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12 Maggio 2020
17:00

Il cambiamento climatico sta modificando le abitudini di alcuni uccelli migratori

Una ricerca condotta dall’Ispra su 225 mila esemplari di uccelli nell’arco di 30 anni mostra come l'aumento delle temperature in Europa stia portando alcune specie ad anticipare la migrazione primaverile dall'Africa. E non è una buona notizia.

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Il cambiamento climatico sta modificando le abitudini di alcuni uccelli migratori
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Il riscaldamento globale non significa solo uragani più devastanti, ghiacci che si sciolgono e deserti che avanzano. Significa anche sconvolgimento delle abitudini degli animali. In particolare, l'Ispra, ossia ‘Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha indagato il comportamento di sei specie di uccelli migratori a lungo raggio (Beccafico, Balia nera, Codirosso comune, Usignolo, Cannaiola e Torcicollo) e ha pubblicato recentemente uno studio sulla base dei dati raccolti in 30 anni di monitoraggio. Nel corso di un trentennio sono stati infatti posti a 225 mila esemplari di specie migratrici degli anelli che hanno permesso di tracciare le rotte degli uccelli e di analizzare la variazione annuale della data di migrazione.

I risultati dimostrano che il cambiamento climatico sta modificando i tempi della migrazione primaverile di alcuni uccelli di ritorno dall'Africa. Con le primavere sempre più anticipate le specie migratrici tornano prima in Europa. Nel dettaglio, la Balia ed il Codirosso comune hanno anticipato di un giorno ogni 3-4 anni la data di migrazione primaverile. Meno veloce è la risposta del Torcicollo e della Cannaiola al mutamento climatico; l'Usignolo e il Beccafico non mostrano invece variazioni significative.

Questi dati dovrebbero farti riflettere. Alterare un elemento all'interno di un'ecosistema vuol dire creare degli squilibri, le cui conseguenze ricadono anche sull'uomo. Gli uccelli per esempio sono i principali mangiatori di locuste. Anticipare il rientro in Europa verso la fine dell'inverno significa spianare la strada a una maggiore proliferazione delle locuste; gli effetti li stiamo vedendo in questi mesi soprattutto nell'Africa orientale. La natura è un sistema straordinario dove tutto è collegato. Il cambiamento climatico è un fattore che rischia sempre più di turbare questo equilibrio.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.