Cos’è l’asessualità: tutte le sfumature di questo modo di vivere il sesso

Partiamo da cosa non è. Asessualità non significa assenza di libido e nemmeno repressione del desiderio sessuale. E di certo non si tratta di una patologia. Non solo, ma è meglio parlare di “spettro dell’asessualità” perché al suo interno contiene diverse tipologie e varianti di questo orientamento sessuale.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
30 Settembre 2022 * ultima modifica il 30/09/2022

La definizione di asessuale (abbreviata in ACE) descrive una persona con “orientamento sessuale proprio di chi non prova attrazione sessuale per altri individui e non è interessato al sesso”. Con il termine asessualità non stiamo descrivendo il comportamento di un individuo, ma quello che prova.

Più che essere considerato come assenza di un orientamento sessuale, l’asessualità si può piuttosto definire come una variante dello stesso, caratterizzato dalla propensione a stringere dei rapporti sentimentali nei quali l’atto sessuale può essere mai o raramente consumato (asessualità romantica), oppure dall’assenza di legami romantico-sentimentali nel contesto di un generale disinteresse per il sesso (asessualità aromantica). Essa si differenzia dall’astinenza sessuale perché non viene esperita dal soggetto come una privazione, ma come un genuino disinteresse verso le attività erotiche di coppia (non sempre è incluso in questo discorso l’autoerotismo).

È considerata un disturbo mentale?

Data la supposta centralità dell’attrazione sessuale come caratteristica fondamentale dell’essere umano, una delle domande che gli studiosi del fenomeno si sono posti è quella che indaga se l’asessualità sia o meno la manifestazione di una psicopatologia sottostante.

Dal 2013 nel DSM-5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali), l’asessualità viene differenziata da disturbi che interessano la sfera sessuale come il disordine ipoattivo del desiderio sessuale (HSDD). Nel manuale si legge:

Se una mancanza di desiderio sessuale per tutta la vita è meglio spiegata dalla propria autoidentificazione come asessuale, allora non verrebbe fatta una diagnosi di interesse/disturbo dell'eccitazione sessuale femminile. […] Se il basso desiderio dell'uomo è spiegato dall'autoidentificazione come asessuale, allora non viene fatta una diagnosi di disturbo da desiderio sessuale ipoattivo maschile”.

L’asessualità è uno degli orientamenti sessuali e, nello specifico, è quello di chi non prova attrazione sessuale. Si può quindi affermare che non si tratta di una patologia.

È mancanza di desiderio sessuale?

L'asessualità non è sinonimo di bassa libido, che invece può essere causata da problemi di salute di carattere medico o psicologico (si parla in questo caso, come abbiamo visto, di disturbo da desiderio sessuale ipoattivo), né la repressione dei desideri sessuali di un individuo.

Sebbene ci sia la mancanza di attrazione sessuale, le persone asessuali possono provare:

  • desiderio sessuale primario: cioè il desiderio di intraprendere un’attività sessuale per provare piacere
  • desiderio sessuale secondario: ovvero la volontà di intraprendere un’attività sessuale per curiosità, per costruire un legame emotivo, per avere dei figli.

Molte persone asessuali possono anche avere un’attività sessuale: non solo il sesso, ma anche altre attività, come l‘autoerotismo o alcuni preliminari. Le persone asessuali hanno relazioni, si innamorano, provano emozioni, si baciano e possono vivere in coppia sessuale-asessuale.

‍I diversi tipi

Poiché siamo tutti diversi, molte persone asessuali non si identificano nella grande “etichetta” dell’asessualità e, per questo, si preferisce parlare di spettro dell’asessualità.

Possono esserci persone che si definiscono:

  • gray asessuale: provano attrazione sessuale solo in alcuni periodi e possono avere un/una partner asessuale
  • allosessuali: fanno sesso e possono avere relazioni anche con asessuali
  • demisessuali: provano attrazione sessuale (solitamente quella secondaria) solo con persone con cui hanno una forte connessione emotiva e attrazione mentale
  • aromantiche: non hanno interesse per i legami romantici
  • autosessuali: provano attrazione solo per loro stessi e preferiscono praticare solo la masturbazione.

Non c’è una vera e propria classificazione scientifica, né un metodo scientifico che suggerisce “come riconoscere un asessuale”. Si può amare un asessuale e provare attrazione fisica e mentale.

Asessualità e diritti

Concludiamo ricordando come le persone asessuali si trovano ad affrontare una lotta per i propri diritti, in quanto anch’essi, come le persone che fanno parte della comunità LGBT, sono bersaglio di pregiudizi e discriminazione. Va sottolineato inoltre che la comunità asessuale risulta più invisibile rispetto alle altre minoranze sessuali, in quanto non rientrano nel movimento sociale per la legittimazione dell’orientamento sessuale e sono assenti dall’acronimo che caratterizza e determina il gruppo sopra citato. Perciò, facciamo presente che dal 2002, grazie a David Jayil, esiste la comunità AVEN (acronimo di Asexuality and Visibility Education Network), la più grande e importante comunità asessuale al mondo (ad oggi conta circa 120 mila membri registrati in tutto il mondo), creata con l’obiettivo di promuovere discussioni sull’asessualità, stimolare la crescita e la visibilità della comunità asessuale e come risorsa informativa per le persone che si identificano come asessuali e per la comunità scientifica, per i media e per la società in generale.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…