Decidere di andare a convivere: come capire quando è il momento giusto e come evitare i litigi inutili

Potrebbe essere arrivato anche per te il momento di scegliere se andare a convivere con il tuo partner o meno. Magari state insieme da tanto tempo o semplicemente uno di voi due ha iniziato a introdurre il discorso. Un passo molto importante che può anche fare paura. Proviamo a capire come affrontarlo al meglio.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
16 ottobre 2020 * ultima modifica il 16/10/2020

Durante una relazione arriva quel momento in cui si inizia a pensare alla convivenza. C'è chi la teme, chi l'aspetta con gioia e chi la vede come una prerogativa per il matrimonio. In ogni caso, condividere la stessa casa è un passo molto importante nella vita di qualsiasi coppia. Viene, però, spontaneo chiedersi quando sia giunta l'ora di poterlo compiere in serenità, senza rischiare che il rapporto peggiori, e come sia possibile riuscire a convivere bene, evitando tensioni o liti inutili.

5 segnali per capire se sia il momento giusto

Non esiste un unico segnale che ci avverte che sia giunto il momento di andare a convivere con il nostro partner. Ve ne sono diversi, che possono variare a seconda dei casi. Esistono coppie che si sentono pronte ad affrontare la convivenza dopo qualche mese di relazione, mentre altre ci impiegano diversi anni. Tuttavia, non è il tempo che si cela dietro a una storia d'amore a essere il solo fattore importante. Infatti, prima di andare a convivere bisogna sapere se è proprio quello che si vuole e se ci si sente pronti a compiere questa svolta all'interno del rapporto.

1. Entrambi i partner vedono il loro futuro insieme

Andare a convivere significa prospettare il futuro insieme. Bisogna essere molto onesti su questo punto, perché è fondamentale per capire se la convivenza sia voluta da ambo le parti. Se tu e il tuo compagno fate in continuazione progetti a lungo termine che coinvolgono entrambi e vi vedete sempre insieme negli anni, allora andare a convivere non farà paura così come pensano in molti. Anzi, sarà visto come un passo quasi naturale da compiere all'interno della vostra relazione. Sarete felici ed entusiasti di iniziare questo nuovo capitolo della vostra storia d'amore.

2. Quando si è instaurata la giusta sintonia

Nelle prime fasi di una relazione, si tende a mostrare la parte migliore di noi. Si vuole fare innamorare l'altra persona, mettendo in evidenza i nostri pregi e qualità. Tuttavia, terminato il primo periodo detto "innamoramento", bisogna farsi conoscere al partner rivelando le proprie fragilità, debolezze e anche i difetti. Solo allora si potrà dire di conoscersi e amarsi l'un l'altro così come si è veramente. Una volta instaurata questa sintonia, non ci sarà alcun timore nel vivere insieme, con le rispettive abitudini – buone o cattive che siano – e modi di fare.

3. È una scelta libera, senza pressioni dall'esterno

Magari sia tu che il tuo lui vedete il vostro futuro insieme. Forse, tra di voi si è anche instaurata una sintonia perfetta. Tuttavia, un altro segnale da tenere in considerazione è quello della libertà della scelta della convivenza. Ciò significa che andare a convivere sia un desiderio di entrambi e non una forzatura: pensare di condividere la stessa casa solo per far piacere all'altro non solo è sbagliato, ma si rivela controproducente a pochi giorni del vostro vivere insieme.

Se convivere deve essere una decisione condivisa, allo stesso modo non devono subentrare pressioni esterne alla vostra coppia: vedere solo il vantaggio economico di dividere le spese oppure la sola voglia di andare via dalla famiglia d'origine non sono ragioni a sufficienza per intraprendere questo percorso.

4. Si sta vivendo la fase più felice della storia d'amore

Dopo la prima fase tutta rose e fiori, si conoscono sia le abitudini che i difetti dell'altro. Questa è una prerogativa fondamentale per instaurare una relazione solida e stabile, adatta a durare nel tempo. Tuttavia, è esattamente in questa circostanza che si possono riscontrare le prime difficoltà. Piccole discussioni, battibecchi e qualche contrasto sono normali, ma prima di andare a convivere è importante chiedersi se quella storia ci fa stare bene. Se la tua risposta a questa domanda è un sì convinto e deciso, allora sei pronta ad affrontare una convivenza.

5. Si è pronti a scendere a compromessi

Come abbiamo già accennato, è fondamentale conoscersi bene prima di andare a convivere. Tuttavia, sapere i difetti dell'altro non basta: bisogna saper accettare alcuni aspetti del suo carattere e le varie abitudini anche sotto lo stesso tetto. Per esempio, può essere che mentre tu ami concederti una buona mezz'ora di bagno rilassante per prenderti cura di te, a lui piaccia guardare sempre lo stesso programma TV la sera mentre cenate. Le consuetudini di un'altra persona, se diverse dalle nostre, possono dare fastidio, ma è necessario trovare un giusto equilibrio, scendendo, appunto, a compromessi.

Le paure

Ci sono diversi motivi per cui una persona può aver paura di convivere con la sua dolce metà, analizziamone alcuni.

La paura di perdere i propri spazi vitali

Questo tipo di paura si sviluppa principalmente nelle persone che hanno vissuto in famiglie numerose oppure che dovevano condividere la loro stanza e non avevano spazi propri, luoghi e/o oggetti personali riconosciuti come loro esclusività. Dal momento in cui questi individui iniziano a vivere da soli trovano il piacere di poter seguire i propri tempi, i propri gusti, il proprio e unico volere personale e il pensare di convivere con il partner può suscitare in loro la paura di perdere per sempre i vantaggi raggiunti o di non viverli ancora quanto vorrebbero.

La paura di essere “gestiti”

Alcuni genitori hanno grandi difficoltà a separare la propria immagine da quella dei figli e spesso sono troppo presenti con loro. Nella convivenza, la persona ha paura di rivivere col partner lo stesso rapporto che aveva in casa col genitore, quindi di essere “gestito”, di dover cedere di sovente a compromessi, invece di ritrovarsi in una convivenza alla pari.

La paura di fare la scelta sbagliata

Vivere insieme significa assumersi la responsabilità economica di una vita comune che richiede un appartamento (comprato, regalato o in affitto), dei mobili e molte spese “vive” come le bollette, il condominio, il cibo e altro ancora. Allo stesso tempo, una volta impostata una vita a due può essere increscioso tornare indietro, ci può essere la paura del giudizio degli altri, dove spesso il giudizio più feroce invece è il proprio.

La paura di soffrire o di far soffrire l’altro

Si può temere di non andare abbastanza d’accordo o di doversi lasciare recando così sofferenza all’altro e/o a se stessi. La convivenza diviene così sinonimo di degrado per la coppia, diviene quel cambiamento che porta in crisi i due partner poiché si sperimentano in una vita in comune a cui non sono abituati, con problemi nuovi che producono sempre nuove crepe al rapporto invece che rafforzarlo. A volte, in persone che hanno avuto una coppia di genitori molto conflittuale, può svilupparsi un’idea negativa del matrimonio e della convivenza.

La paura di perdere la propria libertà quotidiana

Questo tipo di paura è più facilmente riscontrabile in persone che per anni hanno vissuto da sole e che quindi hanno coltivato le loro passioni e le loro abitudini casalinghe. L’ingresso del partner in casa in modo continuativo viene visto come minante la loro privacy, la loro quotidianità. Di fatto, più si avanza con gli anni e più si creano delle abitudini che sono sempre più difficili da perdere.

Se per esempio si ama stare in casa in silenzio e il partner preferisce sempre la televisione accesa, si preferisce alzarsi tardi mentre il partner si sveglia presto, si tende ad essere precisi mentre l’altro è disordinato si vedrà la convivenza come una “invasione barbarica” alla propria serena quotidianità.

8 consigli per una serena convivenza

Una volta colti i segnali che ti hanno indicato che sia giunto il momento di andare a convivere, è bene che tu tenga a mente qualche consiglio per una convivenza serena:

Il dialogo è uno dei più potenti strumenti per imparare a vivere insieme. Pensateci: sarebbe molto interessante dire all’altro, con affetto, cosa vi infastidisce, e farlo prima di venire travolti dalla situazione. Sarebbe ottimo spiegare al partner quello che desiderate e che foste capaci di ascoltare le necessità e le proposte dell’altro; solo così potrete riuscire a comprendervi. Spesso capita che il nostro compagno fa cose che ci infastidiscono molto, solo perché non ha idea del male che ci fanno; se sarete capaci di esplicitare le vostre necessità (con amore, ripetiamo), sicuramente troverete una soluzione buona per entrambi.

2. Stabilite sin da subito come gestire le spese

Sappiamo che in preda alla gioia e all'euforia che si provano prima di andare a convivere, si pensa poco al fattore economico. Però, nella vita di tutti i giorni, esso si presenta costantemente e non lo si può trascurare. Ancor prima di arrivare nella casa nuova, decidete a come dividere le spese. Il nostro consiglio è quello di cercare di spartirle a metà, ovviamente senza esagerare con la precisione e contare il singolo centesimo.

Dividere le spese equamente ti dà modo di non dipendere troppo dal tuo compagno e di sentirti sia responsabile verso te stessa che per la vostra vita di coppia. Iniziate a spartirvi le varie bollette, mentre per le spese più ridotte ricorrete alla classica "lista" dove ognuno segna qualcosa oppure alle innovative app perfette al fine di tenere i conti in famiglia.

3. Creare uno spazio di coppia

Per poter convivere, bisogna accettare una certa invasione della nostra intimità, del nostro spazio; bisogna imparare a creare uno spazio nuovo, di coppia. Mettete in comune i desideri e progetti per il futuro. L’amore è veramente capace di tutto; lo si può considerare “la colla universale”, perché unisce quel che si rompe. Tuttavia, bisogna essere coscienti che le rotture, per quanto piccole, lasciano delle tracce; bisogna quindi evitare di farsi del male, soprattutto quando il motivo che ha scatenato il disaccordo è di piccole dimensioni per entrambi.

4. Chi pulisce cosa?

Stesso problema dell'aspetto economico: prima di iniziare la convivenza non ci si pensa, ma condividere lo stesso tetto significa anche dividersi i vari compiti della gestione della casa. Il modo migliore è decidere equamente quali faccende domestiche fai tu e quali farà il tuo lui. Ovviamente, si possono esprimere delle preferenze che potrebbero andare a vantaggio di entrambi. Magari tu non sopporti proprio stirare, mentre a lui non dispiace così tanto. Viceversa, il punto debole del partner è pulire la cucina quando per te è una normale routine domestica. Come sempre, torna utile la nostra parola chiave "compromesso" e un po' di buona volontà a collaborare.

5. Accettare le fatiche del vivere in coppia

È necessario rinunciare all’idea che andare a convivere significhi stare di più insieme in un idillio senza fatica. Solo se si rinuncia a questa idealizzazione si può affrontare bene la realtà della convivenza, che richiede un atteggiamento adulto. Così l’impegno non sarà sentito come qualcosa che “toglie”, ma come indispensabile a una nuova vita.

6. Affrontate le difficoltà parlando

Convivere vuol dire anche crescere. A chi non è mai capitata una discussione con il proprio compagno a cui sono seguiti diversi giorni di trattamento del silenzio di uno nei confronti dell'altra? Succede spesso, ma si può verificare solo quando la coppia non vive assieme e può prendersi i propri spazi all'interno delle rispettive case prima di chiarirsi con il partner.

Se hai scelto di andare a convivere, devi sapere che tutto ciò non sarà più possibile. Non rivolgere la parola per ore se non per giorni al tuo compagno in seguito a una lite, non farà altro che creare un'atmosfera davvero spiacevole e una palese tensione tra le mura domestiche. Quando c'è una difficoltà, bisogna aprirsi al confronto e al dialogo. Se c'è qualcosa che ti dà fastidio di lui, non chiuderti in te stessa ma parlagliene: questo è l'unico modo per prevenire un litigio ancora più ostico e per far tornare l'allegria a casa vostra.

7. Rispettate le abitudini dell'altro

Condividere la stessa casa fa scoprire cose dell'altro che non avresti mai immaginato. Mangia troppo tardi rispetto ai tuoi orari, si sveglia all'alba al mattino per allenarsi, ci mette tanto tempo a vestirsi: queste sono tutte cose che si vengono a sapere solo quando si sta convivendo e che bisogna sapere accettare. Se le abitudini del tuo compagno iniziano a darti fastidio, c'è solo una strategia: sii paziente e amalo così com'è, senza forzarlo a cambiare qualcosa. Poi, non preoccuparti: sicuramente anche lui penserà lo stesso su di te!

8. Non “sedersi”

L’approdo alla convivenza non deve indurre a lasciarsi andare. L’uomo non deve pensare di essere ancora in casa con la mamma che lo accudisce. La donna non deve trascurare la propria immagine e la cura di sé, né deve diventare una donna dedita esclusivamente ai bisogni della casa e degli eventuali figli.

9. Riservatevi dei momenti per voi stessi

Andare a convivere è un passo che porta a trascorrere molto più tempo con il proprio compagno. Se poi s'iniziano a trascurare anche i vari hobby, le uscite con gli amici e tutte le altre abitudini che si è soliti avere quando si vive da soli, allora si rischia di vivere in simbiosi con il partner. Tutto ciò può essere dannoso sia per la relazione in sé che per tutti gli altri rapporti costruiti al di fuori della storia d'amore. Per questo, ricordati sempre di mantenere i tuoi spazi, ovvero le tue attività di svago, di continuare a uscire con i tuoi amici e di non perdere quei momenti che trascorrevi senza di lui.

Avere delle ore tutte per te ti farà apprezzare appieno sia i tuoi hobby e le tue amicizie che la presenza del partner quando tornerai a casa e sarà lì ad aspettarti.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, ha lavorato in contesti educativi, sociali e nei servizi psicologici di base, maturando altro…