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10 Dicembre 2019
14:00

Escursione in ciaspole? Tutto quello che devi sapere prima di metterti in cammino

C'è un modo per non smettere di fare trekking in alta quota anche nel periodo invernale: procurarsi delle ciaspole e iniziare a fare pratica su percorsi brevi in modo da prendere confidenza con queste insolite, ma divertenti, racchette da neve.

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Escursione in ciaspole? Tutto quello che devi sapere prima di metterti in cammino
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Non servono particolari abilità fisiche o sportive per poter ciaspolare. Un termine che fino a poco tempo fa era abbastanza in disuso, ma che ormai conoscono tutti, soprattutto chi ama immergersi nella natura in quota.

Cosa sono le ciaspole

Le ciaspole, chiamate anche ciaspe, sono l'evoluzione delle antiche racchette da neve in legno e corda trasformate in attrezzi moderni di plastica. Se hai letto qualche libro di Jack London, potresti già essertene fatto un’idea chiara. Sono quindi delle racchette da neve che, una volta agganciate agli scarponi da montagna, consentono di camminare sulla neve fresca “galleggiando” ed evitando di sprofondarci dentro. Quando invece la neve è dura, le ciaspole ti mettono al riparo da pericolosi scivoloni perché sulla suola sono dotate di alcuni ramponcini metallici. In poche parole, questi "zatteroni da neve", sono l’attrezzatura ideale per dedicarsi al trekking invernale in montagna e per godersi delle lunghe passeggiate in mezzo alla natura incontaminata.

Come sono fatte le ciaspole

Il corpo principale delle ciaspole è in plastica e ti permette di galleggiare sulla neve fresca. Qui è montato uno snodo basculabile dove puoi legare lo scarpone da trekking (da preferire quello in pelle, per proteggere meglio il piede dal freddo). La basculabilità dell’attrezzo permette di diminuire la fatica e di rendere la camminata più fluida; qualora dovessi affrontare discese più ripide, la basculabilità si blocca con un gancio posteriore. Naturalmente l’attacco dello scarpone è regolabile a seconda della lunghezza del piede, ed è composto da un’allacciatura anteriore dove infili la punta del tuo scarpone e da un'allacciatura posteriore che passa sopra la tua caviglia. In presenza di tratti in salita, puoi usare invece un alzatacco, ossia uno spessore che viene posto sotto il tallone e che ti consente di avvertire minor fatica sui polpacci.

Dove ciaspolare

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C’è davvero l’imbarazzo della scelta tra le numerose escursioni che si possono fare con le ciaspole ai piedi. Una di queste è quella in Val di Mello, la "Yosemite Valley" italiana con un itinerario che permette di attraversare una valle dominata da coreografiche placche di granito. In Piemonte, dall’alpe di Devero (1631 m) si può raggiungere il lago delle streghe (1780 m), un meraviglioso specchio d’acqua circondata dai larici che in inverno offre uno scorcio davvero magico. Sulle vette delle Dolomiti, tra le tante escursioni si può fare quella che porta da San Candido a Sesto Pusteria, in provincia di Bolzano, passando per quella che è la "via della meditazione" e che porta ad una cappella nel bosco costruita durante il primo conflitto mondiale.

Cosa devi sapere

Non voglio smorzare il tuo entusiasmo, ma ciaspolare non equivale a camminare. In parte è più impegnativo perché si sprofonda comunque un po’ nella neve, ma anche le temperature più rigide dell’inverno e lo stesso peso delle ciaspole, potrebbero rendere la tua escursione meno facile di quello che ti aspettavi. Meglio quindi iniziare percorrendo itinerari brevi, con dislivelli modesti, e riducendo un po' le distanze da quelle a cui potevi essere abituato nel periodo estivo.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.