Il complesso di Edipo: come si manifesta e quali conseguenze potrebbe avere se non si risolve

Il complesso di Edipo ha origine dalla famosa leggenda e si riferisce a un periodo della vita del bambino, durante il quale entra in competizione con il padre a causa di una proiezione amorosa nei confronti della madre. Non c’è nulla di cui preoccuparsi e di solito si risolve da solo. Ma come lo puoi riconoscere?
Dott.ssa Samanta Travini Psicologa Psicoterapeuta
26 Febbraio 2021 * ultima modifica il 26/02/2021

Per complesso di Edipo s'intende la competizione che un figlio inconsciamente nutre per il padre, dovuta alla proiezione amorosa nei confronti del genitore di sesso opposto (madre). Questo fenomeno è connesso all'identità sessuale e rappresenta una fase normale nello sviluppo emotivo di un bambino.

Cos'è

Generalmente, la risoluzione del complesso di Edipo è spontanea e prevede l'identificazione progressiva con il genitore del proprio sesso. In molti casi, infatti, il fenomeno ha come conseguenza violenti conflitti emotivi e sensi di colpa, da cui risulta la scoperta delle differenze che permettono al bambino di comprendere quale ruolo deve occupare nella relazione tra i due sessi.

Nello sviluppo evolutivo, pertanto, questa tappa è importante per la futura strutturazione della personalità.

Oggi, quest'espressione è impiegata per entrambi i sessi, nonostante per le bambine sia più appropriato parlare di complesso di Elettra.

Le origini

L'espressione "complesso edipico" ha origine dalla tematica suggerita dalla leggenda di Edipo, eroe della mitologia greca ed ignaro delle proprie origini, destinato dal Fato a uccidere inconsapevolmente il padre Laio, da cui era stato abbandonato alla nascita. Dopo varie peripezie, Edipo sposa la madre Giocasta, senza conoscere la vera identità della donna, avviando così un rapporto incestuoso.

Il complesso di Elettra

Per quanto riguarda le bambine, invece, il "complesso di Elettra" prende ispirazione dal nome dell'eroina greca che uccise la madre, Clitemnestra, per vendicare suo padre Agamennone.

Come si manifesta

Verso i tre anni, o i due anni e mezzo, il bambino diventa possessivo nei confronti della madre, chiede più coccole e tenerezze. Può anche cercare di intromettersi nell'intimità sessuale dei genitori entrando, per esempio, in camera loro senza bussare. Per quanto concerne le bambine, questa fase corrisponde al momento in cui cercano di conquistare il papà e di attirare continuamente la sua attenzione, mentre la madre diventa, al tempo stesso, una rivale ed un modello. Freud la chiama fase fallica, poiché il bambino, in piena fase di scoperta del proprio corpo, capisce che il pene è un elemento importante nell'intimità dei suoi genitori, dalla quale lui però è escluso.

Non riuscendo in queste incoscienti manovre di seduzione, spesso il bambino, tra i tre e i cinque anni, soffocherà la propria contrarietà, che finirà per esprimersi attraverso attacchi di collera e incubi. Freud definisce questa fase complesso di castrazione, poiché di fronte al proprio desiderio, il bambino pensa che la punizione inflitta dal padre sia giusta.

Generalmente, tra i 5 e i 7 anni, si passa attraverso una fase chiamata da Freud risolutiva, durante la quale il bambino rinuncerà a prendere il posto del genitore del suo stesso sesso, respingendo nel proprio inconscio le sue emozioni e le sue passioni.

Verso i cinque o i sei anni infatti, inizia l’età in cui le bambine vogliono imitare la mamma e in cui i bambini sono felici di adottare comportamenti simili a quelli del papà e di condividere delle attività con lui. Questi comportamenti sanciscono concretamente il superamento del complesso edipico e l'ingresso in una nuova fase che accompagnerà la crescita del bambino e il suo corretto approccio psicologico nei confronti della figura paterna e materna.

Le conseguenze sull'adulto irrisolto

Secondo Freud, nella crescita di un bambino, un complesso di Edipo irrisolto sarebbe all'origine della maggior parte dei disordini psichici. Spesso infatti, nell'età adulta, la ricerca difficoltosa di un partner, e una conseguente relazione problematica, nasce proprio da un rapporto non risolto con il genitore del sesso opposto. In questo caso si parla appunto di complesso di Edipo non superato. Idealizzazione, rabbia repressa, incapacità di comunicare e tensioni nascoste accumulate nel tempo possono determinare una difficoltà di approccio con il sesso opposto che nasce da un rapporto tutt'altro che risolto con la madre o, nel caso del complesso di Elettra, con il padre.

Tuttavia, questo complesso sembra poter esistere solo in una famiglia nucleare (padre, madre e bambini che vivono sotto lo stesso tetto): l’emergere di nuove forme di famiglia (monoparentali, omoparentali) conduce la psicanalisi moderna a considerare altri casi, in cui la figura paterna o materna è assente, o divisa tra due uomini o due donne. Casi come questi mostrano l'urgenza di rivedere lo schema psicoanalitico del complesso di Edipo, che la critica scientifica sta mettendo in discussione ormai da molti anni, anche per quanto riguarda le famiglie di tipo classico, con padre, madre e bambino.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione altro…