video suggerito
video suggerito
22 Febbraio 2019
11:00

Fiumi di plastica: quando i rifiuti scorrono al posto dell’acqua

Indonesia, Guatemala, India. Sono solo alcuni dei Paesi in cui sono state girate delle video-testimonianze della quantità di plastica che ogni giorno si riversa nei mari di tutto il mondo attraverso i fiumi.

2.144 condivisioni
Fiumi di plastica: quando i rifiuti scorrono al posto dell’acqua
Immagine

La plastica negli oceani è un problema che ormai conosciamo bene. Tutti ne parlano e (quasi) tutti se ne preoccupano, anche se pare che non si sia ancora arrivati a una soluzione definitiva. Il pericolo dei rifiuti in mare, però, è sotto gli occhi di tutti. Del resto, è piuttosto difficile ignorare le 8 milioni di tonnellate che ogni anno finiscono negli oceani, soffocando gli ecosistemi marini e uccidendo gli animali a rischio estinzione come cetacei e tartarughe.

Ma lo sai come ci arriva tutta quella plastica nel mare? Se ti stai immaginando un enorme camion che butta il suo carico giù da un molo o da una scogliera, ti sbagli di grosso. La maggior parte dei rifiuti, infatti, non vengono abbandonati direttamente nelle acque del mare. Praticamente il 90% di essi, infatti, ci arriva attraverso i fiumi. Lasciati nei corsi d’acqua, quindi, bottiglie, piatti, bicchieri e altri rifiuti plastici percorrono chilometri e chilometri fino a riversarsi in mare direttamente dalla foce. E durante la loro corsa, il loro numero aumenta a una velocità disarmante.

Ti sembra incredibile? Dai un’occhiata a questo video.

Queste immagini sono state girate il 5 febbraio 2019 a Manado City, in Indonesia. Nel letto di questo piccolo fiume non si vede neanche più l’acqua, tante sono le bottiglie di plastica che vi galleggiano. Alcuni abitanti del villaggio provano a raccogliere un po’ di immondizia, ma la quantità è letteralmente insormontabile. Non è un caso che situazioni di questo genere si verifichino proprio in Indonesia. Questo arcipelago, infatti, è il secondo maggior produttore di inquinamento da plastica al mondo, subito dopo la Cina. E lo dimostra, oltre a questo inquietante filmato, il fatto che a poche decine di chilometri di distanza dal luogo in cui sono state girate le immagini, appena qualche mese fa era stato trovato un capodoglio spiaggiato con sei chili di plastica nello stomaco.

Nel marzo del 2018, il sub britannico Rich Horner aveva pubblicato su YouTube un video in cui mostrava le condizioni del mare di Manta Point, una località turistica nei dintorni di Bali, sempre in Indonesia.

Una situazione drammatica, vera e propria testimonianza del pericolo che fiumi e oceani di tutto il mondo corrono ogni giorno. Ecco un video del 2017 girato in Guatemala.

E ancora Delhi, India, nel 2016.

Secondo i dati dell’Ocean Conservacy, il 60% dei rifiuti plastici che ogni anno arrivano negli oceani derivano da Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam e Thailandia. Luoghi del mondo in cui è necessario agire al più presto per evitare che vengano letteralmente sommersi dai rifiuti.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.