di riserva pronti per ogni possibilità.

I sociopatici

I sociopatici, in generale, tendono a essere più impulsivi e imprevedibili nel loro comportamento. Anche se hanno difficoltà nel formare un attaccamento con gli altri, alcuni possono essere capaci di instaurare un legame con un gruppo o persona della stessa opinione. Diversamente dagli psicopatici, molti sociopatici non hanno lavori a lungo termine o non presentano una vita familiare normale.

Quando un sociopatico assume un comportamento criminale, lo fa in maniera impulsiva e largamente non pianificata, con poco riguardo per i rischi e le conseguenze delle loro azioni. Costoro, inoltre, possono facilmente diventare agitati e arrabbiati, il che risulta, qualche volta, in scoppi violenti. Questi tipi di comportamento aumentano le possibilità che siano arrestati.

Come riconoscere un sociopatico

Il disturbo antisociale viene collocato dal DSM-5 (Manuale Statistico Diagnostico dei Disturbi Mentali) all’interno dei disturbi di personalità del cluster B. Questo comprende anche il disturbo borderline di personalità, il disturbo istrionico di personalità e il disturbo narcisistico di personalità.

Il DSM-5 fornisce una descrizione del disturbo antisociale della personalità che presenta molte caratteristiche comuni con la sociopatia e la psicopatia.

Queste ultime patologie non sono diagnosticabili come il disturbo antisociale della personalità. Alcune ricerche hanno tuttavia rilevato che si tratta di disordini specifici appartenenti alla categoria del disturbo antisociale, con il quale hanno in comune diversi aspetti. Ecco un elenco delle caratteristiche del sociopatico:

  • Disprezzo per le leggi e per le usanze sociali
  • Incapacità di riconoscere i diritti degli altri
  • Incapacità di provare rimorso o senso di colpa
  • Tendenza ad assumere comportamenti e atteggiamenti controllanti, manipolativi e, spesso, violenti
  • Disonestà: il soggetto mente, usa falsi nomi, truffa gli altri
  • Impulsività o incapacità di pianificare
  • Irritabilità e aggressività
  • Incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un’attività lavorativa con continuità
  • Mancanza di rimorso
  • L’individuo ha almeno 18 anni
  • Presenza di un disturbo della condotta con esordio precedente ai 15 anni
  • Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante un episodio maniacale o nel decorso della schizofrenia
  • Nervosismo
  • Tendenza all’ira
  • Scarsa istruzione
  • Solitudine
  • Incapacità a conservare un impiego o a restare nello stesso posto per troppo tempo
  • Ogni crimine commesso è disorganizzato e spontaneo, senza pianificazione
  • Incapacità di pianificare si traduce spesso in una sistematica non autosufficienza economica
  • Irresponsabilità finanziaria indicata, ad esempio, dall’incapacità di provvedere al supporto dei figli e dall’accumulo sistematico di debiti

Le cause

In un’ottica eziopatogenetica multifattoriale, in letteratura vengono evidenziati, accanto a fattori di origine genetica, alcuni fattori di rischio ambientali per l’esordio e il mantenimento di una personalità sociopatica e del disturbo antisociale di personalità.

Tra questi fattori ritroviamo la presenza di una diagnosi di disturbo della condotta o di ADHD nell’infanzia e in termini di anamnesi familiare una storia di disturbo antisociale della personalità e/o altri disturbi mentali nei familiari. Altri fattori di rischio sono la presenza di abusi e trascuratezza nell’infanzia, cosi come una vita familiare instabile, violenta e caotica durante l’infanzia.

In generale, il genere maschile sembra essere più a rischio di sviluppare un disturbo antisociale della personalità rispetto al genere femminile. La prevalenza è pari al 3% negli uomini e all’1% nelle donne nella popolazione generale.

Trattamento della sociopatia

Gli individui con personalità sociopatica, definita tecnicamente come disturbo antisociale di personalità, fanno fatica a chiedere aiuto spontaneamente, pertanto è poco probabile che richiedano spontaneamente il coinvolgimento di un professionista della salute mentale in termini diagnostici e terapeutici. La difficoltà nel richiedere aiuto professionale è legata alla scarsa consapevolezza della propria patologia e delle proprie modalità relazionali disfunzionali, di fatto ritengono di non avere alcun bisogno di aiuto in ambito psicologico. In alcuni casi un aggancio alla consultazione psicologica e psichiatrica avviene a seguito del disagio legato ai sintomi depressivi, ansiosi, all’abuso di sostanze e eccessi di collera nelle relazioni interpersonali spesso associati al disturbo antisociale di personalità/sociopatia. Cosi come in alcune situazioni, le persone con disturbo antisociale della personalità accedono ai servizi psichiatrici a seguito dei problemi legali.

La psicoterapia può includere interventi su più livelli, dalla gestione dell’impulsività e della disregolazione emotiva e comportamentale, al trattamento di altri sintomi psicopatologici. La psicoterapia ha l’obiettivo di facilitare il riconoscimento dei propri stati emotivi e la loro regolazione, per prevenire gli acting-out e comportamenti impulsivi e manipolatori dannosi per sé e per l’altro. In tal senso, è rilevante a livello psicoterapico un intervento che promuova le capacità di mentalizzazione, la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, l’assunzione delle proprie responsabilità nelle relazioni interpersonali e la gestione dell’impulsività. L’American Psychological Association evidenzia la necessita di interventi specifici nel supporto del paziente sociopatico nella gestione della rabbia, con un processo di identificazione e regolazione di questi stati emotivi per ridurre i comportamenti volenti e la violazione dei diritti altrui nelle relazioni interpersonali.

Gi interventi di carattere farmacoterapico nel caso della sociopatia (disturbo antisociale) hanno l’obiettivo di trattare i sintomi legati all’umore, all’ansia e all’aggressività attraverso farmaci stabilizzatori dell’umore, antidepressivi o antipsicotici. L’associazione frequente tra sociopatia e aggressività richiede in alcune situazioni farmaci anti-psicotici a basso dosaggio per la regolazione dei comportamenti impulsivo-aggressivi. Frequentemente vi può essere scarsa compliance e la tendenza a opporsi trattamento farmacologico, con timori legati alla percezione di una propria debolezza nell’assunzione di questi farmaci e nella regolazione dell’aggressività e dell’impulsività.

A livello familiare possono essere utili interventi di allargamento e colloqui con i familiari per supportare questi ultimi nella gestione di atteggiamenti sociopatici e dei comportamenti disfunzionali del paziente.

I test

I test utilizzati per individuare un sociopatico all’interno dell’ambiente clinico sono principalmente due.

  • Il test il MMPI-2: uno strumento obiettivo ad ampio spettro per valutare le principali caratteristiche strutturali di personalità. Utilizzato molto anche in ambito forense, permette di ottenere informazioni utili a riconoscere la personalità antisociale.
  • Il test di Hare sulla psicopatia o PCL-R: è stato creato a partire da un modello a due fattori, suddiviso tra aspetti interpersonali, affettivo, stili di vita e antisocialità. Si tratta di una intervista che deve essere fatta dal clinico, oltre che essere integrata con fonti di informazioni differenti. Il clinico valuta ognuno dei venti item, permettendo anche una valutazione di tipo dimensionale, proprio perché non consente solo la diagnosi di presenza o assenza di antisocialità ma una visione d’insieme.
Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…