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17 Ottobre 2019
15:00

In Bolivia sono nati 4 nuovi esemplari di Ara blu: una grande speranza per questa specie in via d’estinzione

Tra le ceneri della foresta amazzonica devastata dagli incendi di quest’estate sono nati quattro pulcini di Ara blu, mentre almeno dieci uova sono prossime alla schiusa. Un vero segnale di speranza per questa specie in via di estinzione.

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In Bolivia sono nati 4 nuovi esemplari di Ara blu: una grande speranza per questa specie in via d’estinzione
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Gli incendi che quest’estate hanno colpito la foresta amazzonica hanno lasciato dietro di sé soltanto un forte senso di morte e distruzione. Per settimane le fiamme avevano avvolto il polmone verde del mondo, trascinando via con sé vita, ossigeno e biodiversità e uccidendo oltre 2 milioni di animali selvatici. Eppure una piccola, minima speranza è riuscita a nascere dalle ceneri del fuoco che ha distrutto questo verde e fertile luogo del mondo. Ed è blu, di un blu acceso come quello del mare.

Recentemente, infatti, alcuni monitoraggi effettuati da Loros Bolivia Conservation Foundation (CLB) e dall’organismo di protezione dell’Area di gestione naturale integrata di San Matías (ANMI) hanno riscontrato la nascita di ben quattro pulcini di Ara blu, nome scientifico Anodorhynchus hyacinthinus, una specie di pappagallo in via di estinzione caratterizzato dal colore blu acceso del piumaggio.

La notizia è risultata sconvolgente soprattutto perché si tratta di una specie che conta al momento circa 4300 esemplari in tutto il mondo di cui solo 300 in Bolivia, di conseguenza la nascita di ben quattro pulcini è un fenomeno notevole per la comunità scientifica. E non solo. Secondo i monitoraggi effettuati, ci sarebbero anche dieci nidi contenenti altrettante uova prossime alla schiusa. Una speranza che potrebbe simboleggiare l’avvio della rinascita di un luogo fortemente provato che tutti ricordiamo avvolto da fiamme impietose.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.