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17 Ottobre 2018
20:45

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba 2018: esperienza unica per i cinque sensi

Fino al 25 novembre, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, quest'anno alla sua 88esima edizione, celebra l'ottima annata dei tartufi. Un'esperienza sensoriale unica, per sentire il profumo e assaggiare le più eccellenti qualità di tartufo al mondo.

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Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba 2018: esperienza unica per i cinque sensi
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Pieno di bitorzoli, asimmetrico, dall'aspetto irregolare, insomma, in una parola: brutto. Nonostante l'aspetto non sia dei migliori, il tartufo è un alimento prelibatissimo, ottimo per insaporire e profumare un semplice piatto di fettuccine, utilizzato nelle cucine dei migliori chef e ricercatissimo quando l'annata, a causa delle condizioni meteorologiche, non è tra le migliori.

Per fortuna non è il caso dell'annata 2018 che, grazie alle nevicate invernali, alla quantità di acqua nella tarda primavera e ai numerosi temporali estivi, ha consentito al terreno di non inaridirsi. I tartufi, infatti, trattandosi di un genere di funghi, per crescere hanno bisogno di terreni freschi e umidi sia nella fase di germinazione sia in quella di maturazione, e se non si verificano le condizioni ideali, trovarne diventa un'impresa quasi epica.

I tartufi e la luna: conviene crederci

Il periodo della raccolta del tartufo va da fine estate fino all’inizio dell’inverno. E nel bel mezzo dell'autunno il tartufo torna protagonista, sui nostri piatti, e non solo. E' infatti in corso, fino al 25 novembre, la 88esima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, quest’anno incentrata sul tema “Tra terra e luna” a dimostrazione dell’importanza delle fasi lunari per la raccolta del tartufo.

Perchè di credenze popolari e tradizione vivono anche i trifolai. Si dice: “Primo quarto, luna crescente, fa crescere anche i tartufi” e  la ricerca di queste pepite nere (o bianche) viene programmata in base alla fase in cui si trova la luna. Poi, in verità, l’influenza della luna sul ciclo vegetativo dei tartufi non è mai stata verificata scientificamente ma, come diceva Cesare Pavese: “La luna, bisogna crederci per forza”.

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Non solo gusto, ma una vera e propria esperienza sensoriale

Oggi questa Fiera rappresenta il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Migliaia di esemplari arrivano ogni sabato e domenica, nei mesi di ottobre e novembre, nel centralissimo Cortile della Maddalena di Alba. E qui arrivano anche migliaia di turisti da oltre settanta Paesi esteri attratti da questa esercizio sensoriale, dove vista, gusto, olfatto e tatto sono impegnati in un’esperienza unica: visitare il Mercato, infatti, significa avere la possibilità di vedere, sentire il profumo e osservare le differenze tra migliaia di tartufi.

Sono tanti gli chef e i gourmet che hanno compreso il vero punto di forza del tartufo bianco: l’unicità di ogni pezzo. La qualità del prodotto è la prima caratteristica che viene garantita: una commissione di esperti del Centro Nazionale Studi Tartufo valuta i pezzi da esporre ad uno ad uno e, solo quelli che vengono giudicati discretamente maturi e in buono stato di conservazione, sono ammessi alla vendita. Ogni tartufo, che supera il controllo di qualità, viene poi venduto in un sacchetto numerato che consente la tracciabilità del venditore.

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Soddisfazioni per il palato

Sempre nel Cortile della Maddalena è possibile visitare la rassegna Alba Qualità che, come suggerisce il nome, mette in vetrina ogni anno, la più pregiata offerta enogastronomica piemontese. Migliaia di prodotti, dai vini alla pasta, passando per la Nocciola Piemonte IGP, sono messi in vendita al pubblico e proposti per le degustazioni. Ricordiamoci che siamo in Piemonte. All’interno del Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba non poteva mancare l’area degustazione dove assaporare i piatti tipici della tradizione che si associano meglio al Tartufo Bianco d’Alba in abbinamento ai grandi vini di Langhe, Roero e Monferrato.

Credits Foto: Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.