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17 Gennaio 2019
15:00

Il Polo Sud si sta sciogliendo 6 volte più velocemente rispetto a 40 anni fa

Lo afferma uno studio pubblicato di recente dalla National Academy of Science. Se lo scioglimento dei ghiacci proseguisse con questo ritmo, in futuro diverse parti del Pianeta potrebbero venire sommerse.

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Il Polo Sud si sta sciogliendo 6 volte più velocemente rispetto a 40 anni fa
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Non è altro che l’ennesima manifestazione dei danni provocati dal riscaldamento globale nel mondo. Secondo uno studio condotto dall’Accademia americana delle Scienze e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, dal 1979 fino al 2017 il ghiaccio sciolto al Polo Sud è aumentato di 6 volte, e di conseguenza il livello del mare si è innalzato di 1,4 cm. Ti sembra poco? Non direi, visto che per alzare il livello del mare di un solo centimetro servono circa 360 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Fai tu il conto, anzi, ti do una mano io. Pensa che se tutto il ghiaccio dell’Antartide si sciogliesse, il livello complessivo dei mari salirebbe di 57 metri sommergendo gran parte della terraferma e, di conseguenza, della popolazione mondiale.

Ma cosa afferma questo nuovo studio? In pratica, tra il 1979 e il 1990 l’Antartide ha perso circa 40 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno (considera che il ghiaccio responsabile dell’innalzamento del livello del mare è solo quello che non sta già galleggiando, perché quest’ultimo si trova già in acqua), mentre dal 2009 al 2017 la massa sciolta è praticamente quadruplicata, arrivando a oltre 250 miliardi di tonnellate. Dal 2017 a oggi, poi, la velocità di scioglimento è aumentata pericolosamente, lasciando presagire scenari a dir poco apocalittici per il futuro, nel caso il trend del riscaldamento globale non venisse arrestato o, perlomeno, rallentato in modo considerevole.

Cosa che diversi Paesi stanno già cercando di fare, come l’Unione europea che si è posta l’obiettivo emissioni zero entro il 2050, e come lei tante altre realtà istituzionali mondiali, in particolare dopo il drammatico scenario presentato anche a Cop24 dall’Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change, che ha ricordato la necessità di mantenere l’innalzamento della temperatura globale entro 1,5 o massimo 2 gradi. Ce la faremo? Potremmo, se solo alcuni Paesi leader nella produzione di energia tramite combustibili fossili riconoscessero il rischio ambientale derivato dalla mancata considerazione delle rinnovabili come unico modo per arginare le emissioni.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.