video suggerito
video suggerito
12 Aprile 2021
12:30

Il destino di tre ciabatte di plastica raccontato da un gruppo di studentesse universitarie

Combattere l'inquinamento causato dalle plastiche attraverso l'arte e la cultura. Lorenza, che studia design all'Università IUAV di Venezia, ci racconta come, insieme alle compagne Marcella e Aleana, ha reso protagoniste tre ciabatte di plastica accendendo l'attenzione sulle diverse tipologie di rifiuti e l'impegno che tutti noi dovremmo avere per l'ambiente.

21 condivisioni
Il destino di tre ciabatte di plastica raccontato da un gruppo di studentesse universitarie
Immagine

Siamo allo Iuav, all'ex Istituto Universitario delle Arti di Venezia. Si svolge qui la storia di tre studentesse: Marcella Guarino, campana, Lorenza Palattella, pugliese, e Aleana Percivalle, sarda. “Milla, Marina e Mariella. Il diverso destino di tre ciabatte di plastica” è il progetto che il trio ha realizzato a conclusione del Laboratorio di Comunicazione 1, tenuto dai docenti Luciano Perondi e Lorenzo Toso, e del Corso di Filosofia della professoressa Simona Morini. A guidarci nella spiegazione avremo Lorenza e, a un certo punto, anche Marcella e Aleana, tra sogni e motivazioni.

Cosa ha fatto sì che nascesse il vostro team?

Lorenza: Il gruppo è nato casualmente. Io e Aleana siamo amiche e colleghe da sei anni, ci siamo conosciute a Roma durante la triennale e di lì abbiamo continuato il nostro viaggio insieme. Con Marcella c’è stato subito feeling, ci siamo incontrate uno dei primi giorni di lezione e siamo diventate molto amiche. Prima della realizzazione di "Milla, Marina e Mariella" avevamo collaborato per un altro progetto universitario e così abbiamo deciso di continuare a sperimentare.

Immagine

Com'è nata la tua passione per il design?

Lorenza: Sono nata in un ambiente in cui l’arte era il pane quotidiano. Mio padre è architetto, mia mamma ha frequentato l’Accademia ed ha offerto a me e a i miei fratelli stimoli ed opportunità sviluppare fantasia e creatività. Da piccoli giocavamo con la pasta di sale, decoravamo barattoli, uova sode, seguivamo “Art Attack” e il giorno dopo riproducevamo quello che creavano nel programma. Crescendo mi sono sempre più interessata alla professione dei miei genitori.

Marcella: Fin da bambina la mia curiosità di guardare le cose da diversi punti di vista mi ha spinta ad avvicinarmi al disegno e alle tecniche di illustrazione. Da più grande, con l'interesse nei confronti del linguaggio, mi sono appassionata agli studi sulla percezione visiva, sulla tipografia e su tutto ciò che riguarda il progetto grafico.

Aleana: Non so dire in che modo o quando sia nata ma fin da piccola avevo una grande immaginazione e mi sarebbe piaciuto che questo potesse coincidere in qualche modo con il mio lavoro. Più avanti ho scoperto il mondo della comunicazione ed è stato amore a prima vista.

Nel vostro progetto parlate di ambiente.

Lorenza: Siamo molto felici di aver avuto l’opportunità di affrontare quest'argomento. A nostro avviso, rivolgere l’attenzione al destino del pianeta e alla sostenibilità  dovrebbe diventare parte di ciascuno di noi nonchè un dovere nei confronti  delle generazioni future. Dovevamo rappresentare i dati sull'inquinamento da plastiche in tutto il pianeta, al fine di diffondere una conoscenza più dettagliata delle varie tipologie di rifiuti generati e dei danni che ne derivano.

Immagine

Come si è sviluppato il racconto?

Lorenza: La fase di analisi ci ha molto stimolato e, al contempo, spaventato. Via via che acquisivamo consapevolezza del fenomeno, abbiamo maturato l’idea di una narrazione semplice ed emotiva che coinvolgesse il lettore, mantenendo  una valenza educativa, mostrando, al tempo stesso, delle vie di uscita e delle buone pratiche da adottare. Così è nata l’idea di rendere protagoniste della nostra storia, Milla, Marina e Mariella, tre ciabatte di plastica con tre differenti destini e tre modi di impattare nella loro condizione, indesiderata, di “scarto”.

A chi vorreste rivolgervi con questo lavoro?

Lorenza: Crediamo che, al giorno d’oggi, il tema scottante relativo alla plastica dovrebbe riguardare ogni essere umano, perchè la situazione è davvero critica. Ognuno di noi, nel suo piccolo, dovrebbe responsabilmente offrire il suo contributo per preservare l’ambiente in cui viviamo e renderlo migliore, cambiando le proprie abitudini, informandosi e maturando una maggiore consapevolezza. Per queste ragioni, il nostro libro vuole essere uno strumento rivolto a tutti, per descrivere, attraverso modalità non convenzionali, l’inquinamento e le sue conseguenze. Pensiamo che stimolare la fantasia sia un mezzo di sensibilizzazione molto efficace, generando empatia e coinvolgimento.

Immagine

Cosa hai imparato dalle tue compagne di viaggio?

Il nostro percorso insieme, sia a livello formativo che umano, offre continuamente a ciascuna di noi opportunità di apprendimento e di crescita. Siamo tre persone con caratteri ed interessi molto diversi ma pensiamo che proprio la voglia di capire il punto di vista dell’altro e l'impegno nel ricomporre e valorizzare queste diversità sia una quotidiana fonte di arricchimento reciproco.

Credits: Le immagini all'interno dell'articolo sono state fornite dalle studentesse coinvolte nel progetto.

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.