Guardare un film al cinema (purché sia d’autore), aiuta a sviluppare la cosiddetta “teoria della mente”

Uno studio recente condotto dal professore Emanuele Castano dell’Università di Trento ha dimostrato come guardare un film d’autore, immedesimandosi nella trama e nei personaggi, possa aiutare a sviluppare maggiormente la propria empatia.
Gaia Cortese 29 Settembre 2021

Vuoi allenare la tua empatia? PO per meglio dire la "teoria della mente"? Guardati un film al cinema, ma che sia un film d’autore. A sostenere questa tesi, ossia che guardare un film d'autore al cinema possa migliorare la capacità di comprendere gli stati mentali di chi abbiamo di fronte, è un recente studio  realizzato da Emanuele Castano del Dipartimento di psicologia e scienze cognitive dell’Università di Trento.

Lo studio è stato condotto su oltre 300 persone contattate online negli Stati Uniti, a cui è stato dato il "compito" di guardare i primi 20 minuti di alcuni film tipicamente "hollywoodiani" (per esempio "Pirati dei caraibi") o di alcuni film d’autore (come "Il pianista").

Dopo aver visto i film, i partecipanti sono stati sottoposti ad alcuni test: alcuni test misuravano variabili quale la modalità di percezione del personaggio principale, altri si basavano sulla Teoria della mente, come il Reading the Mind in the Eyes, che valuta l’accuratezza nell’inferenza degli stati mentali altrui basandosi esclusivamente sull’analisi della regione degli occhi di una persona, mentre un altro test ancora consiste nel giudicare l’operato di persone all’interno di una serie di scenari presentati ai partecipanti.

Lo studio ha permesso di dimostrare come guardare un film d'autore in cui, rispetto a un tradizionale film hollywoodiano, è più impegnativo analizzare trama e personaggi, possa migliorare la capacità di rappresentarsi gli stati mentali altrui.

“La ricerca, pubblicata sulla rivista Humanities and Social Sciences Communications, è giunta alla conclusione che guardare questo tipo di pellicola aiuti a comprendere meglio che cosa un’altra persona pensa, sente, spera, quali emozioni sta provando – ha specificato il professore Emanuele Castano -. Una capacità che ha giocato un ruolo chiave nella nostra storia evolutiva, rendendo possibile lo sviluppo di quelle peculiari caratteristiche di grande socialità che caratterizzano la nostra specie”.

“In questi ultimi lo spettatore non è invitato a vivere l’esperienza dei personaggi, ma piuttosto ad analizzarla, a cercarne il significato che non viene reso ovvio e immediatamente assimilabile alla propria esperienza – continua Castano -. Trattandosi di esseri umani, ovviamente l’immaginazione è innanzitutto tesa a comprendere le intenzioni, gli stati mentali, le emozioni dei personaggi, ed è questa la ragione per cui ho suggerito che tali film allenino la capacità dello spettatore di entrare negli stati mentali e nell’emotività delle altre persone. Una specifica capacità che in termini psicologici è chiamata teoria della mente".