video suggerito
video suggerito
23 Dicembre 2019
13:00

Dopo Greta, Torino si prepara a ospitare il prossimo raduno internazionale dei Fridays For Future

Il capoluogo piemontese ha battuto Dresda con il 76% delle preferenze e la prossima estate accoglierà centinaia di giovani da tutto il mondo. Torino si dimostra così ancora una volta meta privilegiata dell'attivismo ambientalista, dopo che Greta l'aveva scelta come tappa intermedia nel suo viaggio di ritorno da Madrid verso Stoccolma.

46 condivisioni
Dopo Greta, Torino si prepara a ospitare il prossimo raduno internazionale dei Fridays For Future
Immagine

Torino sarà per cinque giorni la "capitale" dei Fridays for Future il prossimo agosto. Il capoluogo piemontese è stato scelto come sede del secondo meeting internazionale del movimento che si ispira agli scioperi per il clima di Greta Thunberg. La sedicenne svedese, lo possiamo dire, ha con Torino ormai un rapporto particolare. Lo scorso 27 settembre, in occasione del terzo sciopero globale per il clima, aveva dedicato alla città un post su Twitter, impressionata dalla quantità di giovani che si erano riversati in strada per manifestare. Pochi giorni fa la grande sorpresa: tornando verso la Svezia da Madrid, dove è intervenuta alla Cop25, Greta si è fermata a Torino e si è unita ai ragazzi del gruppo locale di Fridays for Future per il climate strike del 13 dicembre.

La scelta di Torino, che ha sbaragliato la concorrenza della tedesca Dresda con il 76% delle preferenze, ha anche una forte carica simbolica: è infatti una delle città più inquinate d'Europa. La prossima estate, dunque, arriveranno in Piemonte centinaia di attivisti provenienti da tutto il mondo. Alla prima edizione, tenutasi a Losanna, avevano partecipato circa 500 giovani. L'obiettivo è quello di raddoppiare almeno il numero dei partecipanti. Entusiasta della notizia anche la sindaca di Torino Chiara Appendino che in un post su Facebook ha sottolineato come il prossimo raduno internazionale dei Fridays for Future sia "un segnale importante che ancora una volta mette al centro la priorità dell'emergenza climatica, rendendo Torino megafono per tutto il mondo".

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.