Dipendenza da smartphone? Una settimana di disintossicazione dai social media può farti stare meglio

Se non indicato espressamente, le informazioni riportate in questa pagina sono da intendersi come non riconosciute da uno studio medico-scientifico.
Uno studio recente suggerisce di prendersi una settimana di pausa dai social network per “disintossicarsi”. Esagerato? Non proprio considerato che le piattaforme digitali sono studiate proprio sul principio della ricompensa (lo stesso delle slot machine), e per questo, funzionano.
Gaia Cortese 10 Gennaio 2023

È un caso che  la maggior parte dei social network, vedi Facebook, Instagram, Pinterest e via dicendo, si aggiornino costantemente grazie a un semplice movimento del tuo dito, mostrandoti ogni volta qualcosa di nuovo? Non lo è. Le piattaforme digitali utilizzano lo stesso sistema di ricompensa che è alla base delle slot machine: ogni volta che si prende in mano lo smartphone, c'è effettivamente qualcosa di nuovo che ti aspetta e sì, questo meccanismo può creare una dipendenza.

Controllare di continuo eventuali notifiche su app e social, prendere in mano lo smartphone prima di alzarsi o coricarsi a letto, e ancora, utilizzarlo mentre si è impegnati in altre attività come pranzare, camminare o conversare con un’altra persona, sono sintomi di un malessere da non sottovalutare.

Anche l'eccessiva preoccupazione per la pubblicazione quotidiana di post può anche essere indicativa di un problema. Nella maggior parte dei casi, ad eccezione delle situazioni in cui la rete viene impiegata per questioni di lavoro, la percezione che ci sia un pubblico in attesa è irreale.

Come ha spiegato in un articolo pubblicato da El Pais lo psicologo spagnolo Tamayo Hernández, "non è possibile identificare la dipendenza dai social network, o qualsiasi altra dipendenza, attraverso dei criteri oggettivi, come il numero di ore dedicate quotidianamente a questa attività", ma quando l'utente non è in grado di controllare la sua attività sui social network, al punto di non rispettare impegni e piani della vita reale, o al punto di isolarsi da amici, colleghi e famigliari, allora sarebbe meglio correre ai ripari.

La preoccupazione per la pubblicazione sui social è indicativa di un problema e la percezione che ci sia un pubblico in attesa, è irreale.

Un recente studio pubblicato sulla rivista "Cyberpsychology, Behavior and Social Networking" nel maggio del 2022, suggerisce la possibilità di prendersi una settimana di pausa dai social network, non solo per uscire da una certa dipendenza, ma anche per valutarne i benefici a livello di salute mentale.

Una pausa dai social network, infatti, aiuterebbe non solo ad avere un controllo sull'attività digitale e una maggiore consapevolezza del tempo impiegato online, ma anche ad alleviare lo stress e a migliorare i livelli di concentrazione. Oltretutto, prendersi una pausa di questo tipo può far tornare il desiderio di dedicarsi ad altre attività nel tempo libero come fare sport, passeggiare in un parco, vedere amici e famigliari, riprendere un hobby o scoprirne di nuovi.

"Devi disconnetterti dalla rete, per connetterti con la vita reale, perché tutto è una questione di tempo.”

Erniaue Echeburúa, Docente Psicologia Clinica Universidad del País Vasco

Il primo passo da compiere per un'efficace “disintossicazione digitale” è quindi essere consapevoli del problema e comprendere quanto una cambiamento sia necessario; il secondo passo è riuscirci.

Secondo lo studio, una settimana di pausa dai social network porterebbe a benefici evidenti a livello psicologico e cognitivo e già questo risultato dovrebbe far capire quanto app e social network non possaono sostituirsi alla vita reale.

In ogni caso, per ridurre l'attività in rete gli esperti consigliano di installare un’applicazione che misuri il tempo trascorso online e che invii notifiche di allerta (ogni altra notifica da altre app andrebbe invece evitata!) se si supera il limite di utilizzo impostato. Per evitare poi che lo smartphone diventi, a dir poco, un’estensione della mano, sarebbe opportuno non portarlo sempre con sé, ma lasciarlo per esempio in borsa quando si è in ufficio e a una certa distanza quando si è in casa.