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3 Gennaio 2020
14:30

Il Capodanno inquina: nella notte di San Silvestro in Campania registrati livelli record di polveri sottili

Nel corso dei festeggiamenti avvenuti ovunque nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio per salutare l’arrivo del nuovo anno, l’Arpac Campania ha registrato un aumento spropositato dei livelli di polveri sottili e sostanze nocive per l’aria dovute alle cattive abitudini assunte durante i festeggiamenti.

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Il Capodanno inquina: nella notte di San Silvestro in Campania registrati livelli record di polveri sottili
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Quello che fai a capodanno lo fai per tutto l’anno. Nel caso dell’inquinamento, speriamo proprio di no. La notte di capodanno, infatti, dovrebbe essere una festa per tutti. Cenone, brindisi con gli amici e la famiglia, feste in piazza e momenti di serenità sono tutti elementi in grado di rendere le ore che ci introducono al nuovo anno piacevoli e cariche di buoni propositi. Tuttavia, tra fiumi di spumante, tappi che volano e fuochi d’artificio un importante dettaglio viene spesso e volentieri tralasciato. Si tratta dell’inquinamento.

Eh già, è difficile fare caso all’impatto ambientale di un evento che si festeggia ogni 364 giorni e in cui l’unica priorità è divertirsi e stilare la lista dei buoni propositi che verranno puntualmente disattesi. Tuttavia, purtroppo, i dati non mentono ed è una nostra responsabilità sociale prenderne atto senza voltarci dall’altra parte. Per una festa che non danneggi niente e nessuno.

L’allarme riguardante l’impatto della notte di San Silvestro sulla qualità dell’aria è arrivato da Arpac Campania, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che ha diffuso i dati raccolti dalle centraline nella prima giornata del nuovo anno.

Solo a Napoli, le sette centraline di rilevamento della qualità dell’aria gestite da Arpac hanno infatti segnalato uno sforamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili, in un caso addirittura di quattro volte. In altre zone della regione, come la cittadina di San Vitaliano, lo sforamento ha raggiunto un livello di otto volte superiore al limite oltre il quale si rischiano danni alla salute. Questa situazione è riconducibile al fatto che i botti e gli incendi fumari che si sono protratti per tutta la notte hanno rilasciato nell’aria sostanze nocive che potrebbero mettere in pericolo la salute dei cittadini e che, per essere evitate, avrebbero bisogno soltanto di un po’ di consapevolezza in più da parte di tutti.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.