Famiglie funzionali e disfunzionali: quali sono le caratteristiche che permettono di distinguerle

Tutti noi abbiamo in mente un’immagine di famiglia ideale e saremo portati a confrontarla sempre con quella reale in cui viviamo. Ma i nuovi rapporti che hai costruito risentono anche di quelli che hai vissuto nella tua famiglia d’origine. Per questo motivo può essere utile capire se sia stata funzionale o disfunzionale.
Dott.ssa Samanta Travini Dottoressa in Psicologia Clinica
22 Gennaio 2021 * ultima modifica il 22/01/2021

La famiglia è il nucleo di base in cui tutti cresciamo, quindi, che lo vogliamo o no, ci lascia un’impronta molto profonda. Infatti, formando una nuova famiglia tendiamo a ripetere i modelli che abbiamo imparato da bambini, siano essi giusti o meno.

Una famiglia funzionale promuoverà il corretto sviluppo dei suoi membri, permettendo ad ognuno di mostrare la propria individualità. Una famiglia disfunzionale creerà un ambiente tossico che intellettualmente o emotivamente invalida i suoi membri e può addirittura diventare terreno fertile per una gran varietà di disturbi psicologici.

Cos’è

Una famiglia svolge diverse funzioni, tra le quali:

  • La famiglia è il primo riferimento emotivo-affettivo per ognuno di noi. Nella famiglia affondiamo le nostre radici.
  • Ogni famiglia è chiamata ad assolvere i compiti di assistenza, cura e sostegno.
  • La famiglia esercita una funzione educativa primaria per la crescita sana ed equilibrata dei suoi membri.
  • La famiglia ha una funzione riproduttiva fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo della specie umana.
  • Ogni famiglia esercita una funzione economica garantendo il mantenimento ai propri membri.
  • In famiglia ci si sente al sicuro o così dovrebbe essere, si viene protetti dai pericoli esterni.
  • La famiglia non deve essere un mondo chiuso in se stesso. Aprendosi alla società favorisce la socializzazione e la condivisione di sé.
  • La famiglia ha il compito, spesso sottovalutato, di trasmettere ciò in cui crede: valori etici, culturali e religiosi.

Ciò significa che una famiglia funzionale deve non solo essere in grado di soddisfare le necessità materiali di base dei suoi membri, ma deve anche fornire loro il supporto emotivo di cui hanno bisogno e garantire che sviluppino al massimo il loro pieno potenziale come individui.

Caratteristiche delle famiglie funzionali

Proviamo a capire meglio quali sono le caratteristiche delle famiglie funzionali:

  1. Le famiglie funzionali svolgono efficacemente la loro funzione economica, il che significa che i loro membri vi trovano la sicurezza economica di base di cui hanno bisogno.
  2. Applicano una distribuzione equa delle attività domestiche, in modo tale che ciascun membro sia responsabile della sua realizzazione e non si sovraccarichi una sola persona con tutti i doveri.
  3. Migliorano il senso di appartenenza alla famiglia e allo stesso tempo stimolano l’identità personale e l’autonomia di ciascuno dei membri. Esiste un equilibrio tra l’appartenenza al gruppo familiare e l’individuazione.
  4. Applicano limiti chiari, confini psicologici che gli altri membri non dovrebbero superare e che assicurano una buona convivenza in casa. Ma anche così, lasciano tuttavia un buon margine di tolleranza, in modo tale che non sorgano costantemente conflitti familiari.
  5. Sono flessibili. Anche se ci sono regole e ruoli ben definiti, in presenza di problemi familiari, c’è una certa flessibilità che facilita accordi e soluzioni incentrate sul benessere familiare.
  6. Applicano un’adeguata distribuzione dei livelli di gerarchia. La gerarchia tra i genitori è orizzontale, in modo tale che entrambi abbiano lo stesso potere in casa, ma esercitano una gerarchia verticale sui figli, che consente loro di impostare gli standard e applicarli.
  7. Comunicazione chiara, dove tutti i membri possono esprimere ciò che pensano e sentono in modo assertivo e senza danneggiare gli altri.
  8. Ogni membro si sente accettato all’interno della famiglia, dove trova una fonte di sicurezza emotiva.
  9. Queste famiglie crescono accanto ai loro membri, per cui gli errori fatti sono esperienze di apprendimento che li rafforzano.
  10. Sono famiglie abbastanza flessibili da adattarsi alle circostanze, anche se questo richiede un cambiamento di regole o ruoli. Se i suoi membri non hanno capacità di adattamento per trovare un nuovo equilibrio in una crisi, la famiglia funzionale finirà per trasformarsi in disfunzionale.

Caratteristiche delle famiglie disfunzionali

Ora invece cerchiamo di capire quando una famiglia è disfunzionale, a partire dalle sue caratteristiche:

  1. Promuovono la dipendenza eccessiva di alcuni dei loro membri, che limita la loro crescita e lo sviluppo personale. Si tratta di famiglie iperprotettive che generano nei loro membri insicurezza e dipendenza.
  2. Stabiliscono relazioni troppo aperte, in modo tale che i sentimenti di appartenenza familiare vengono annullati. Di solito avviene nelle famiglie troppo permissive, che finiscono per generare un senso di sradicamento nei loro membri.
  3. Non applicano regole e limiti chiari, in modo tale che i membri non sanno quali sono i loro doveri e diritti. In queste famiglie disfunzionali la norma è che alcuni dei membri assumano ruoli dominanti e altri si sottomettano, creando un pericoloso squilibrio di potere.
  4. Non rispettano la distanza generazionale e invertono la gerarchia di potere, in modo tale che i genitori si subordinano al figlio che finisce per diventare un piccolo tiranno. Può accadere anche che i genitori confondano la gerarchia con l’autoritarismo, impedendo ai figli di esprimere il loro parere.
  5. Alla base delle famiglie disfunzionali ci sono spesso problemi di comunicazione. I membri non hanno voglia di esprimere i loro sentimenti o idee, così li reprimono o li esprimono in modo indiretto innescando dei comportamenti difensivi. In questo modo i messaggi non sono chiari e danno origine a nuovi problemi familiari.
  6. Applicano ruoli e modelli di comportamento troppo rigidi che impediscono ai membri di adattarsi ai cambiamenti, in modo tale che, di fronte alla minima crisi, questi reagiscono con rigidità e resistenza, ciò provoca che i problemi familiari si acutizzano e influenzano tutti i membri.
  7. I membri non sono empatici e sensibili verso gli altri, in modo tale che nella famiglia disfunzionale non vengono soddisfatte le esigenze minime di accettazione ed affetto. Alcuni membri possono sentirsi persino rifiutati.
  8. Esiste un basso livello di tolleranza, per cui si finisce incolpando uno dei membri e lo si tratta ingiustamente.
  9. Si praticano comportamenti dannosi, come l’umiliazione, il disprezzo o la mancanza di rispetto.
  10. Si praticano modelli di manipolazione emotiva attraverso i quali i membri della famiglia vengono controllati.

Tipologie di famiglie disfunzionali

Ognuna di queste famiglie vive nella paura e i membri più deboli sono costantemente sottoposti a violenze fisiche e psicologiche. In questi modelli familiari l’autorevolezza viene sostituita da un’idea distorta di autorità che viene esercitata attraverso manifestazioni di rabbia, bisogno di controllo e aggressività.

La famiglia sacrificante

La modello familiare della famiglia sacrificante si presenta decisamente chiuso in se stesso. Ogni membro assolve al proprio dovere sacrificando sé e gli altri. In queste famiglie non c’è spazio per il piacere ma solo per il dovere e il sacrificio. Nella famiglia sacrificante  predominano la gelosia, il possesso e il bisogno di controllo. Giorno per giorno, il legame d’amore viene sostituito dal sacrificio di sé, costringendo i soggetti più deboli in balia dei soggetti prevaricatori.

La famiglia democratico-permissiva

Nella famiglia democratico-permissiva tutto è permesso, appunto. Gli adulti non sono in grado di esercitare il proprio ruolo genitoriale e si mostrano fragili e indecisi. Tale incapacità di educare i figli, attraverso regole condivise, li rende inadeguati alla cura e tutela della prole. Questi genitori vogliono essere amici dei figli poiché non sono in grado di dimostrarsi autorevoli.

La famiglia iperprotettiva

La famiglia iperprotettiva vive in un clima caratterizzato dalla paura verso il mondo esterno. Queste famiglie vivono sulla difensiva e tendono a limitare la libertà dei propri figli ogni volta che devono svolgere attività che sfuggono al controllo genitoriale. I genitori iperprotettivi sono sempre pronti a difendere e scusare i propri figli da eventuali aggressioni e pericoli che spesso non esistono.

In questo clima i figli crescono protetti ed isolati sotto una ‘campana di vetro’ diventando spesso adolescenti socialmente inadeguati o di converso, individui arroganti e prepotenti convinti di essere sempre e comunque dalla parte della ragione.

Le cause della famiglia disfunzionale

La famiglia è un sistema composto da sottosistemi diversi (che sarebbero i suoi membri). Dal punto di vista sistemico, si presume che la relazione tra i membri di una famiglia sia così stretta che qualsiasi cambiamento di uno di questi provoca modifiche negli altri e, quindi, in tutta la famiglia. Ad esempio, la malattia di uno dei membri altera la vita del resto.

Assumere questa prospettiva significa capire che la famiglia non è la somma semplice dei suoi membri, ma è un insieme d’interazioni. Significa anche che quando si verificano dei problemi familiari, non c’è un “colpevole” verso il quale puntare il dito, ma è necessario analizzare le dinamiche dei rapporti che sono stati stabiliti.

Pertanto le cause delle famiglie disfunzionali non dovrebbero essere ricercate in un solo membro, ma sono molto più complesse, dato che si trovano nei rapporti che sono stati stabiliti nel tempo e nel modo in cui gli altri membri hanno risposto al conflitto.

Le famiglie disfunzionali sono semplicemente quelle che non dispongono delle risorse psicologiche necessarie per affrontare la coesistenza in un modo assertivo e favorevole allo sviluppo dei suoi membri. Ciò significa che, di fronte a una crisi, qualsiasi famiglia funzionale può diventare disfunzionale in quanto tutto dipenderà dal modo in cui la affronterà.

Le conseguenze

Crescere o vivere in una famiglia disfunzionale può lasciare delle ferite per tutta la vita. Infatti, aumenta il rischio di soffrire di disturbi psicologici come depressione, ansia e dipendenza. Nei bambini aumenta la vulnerabilità a sviluppare disturbi psicologici o disturbi comportamentali.

Nel caso dei bambini, di solito assumono uno di questi ruoli:

  1. Il ribelle: non solo si ribellano contro l’autorità dei genitori, ma hanno problemi con tutti coloro che hanno un qualche potere, dagli insegnanti alla polizia. Questi bambini finiscono spesso per essere etichettati come “problematici” e sviluppano problemi comportamentali.
  2. Il capro espiatorio: questo è un bambino che è stato accusato della maggior parte dei problemi familiari, così ha sviluppato un profondo senso di colpa che lo può trasformare nel sacco da boxe degli altri da adulto.
  3. Il tutore: questo bambino assume solitamente il ruolo dei genitori, quindi cresce troppo velocemente e perde molto della sua infanzia, perché ha dovuto risolvere da solo i problemi familiari o ha fatto da mediatore nei conflitti degli adulti.
  4. Il perso: è un bambino discreto, tranquillo e timido i cui bisogni furono ignorati, così ha imparato a nasconderli e a reprimere le proprie emozioni. Di solito diventa un adulto che crede di non essere degno di essere amato poiché non ha una buona autostima.
  5. Il manipolatore: è un bambino opportunista che sfrutta gli errori e le debolezze degli altri membri della famiglia per ottenere ciò che vuole.

Cosa fare

Se vivi in una famiglia disfunzionale il mio consiglio è quello di rivolgerti a uno psicoterapeuta a indirizzo sistemico relazionale. Secondo la psicoterapia sistemico relazionale il comportamento di ogni individuo può essere spiegato analizzando l’ambiente in cui vive (ovvero il sistema) e le reti di relazioni significative di cui egli è parte. Per queste ragioni la famiglia, intesa come sistema transazionale, è soggetta a continui cambiamenti. Pertanto, un’eventuale difficoltà nel relazionarsi non è interpretata come caratteristica insita nell’individuo, ma come l’esito di ben precise esperienze relazionali.

Il fine della terapia è quindi quello di trovare modalità relazionali diverse, così come sono diversi i vari sistemi di appartenenza.

L’approccio sistemico ha totalmente modificato il modo di considerare le categorie cliniche quali il sintomo, la diagnosi e il trattamento, e le ha ridefinite in termini relazionali. Pertanto gli eventi problematici di un singolo individuo influenzano l’intera famiglia come unità funzionale, con effetti che si estendono a tutti i membri e alle loro relazioni. Il sintomo non viene più considerato come l’espressione di problematiche individuali ma indica una disfunzione dell’intero sistema familiare.

Nella terapia sistemica si possono prevedere incontri dapprima individuali, perché il paziente porta con sé tutte le relazioni significative che animano la propria vita nel presente, nel passato, e che possono compromettere l’ipotetico futuro. Si porrà attenzione alla dimensione relazionale ed interattiva del cliente, non tralasciando pensieri, emozioni, storie e vissuti legati alla dimensione individuale.

In alcuni casi tale tipo d’approccio si configura come prosecuzione di un percorso familiare o di coppia, dove si cerca di affrontare “nodi privati” che altrimenti il paziente affronterebbe individualmente.

L’intervento terapeutico è basato sull’osservazione delle modalità di relazione tra il paziente e la sua famiglia, e si pone l’obiettivo di modificare, attraverso un processo di comunicazione tra terapeuta ed individuo/famiglia, i modelli disfunzionali presenti nel contesto entro il quale il disagio del paziente è emerso, stimolando le risorse familiari e rafforzando sia il funzionamento individuale sia quello familiare.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…