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3 Luglio 2021
13:30

Greenpeace guida la battaglia contro le bottiglie di plastica: “Sono una minaccia per l’ambiente”

Il quadro che emerge dal rapporto “L’insostenibile peso delle bottiglie di plastica” pubblicato recentemente dall'organizzazione ambientalista è impietoso: ogni anno in Italia vengono immesse al consumo circa 11 miliardi di bottiglie in Pet, di cui oltre il 60% (circa 7 miliardi), non viene avviato correttamente a riciclo. A pagarne le conseguenze è soprattutto il pianeta.

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Greenpeace guida la battaglia contro le bottiglie di plastica: “Sono una minaccia per l’ambiente”
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Da settimane qui su Ohga ci stiamo occupando della direttiva europea sulla plastica monouso, la famosa direttiva Sup, che entra in vigore proprio oggi. Una delle domande che ci siamo posti è la seguente: che cosa cambia per le bottiglie di plastica? Non molto, in realtà. Non verranno messe al bando, né saranno colpite da particolari restrizioni, ma l'Unione Europea ha voluto fissare per questa tipologia di imballaggio obiettivi più ambiziosi per quanto riguarda la raccolta e il riciclo. Eppure, sono tra i rifiuti marini più diffusi, come riconosce il testo della stessa direttiva.

A tornare su questo tema ci ha pensato anche Greenpeace che, oltre ad avere lanciato una raccolta firme per chiedere lo stop alle bottiglie di plastica, di recente ha anche pubblicato il rapporto "L’insostenibile peso delle bottiglie di plastica", in cui punta il dito contro le principali aziende produttrici, colpevoli di continuare a immettere sempre più bottiglie sul mercato.

I dati esposti dall'organizzazione ambientalista fanno riflettere. Ogni anno nel nostro Paese una marea di circa 11 miliardi di bottiglie per acque minerali e bevande realizzate in Pet invade bar, supermercati, case. Più del 60% di queste, ossia circa 7 miliardi, non viene adeguatamente riciclato e nel peggiore dei casi rischia di finire in mare, impiegando secoli per degradarsi e rilasciando una grande quantità di microplastiche. Capisci dunque la gravità del danno per gli ecosistemi.

"Assumendo una percentuale di scarto del processo di trasformazione delle bottiglie post-consumo in scaglie di Pet pari al 32% (pari al valore medio europeo del 2017 secondo le stime di Plastics Recyclers Europe), il riciclo effettivo – si legge nel dossier – risulta di poco inferiore al 40%. Quasi 280 mila delle 460 mia tonnellate di bottiglie in Pet immesse al consumo ogni anno non viene riciclata: l’equivalente di 7 miliardi di bottiglie da un litro e mezzo del peso di 40 grammi ciascuna viene incenerita nei termovalorizzatori e nei cementifici, smaltita in discarica o dispersa nell’ambiente".

Non dimentichiamoci che l'Italia è il terzo paese al mondo per consumo di acqua in bottiglia, dopo Messico e Thailandia. Se vogliamo quanto meno contenere il problema dell’inquinamento da plastica nei nostri mari, conclude Greenpeace, anche le multinazionali devono fare la loro parte, promuovendo soluzioni a basso impatto ambientale come l’impiego di contenitori lavabili e riutilizzabili. Il nemico numero uno si chiama usa e getta.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.