Gli effetti delle emozioni sulla postura: quando il mal di schiena può avere una causa psicologica

Il tuo corpo non dimentica e reagisce con una modifica della postura a ogni tipo di sollecitazione, che sia positiva o negativa. Tra queste, ci sono anche le emozioni. I cambiamenti possono avvenire nella posizione della schiena, nel tono della voce, nei muscoli del viso e persino nella respirazione. La tua mente e il tuo corpo non sono separati come potresti pensare.
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
5 Febbraio 2021 * ultima modifica il 05/02/2021

Con il termine postura si fa riferimento alla posizione del corpo umano nello spazio e alla relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. La postura può essere: in stazione eretta (monopodalica o bipodalica), da seduto, in decubito (prono, supino, laterale). La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa nell’ambiente in cui vive, determinato anche da stress, traumi fisici ed emotivi, posture scorrette ripetute e mantenute nel tempo (ad esempio per lavoro), respirazione scorretta, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc.

Come sappiamo, gli esseri umani non comunicano solo verbalmente, e all’interno degli indici di comunicazione non verbale, oltre alla gestualità, alla mimica facciale e alla prossemica, troviamo anche la postura.

Così come gli individui sono in grado di decodificare segnali comunicativi non verbali di altro genere, interpretando ad esempio le sopracciglia all’insù e gli angoli della bocca verso il basso come un segnale di tristezza, allo stesso modo sono in grado di associare determinate posture a determinati stati d’animo. Ad esempio: una persona con le spalle molto ricurve, quasi chiusa in se stessa, trasmetterà a chi lo guarda una sensazione di insicurezza o paura; mentre chi assume una postura eretta, con la schiena e spalle dritte e in asse, facilmente trasmetterà la sensazione di essere una persona sicura di sé.

L'approccio embodied cognition

L’approccio dell’embodied cognition afferma che mente e corpo non sono separati e distinti, come erroneamente pensava Cartesio (Damasio, 1995), ma che il nostro corpo, e il cervello come parte del corpo, concorra a determinare i nostri processi mentali e cognitivi (Borghi, 2013). Per l’emobodied cognition, il rapporto tra mente e corpo è bidirezionale: la nostra mente influenza il modo in cui il corpo reagisce e, allo stesso tempo, la “forma” del nostro corpo (anche la postura che assumiamo) attiva la nostra mente.

Studi recenti hanno mostrato che uno stato emotivo è in grado di influenzare la postura del nostro corpo e viceversa ma anche che, modificando la postura, si ha un miglioramento dell’umore e del proprio livello di energia. Tutti gli sforzi, sia fisici che mentali, a cui abbiamo sottoposto il nostro corpo nel corso della vita, si manifestano attraverso la postura. Il corpo non dimentica e reagisce con un diverso atteggiamento posturale ad ogni sollecitazione o dolore.

Le situazioni che viviamo nella vita di tutti i giorni, suscitano in noi diversi tipi di emozione: rabbia, gioia, paura, disgusto, sorpresa e molto altro. Le emozioni generano una serie di cambiamenti che avvengono a livello corporeo esterno come nella mimica del nostro viso, nei toni della voce e della gestualità corporea. A seconda dell’emozione che si prova, la nostra postura cambia, perché ogni emozione è associata a particolari segnali del corpo.

Se osserviamo le nostre spalle quando siamo tristi ci rendiamo conto che esse tendono a chiudersi, il torace è incassato e la schiena si incurva. Questa postura influenzerà anche la nostra respirazione che si farà meno regolare e meno ampia, limitando così l’apporto di ossigeno nel nostro organismo privandoci di energia. Assumendo questo tipo di postura, il nostro corpo invia al cervello un segnale ben preciso: sono triste.

Questo pensiero non farà altro che alimentare le sensazioni negative legate a questo stato d’animo, portandoci a mantenere nel tempo un atteggiamento posturale scorretto di chiusura che non farà altro che spegnere a lungo andare le nostre energie.

Quando, al contrario, siamo entusiasti e felici la nostra postura è sicuramente più sicura ed aperta. L’assunzione di una posizione eretta manderà un messaggio positivo al nostro cervello che gioverà, non solo al nostro umore, ma anche al nostro livello di energia. Ciò avviene perché una postura più eretta ed aperta consente alla nostra respirazione di essere più regolare, e al nostro organismo di usufruire del giusto apporto di ossigeno.

E ancora, proviamo a pensare come, dopo una situazione particolarmente stressante, ci possiamo ritrovare con i muscoli del volto irrigiditi, i pugni chiusi oppure i glutei serrati. Questi sono esempi semplici che ci indicano come il corpo e la mente siano strettamente connessi tra loro.

La postura è quindi la posizione che assume il nostro corpo, attraverso la quale comunichiamo a noi stessi e agli altri il modo in cui affrontiamo il mondo e viviamo le emozioni.

Molti studi hanno dimostrato che riuscire a mantenere una posizione eretta durante situazioni difficili piuttosto che in contrazione (come per proteggerci), migliori notevolmente la gestione dell’impatto emotivo.

Migliorando le probabili asimmetrie del nostro corpo e la nostra capacità respiratoria, molti degli effetti negativi causati da una cattiva postura e dai vissuti emozionali che influiscono sulla nostra vita quotidiana, miglioreranno spontaneamente grazie anche a una migliore distribuzione energetica. Questo si ripercuote in maniera positiva sull’individuo quindi possiamo dire che, così come uno stato emotivo può influenzare il nostro corpo, questo a sua volta influenza le nostre emozioni ed i nostri pensieri. Sì evince che inserire piccoli accorgimenti posturali come abbassare le spalle quando si guida o si sta al computer e correggere la nostra postura, contribuisce al nostro benessere somatopsichico.

I significati emotivi del mal di schiena

Abbiamo già accennato come il mal di schiena possa dipendere dalle nostre emozioni negative e da una postura sbagliata. Secondo la psicosomatica, molti disturbi fisici dipendono da ragioni psicologiche perché corpo e mente sono indissolubilmente legati. In tale ottica il mal di schiena non è causato solo da posture scorrette e problemi muscolo-scheletrici, ma anche dalle emozioni. Sulla schiena riversiamo infatti tensioni, stress, preoccupazioni, e sulla colonna vertebrale scarichiamo il peso delle responsabilità quotidiane. Non a caso, la colonna è l’asse del nostro corpo e simbolicamente rappresenta il nostro sostegno. Ed è proprio lungo la colonna che le emozioni negative scendono provocando vari tipi di mal di schiena, di cui è possibile individuare le cause a seconda di dove il dolore si localizza e di come si sviluppa. Possiamo suddividere per maggiore comprensione la nostra schiena in 4 zone: cervicale, dorsale, lombare e zona sacrale e coccige. Il mal di schiena colpisce solitamente una di queste zone o più di una.

Ogni zona colpita ha una spiegazione fisica e una emotiva. Soffermiamoci sui significati emotivi che corrispondono ad ognuna di queste zone.

  • Zona cervicale: il dolore in zona cervicale che si estende alle spalle indica paura di non farcela, mostra la sensazione di sentire troppo peso rispetto a quello che si è in grado di sostenere e rispetto alle situazioni circostanti.
  • Zona dorsale: quando il dolore colpisce qui, ci indica che c’è una rabbia inespressa o una situazione che proprio fa arrabbiare ma non riusciamo a cambiare.
  • Zona lombare: i dolori a questa parte della schiena dipendono spesso dalla difficoltà a sopportare il peso della vita, a causa di lavori e relazioni insoddisfacenti, che non lasciano via di scampo.
  • Zona sacrale e coccige: questa è l’area simbolicamente associata alla soddisfazione dei bisogni primari che forniscono stabilità emotiva: dalla sessualità al cibo, dall’amore alla sicurezza di una casa. Se non adeguatamente soddisfatti subentrano dolori di varia entità, mentre i disturbi che colpiscono in particolare il coccige, possono celare un’eccessiva dipendenza dagli altri o dalle cose.
Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…