Genitori confusi e poco autorevoli che finiscono per crescere un bambino simmetrico

L’ultima generazione di genitori (non tutti per fortuna) sta creando molta confusione nei propri figli. Con la Dottoressa Samanta Travini, psicologa, abbiamo affrontato il tema del cosiddetto “bambino simmetrico”, che cresce senza riconoscere l’autorità dei genitori, diventando un bambino di difficile gestione.
Gaia Cortese • 15 Luglio 2021
In collaborazione con Dott.ssa Samanta Travini Psicologa

La ragione? Ce l'ha solo lui. Non accetta limitazioni di alcun tipo, ha un continuo atteggiamento di sfida, non riconosce l’autorità dei genitori e vuole imporsi di continuo. È così che si comporta un bambino simmetrico, così come lo definisce la psicologa argentina Claudia Messing, nel suo libro “Come si sentono e pensano i bambini oggi. Ricerca sulla simmetria del bambino con l’adulto. Risorse per l’educazione, l’educazione e la clinica dei bambini e dei giovani”.

Un bambino simmetrico diventa davvero difficile da gestire e i primi ad accorgersene sono i genitori.

Diventare genitori è una grande sfida. Possono esserci linee guida, libri e manuali, consigli più o meno validi per educare al meglio i propri figli, ma essere genitori è qualcosa che si impara sul campo. Nella coppia che diventa famiglia, si presenta poi un ulteriore problema: quello del legittimare l’altro come genitore e non più solo come compagno o compagna di vita. Senza un riconoscimento reciproco delle competenze genitoriali, l’educazione dei figli è il primo tassello della famiglia che rischia di non funzionare, con ripercussioni sull’intero nucleo facilmente immaginabili.

L’educazione dei figli è quindi fondamentale, e dovrebbe essere condivisa pienamente da entrambi i genitori. Cosa succede quando uno di questi (se non addirittura entrambi) perde il controllo sul proprio figlio? Nella maggior parte dei casi il figlio cresce senza un punto di riferimento valido, senza riconoscere l’autorità dei genitori e perdendo quindi nei loro confronti ogni forma di rispetto.

Quello con cui occorre fare i conti è un bambino simmetrico, conosciuto anche come bambino specchio, in quanto si pone in un rapporto alla pari del genitore. In una sorta di democrazia smisurata all’interno del nucleo famigliare, ecco che il bambino simmetrico tende a imitare in tutto per tutto l’adulto, identificandosi in ogni situazione, in un "effetto specchio" che alla lunga, porta il bambino a mettersi sullo stesso piano dell’adulto.

Da qui si arriva presto a un’identificazione totale: il bambino percepisce poca distanza dall’adulto e non crede neppure più che ci siano cose permesse agli adulti e proibite ai bambini. Tutto gli è dovuto. Il bambino arriva quindi a credere di poter fare tutto da solo, senza l’aiuto del genitore: crede di essere autosufficiente quando invece non lo è. Presto si scontra con la realtà dei fatti e il bambino stesso comprende di non potercela fare da solo. Questo stadio si identifica con una mancata identificazione di se stesso che genera confusione, insicurezza e inadeguatezza.

Come si interviene? Secondo la Dottoressa Messing, questa situazione si supera solo ricostruendo i ruoli familiari. Genitori e figli non sono uguali, e i primi devono saper esercitare la propria autorità.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito sull'argomento il parere della Dottoressa Samanta Travini, psicologa: "Viviamo in un mondo in cui i bambini si comportano sempre più come adulti e gli adulti come bambini. In questo concetto potremmo riassumere, semplificandolo, il fenomeno del bambino simmetrico. Si tratta di una teoria sviluppata dalla psicologa argentina Claudia Messing. Il fenomeno del bambino simmetrico – conosciuto anche con il nome di teoria del bambino specchio – si basa sui risultati clinici della Messing, la quale mette in risalto il fatto che i bambini sono sempre più difficili da tenere ‘a bada', molto più problematici di un tempo e dispongono di meno risorse psicologiche per completare il proprio processo di individuazione. Inoltre, ripetono gli stessi schemi disfunzionali dei genitori.

Secondo questa psicologa, il fenomeno del bambino simmetrico fonda le sue radici nei nuovi modelli educativi. In essi, non c’è un esercizio coerente dell'autorità né una nitida definizione dei ruoli materno, paterno e del figlio. Si è imposta una sorta di democrazia smisurata, che disegna le gerarchie familiari e in cui tutti finiscono con il percepire gli altri come pari, quando non lo sono.

La caratteristica principale del bambino simmetrico riguarda il suo carattere molto difficile da gestire. Crede di avere sempre ragione, di sapere perfettamente cosa vuole e detesta chiunque gli ponga dei limiti. Dà poco credito agli adulti, dunque non ritiene che possano essergli di aiuto. Non vede in loro qualcuno con più conoscenza o più esperienza, né altro. Per questo, li tratta semplicemente come suoi pari.

Per questi bambini è anche difficile fare amicizia con i coetanei. Instaurano rapporti conflittuali e basati sulla competizione. Non sono molto empatici, dunque accettano solo il loro punto di vista. Inoltre, il bambino simmetrico presenta grandi difficoltà nel distaccarsi dai propri genitori una volta raggiunta l'età adulta. Non è troppo attaccato a loro, bensì non sa avviare un progetto di vita in autonomia. La sua capacità di adattamento è bassa e per questo preferisce rimanere nella propria ‘zona di comfort'.

La psicologa Claudia Messing segnala che il fenomeno del bambino-adulto abbraccia quattro dimensioni. La prima è l’imitazione massiva o copia dell’adulto; la seconda è la parità con l’adulto; la terza è l’illusione di completezza; la quarta è la mancanza di individuazione. Secondo la dottoressa, questa situazione può essere superata solo ricostruendo i ruoli familiari. Genitori e figli non sono uguali e i sono i primi che esercitano l’autorità. Tale autorità non è autoritarismo, bensì convalida della loro condizione di guida e di dispensatori di linee guide comportamentali. Il bambino dipende economicamente, emotivamente e socialmente dai suoi genitori. Questo conferisce loro l’autorità per dirigere la struttura familiare. E non è negoziabile".