Influenza 2019-2020, ultime notizie: terminata la stagione influenzale, 7 milioni di italiani colpiti

A partire da settembre 2019 sono stati più di 7 milioni gli italiani costretti a letto dall’influenza, uno in più rispetto allo scorso anno. Ora però abbiamo superato la 17esima settimana del 2020 e la stagione è ufficialmente conclusa.
Giulia Dallagiovanna 13 maggio 2020
* ultima modifica il 13/05/2020

La stagione influenzale è ufficialmente terminata e probabilmente, non ci stavi nemmeno più pensando dal momento che ora tutti gli occhi sono puntati sul Covid-19. Quella che è appena passata, però, è stata la 17esima settimana del 2020 e il bollettino Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità, ha effettuato la sua ultima rilevazione.

Naturalmente a partire dalla fine di febbraio i casi sono andati via via diminuendo, ma sommati a tutti i precedenti a partire da dicembre, sono stati superati i 7 milioni. Uno in più rispetto allo scorso anno. Ti ricordo però che negli ultimi mesi sono state soprattutto le forme parainfluenzali a circolare, complice anche gli anomali e frequenti sbalzi di temperatura.

Il picco epidemico è passato

18 febbraio 2020

L'ultimo rapporto Influnet, a cura del Ministero della Salute, conferma che il picco dell'influenza è passato. In tutto, sono stati più di 5 milioni gli italiani contagiati dal virus durante la stagione invernale 2019-2020.

Piano piano l'influenza sta riducendo la sua aggressività. Secondo il rapporto Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità, sono stati oltre 5 milioni gli italiani contagiati da uno dei quattro ceppi virali in circolazione. In alcuni casi, come ti abbiamo spiegato negli aggiornamenti precedenti, sono insorte complicanze anche gravi, ma finalmente arriva una buona notizia: il picco epidemico è passato.

Come ti avevamo anticipato, la fase più acuta dell'influenza di stagione è stata toccata durante la seconda metà di gennaio e ora il numero dei contagi andrà diminuendo. Questo non significa che tu possa già abbassare la guardia e dimenticarti le buone norme per la prevenzione, come lavarti spesso le mani o arieggiare di frequente le stanze di casa e del luogo di lavoro. Manca ancora qualche settimana prima di poter rimandare il pensiero al prossimo inverno.

Vuoi saperne di più? Ecco tutto ciò che devi sapere sull'influenza e sul vaccino.

Un ragazzo di 25 anni è in Rianimazione per le complicanze

12 febbraio 2020

Si era ammalato due settimane fa, poi sono subentrate febbre alta, insufficienza cardiaca e respiratoria che ne hanno reso necessario il ricovero all'Ospedale San Matteo di Pavia. In Colorado, invece, un bambino di 4 anni è morto perché la mamma no-vax non gli ha somministrato il farmaco prescritto dai pedriatri.

Purtroppo non arrivano belle notizie dal fronte dell'influenza di stagione, che ti starai un po' dimenticando a causa del susseguirsi di notizie sul nuovo Coronavirus, che da ieri è stato ufficialmente battezzato Covid-2019. Un 25enne della provincia di Pavia si trova ora in rianimazione, mentre in Colorado un bambino di 4 anni è morto perché la madre no-vax aveva deciso di curarlo solo con rimedi naturali.

Per il ragazzo italiano, residente nel comune di Mortara, tutto è cominciato due settimane fa, con i primi sintomi. Febbre, tosse, nulla di preoccupante. O almeno così sembrava. La temperatura ha iniziato ben presto a salire, toccando per diverse volte i 40 gradi. Il suo medico di base lo ha subito indirizzato verso il pronto soccorso, dove è rimasto per qualche ora in osservazione. Fino a quando non sono subentrate le complicanze più gravi: insufficienza cardiaca e respiratoria. Al momento è ricoverato all'Ospedale San Matteo di Pavia, in Rianimazione. Senza l'ECMO, una macchina che fornisce ossigeno al corpo dall'esterno, non potrebbe sopravvivere.

Diversa invece è la davvero tragica vicenda accaduta in Colorado. Un bambino di 4 anni è morto perché non ha ricevuto le cure adeguate contro l'influenza, ovvero l'antivirale consigliato dall'ospedale alla madre. Perché? Perché la donna si è rivolta al gruppo Facebook "Stop Mandatory Vaccination!!!!" (Stop alle vaccinazioni obbligatorie), chiedendo se secondo gli altri iscritti fosse opportuno somministrare al figlio il farmaco prescritto dal pediatra. La ragione era che Najee non aveva ancora mostrato alcun sintomo. La terapia infatti era a scopo preventivo: due dei suoi tre fratelli erano già risultati positivi ai test e l'intento era quello di evitare la trasmissione a Najee, il quale appartiene alle cosiddette categorie a rischio, avendo appena compiuto i 4 anni.

Com'era prevedibile, dalla pagina social i commenti sono stati categorici: "Quello che ti danno in ospedale è solo veleno", si legge in uno degli screenshot raccolti dal sito di informazione Colorado Times Recorder. "Meglio integratori di vitamina D e C e zinco, e poi tanta frutta e verdura", aggiunge un altro. "Prova con fette di patate e di cetriolo sulla fronte", completa un terzo. L'intera discussione corredata da invettive contro "la tirannia dei medici" e "i pericoli di vaccini e farmaci".

Solo che poche sere dopo, la madre ha fatto il bagno a Najee e al fratello di 5 anni e li ha spediti in camera loro per infilarsi il pigiama e andare a dormire. Passa qualche minuto e il fratello chiama la mamma perché "Najee si è addormentato". Quando la donna entra nella stanza, trova il piccolo svenuto sul pavimento, pallidissimo. I soccorsi e il massaggio cardiaco non sono serviti: Najee era già morto. Sarebbe stato sufficiente un farmaco.

Arriva il picco, ci sono 78 casi gravi e 15 decessi

7 febbraio 2020

Mentre tutti gli occhi sono puntati sulla Cina e sull'epidemia si Coronavirus, rischierai di dimenticarti di quanto sta accadendo in Italia. L'influenza, spesso considerata una malattia banale, può provocare complicanze persino più gravi rispetto al 2019-nCoV. Dunque l'attenzione deve rimanere alta.

Mentre i tuoi occhi saranno puntati sul Coronavirus, che dall'inizio di gennaio ha provocato un'epidemia nella provincia di Hubei, in Cina, il picco influenzale sta facendo registrare 795mila contagi in una sola settimana. Secondo il rapporto Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità, sono più di 4 milioni gli italiani che hanno contratto il virus dall'inizio della stagione invernale.

Ma non sono questi i numeri ai quali dovresti far caso. Secondo FluNews, un bollettino epidemiologico sempre diffuso dall'Istituto superiore di sanità, i casi gravi registrati fino ad oggi sono stati 78 e, tra questi, si sono già verificati 15 decessi. Le regioni più colpite sono state l'Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto e la Puglia. A rischio soprattutto le persone che già soffrono di altre patologie come diabete, obesità, malattie respiratorie croniche, tumori e disturbi cardiovascolari.

Non che sia una novità, ma mentre sarai preoccupato per il nuovo virus che arriva dall'Oriente, è bene ricordarti anche di quelli che hai già in casa. E che troppo spesso tenderai a sottovalutare. Tra il 2018 e il 2019, ad esempio, i morti furono 250, solo in Italia. Certo, di norma si tratta di soggetti deboli, che appartengono alle cosiddette categorie a rischio e non hanno effettuato il vaccino. Il punto della questione, però, è che prestare attenzione a quello che succede in Cina è corretto, ma non deve distogliere l'attenzione dalle epidemie già in corso in luoghi ben più vicini a te.

In Puglia ricoverato un 12enne, non era vaccinato

20 gennaio 2020

Si chiama Jade e assieme alla sua famiglia vive in Iowa. La sera del 24 dicembre, la vigilia di Natale, è entrata in coma con la febbre altissima. I medici dell'ospedale pediatrico dove è stata ricoverata d'urgenza si sono subito accorti che l'influenza aveva colpito il cervello. Ora i genitori lanciano un appello: "Vaccinate i vostri figli!" In Italia intanto si registrano problemi informatici per le ricette elettroniche.

Come ti avevamo già anticipato, giunti ormai alla seconda metà di gennaio si può parlare di picco dell'epidemia di influenza. Lo conferma il bollettino Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità, che segnala "un brusco aumento del numero di casi di sindrome simil-influenzale soprattutto nei giovani adulti e negli anziani". Sono infatti oltre 2milioni gli italiani che sono stati contagiati a partire dall'inizio della stagione, ma solo nell'ultima settimana l'hanno contratta in 374mila persone.

Sono cominciati anche i ricoveri, spesso dovuti a complicanze. E se il più delle volte i virus influenzali risultano innocui se colpiscono persone adulte e in buona salute, capita anche che si rivelino più pericolose di quello che sembra. A Otranto, in Puglia, un ragazzino di 12 anni versa ora in condizioni gravi. Non si conoscono ancora con precisione i dettagli, ma è certo che fosse già affetto da altre patologie e non risultasse vaccinato. Un ulteriore esempio di quanto sia importante seguire i consigli dei medici per quanto riguarda la campagna vaccinale (che quest'anno si è conclusa a dicembre).

In USA una bambina di 4 anni è rimasta cieca per una complicazione

14 gennaio 2019

Si chiama Jade e assieme alla sua famiglia vive in Iowa. La sera del 24 dicembre, la vigilia di Natale, è entrata in coma con la febbre altissima. I medici dell'ospedale pediatrico dove è stata ricoverata d'urgenza si sono subito accorti che l'influenza aveva colpito il cervello. Ora i genitori lanciano un appello: "Vaccinate i vostri figli!" In Italia intanto si registrano problemi informatici per le ricette elettroniche.

Di solito, l'influenza è una malattia piuttosto innocua. A meno che non colpisca soggetti più deboli, come gli anziani, le persone immunodepresse, le donne in gravidanza o i bambini piccoli. In questi casi possono insorgere complicanze, anche molto gravi. È accaduto così a Jade, quattro anni e residente nell'Iowa (Stati Uniti) assieme alla famiglia, rimasta cieca a causa di un'encefalopatia narcotizzante acuta, una delle possibili conseguenze di questa infezione virale.

La bambina aveva infatti contratto la patologia e, come tutti, aveva la febbre. Secondo il racconto dei genitori alla Cnn, il 19 dicembre era particolarmente debole, ma con un antiepiretico e un po' di coccole il problema sembrava risolto. Invece, la vigilia di Natale, proprio mentre la famiglia stava per andare a cena dai nonni, i genitori si accorgono di non riuscire in nessun modo a svegliare Jude e che la sua fronte scottava. Trasportata d'urgenza al Covernant Medical Center, il corrispettivo di un pronto soccorso, ha anche avuto episodi di convulsioni, così ha preso un altro volo, verso l'Ospediale pediatrico di Iowa City. Le è stata subito fatta una risonanza magnetica e così è arrivato il tragico verdetto: l'influenza aveva colpito il cervello.

Grazie alla somministrazione di steroidi, la bimba è uscita dal coma. Ma non vedeva più nulla. Nessun giocattolo era in grado di attirare il suo sguardo e così genitori e medici hanno capito: la vista era intatta, ma la parte di cervello che regola questa capacità era ormai danneggiata in modo irreparabile. Ora bisognerà scoprire se anche lo sviluppo cognitivo è stato compromesso e solo il tempo lo potrà rivelare. Quando è entrata all'ospedale, sua madre ha seriamente temuto di non rivederla mai più e oggi la vita di Jude è stata completamente stravolta da quella che sembrava una banale influenza. Ecco perché i genitori ora vogliono lanciare un appello: "Vaccinate i vostri figli! Quello voglio fare è impedire che altri bambini possano ammalarsi così gravemente. È terribile vedere tuo figlio soffrire così tanto".

Nel frattempo in Italia, l'assistenza sanitaria arranca nel far fronte al rapido aumento dei casi che ogni giorno si registrano, mentre il picco dell'epidemia è ormai dietro l'angolo. La FIMMG, la federazione dei medici di base, lamenta un problema di tipo informatico: le piattaforme non funzionano come dovrebbero e non si riesce a star dietro alla crescente richiesta di ricette elettroniche. In Campania si è parlato di "una situazione insostenibile, con il rischio del collasso assistenziale".

E il segretario nazionale del FIMMG, Silvestro Scotti, rincara la dose: "Quello che sta accadendo va oltre ogni possibile immaginazione. Spero che i direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere, e più in generale chiunque abbia la responsabilità di gestire il sistema, si adoperi immediatamente affinché sia garantito ai cittadini l’accesso alle cure e alle prestazioni. Non è tollerabile che ancora una volta il medico sia utilizzato come capro espiatorio del sistema”.

Aumentano gli accessi ai pronto soccorsi e i casi di polmonite

7 gennaio 2020

In tutto sono 300mila gli italiani che hanno trascorso le festività a letto con l'influenza o uno dei virus cugini. I frequenti sbalzi di temperatura hanno favorito la circolazione di virus gastrointestinali e forme parainfluenzali. Ma sono soprattutto gli anziani a dover prestare attenzione, il ceppo H3N2 può provocare complicanze gravi.

Ormai sono più di un milione e mezzo gli italiani colpiti dall'influenza. Lo conferma l'ultimo rapporto Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha tenuto il conteggio fin dall'inizio della stagione. I più colpiti sono stati gli anziani e i bambini sotto i 5 anni. Se infatti hai un figlio di quell'età, è molto probabile che tu abbia passato le feste di Natale a portagli medicine e camomille. Se invece si guarda alla regioni, quelle dove l'epidemia si è mostrata di più sono state la Campania, le Marche e la Provincia autonoma di Trento.

Sono aumentati i casi di polmonite, anche a causa di un'influenza trascurata

Il numero dei contagi al momento rimane comunque nella norma, guardando anche gli anni scorsi. Sembra però che si tenda a trascurare di più questa malattia. Lo dimostra quanto accaduto alla fine di dicembre nei pronto soccorsi dei maggiori ospedali di Milano, come il Niguarda, il San Carlo o il San Paolo. Qui durante il periodo natalizio gli accessi sono aumentati del 20% e in alcuni casi si è quasi arrivati ai 300 pazienti al giorno. La maggior parte di loro è arrivata per problemi legati all'influenza e in tanti hanno mostrato i sintomi tipici di una polmonite. Al San Carlo è stato addirittura dedicato loro un reparto speciale, in modo da non intasare le altre aree.

Inoltre, è prevedibile che a breve arrivi il picco di contagi, favorito dal rientro a scuola e dalla ripresa di tutte le attività lavorative. Perciò è il momento di alzare la guardia, mantenersi a debita distanza dal tuo collega che già inizia a starnutire, lavarti spesso le mani e arieggiare gli ambienti di frequente.

Prevale il ceppo A, a rischio soprattutto gli anziani

27 dicembre 2019

In tutto sono 300mila gli italiani che hanno trascorso le festività a letto con l'influenza o uno dei virus cugini. I frequenti sbalzi di temperatura hanno favorito la circolazione di virus gastrointestinali e forme parainfluenzali. Ma sono soprattutto gli anziani a dover prestare attenzione, il ceppo H3N2 può provocare complicanze gravi.

Un Natale all'insegna dell'influenza e dei virus cugini, come quelli gastrointestinali o le forme parainfluenzali caratterizzate da un forte raffreddore e poche linee di febbre. Un po' bisognava aspettarselo. Inverno, d'altronde, significa anche questo. Continua però ad essere una malattia da non sottovalutare e, a quanto pare, soprattutto per gli anziani.

Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie avverte infatti che il mix di ceppi virali quest'anno è composto soprattutto da quello A, per il 71%, e B per il 29%. Ma all'interno del primo, spicca il virus H3N2, che in passato ha dimostrato di poter provocare complicanze gravi in persone che avevano già superato la soglia dei 60 anni. Va detto però che quest'anno il tasso di mortalità da parte degli individui più fragili, e che non erano vaccinati, si sta mantenendo comunque nella norma.

Al momento sono circa 300mila gli italiani che hanno trascorso le festività a letto. Più che l'influenza in sé, però, sono stati soprattutto i virus della stessa famiglia a mietere vittime. E quindi nausea, diarrea, raffreddore e sonnolenza hanno fatto da sfondo ai giorni di Natale di molte persone. La ragione sono i continui sbalzi di temperatura e soprattutto l'anomalo aumento dei gradi, che favorisce la circolazione di queste forme.

I contagi sono arrivati a 877mila, il picco dopo Natale

16 dicembre 2019

Non manca molto per raggiungere la soglia di un milione di casi, almeno stando a quanto riporta l'ultimo rapporto Influnet. Saranno quindi tanti gli italiani che dovranno passare le feste di Natale a letto, ma il picco dell'epidemia è atteso per le settimane successive.

Il numero di contagi da influenza inizia a farsi più intenso, proprio in previsione, ahimè, delle festività natalizie. Secondo l'ultimo rapporto Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità, sono stati ormai raggiunti gli 887mila casi e la soglia del milione di italiani a letto con la febbre non sembra poi così lontana. Si tratta comunque di cifre non troppo distanti da quello che è accaduto anche lo scorso anno, anche se in 8 regioni sono stati superati i livelli che ci si attendeva.

E se ti stai chiedendo se sia il caso di preoccuparsi per il Natale e per la settimana bianca, la risposta è: purtroppo sì, soprattutto per la seconda. Il picco dell'epidemia è infatti atteso per il periodo successivo alla feste, quando le temperature più fredde veicoleranno più facilmente il virus. Ne approfitto quindi per ricordarti che fino a fine dicembre potrai effettuare il vaccino antinfluenzale, consigliato soprattutto se appartieni a una categoria a rischio, come gli anziani e le donne incinte, oppure se il tuo lavoro ti mette in contatto con tante persone ogni giorno, come nel caso di un medico o di un insegnante.

767mila i contagi, grave una bimba ad Ancona

9 dicembre 2019

Una bambina di 4 anni di Giulianova, provincia di Teramo, è stata ricoverata all'ospedale di Ancona a causa di febbre molto alta e crisi epilettiche. Nel frattempo l'ultimo rapporto di Influnet registra un nuovo aumento dei casi di influenza, che è una malattia banale solo per una persona adulta e in salute.

Prima di Natale, l'influenza non smette di contagiare e il conteggio dei casi è arrivato a 767mila da inizio stagione. Lo riporta un rapporto Influnet, a cura dell'Istituto superiore di Sanità. E l'incidenza rimane elevata soprattutto nei bambini tra gli zero e i quattro anni. E proprio i più piccoli, gli anziani, gli immunodepressi e le donne incinte sono quelli che dovrebbero ricordarsi di fare il vaccino antinfluenzale.

Per quanto infatti possa sembrare un problema innocuo e passeggero, questo è vero solamente per le persone adulte e in salute. Nelle Marche, una bambina di 4 anni è stata ricoverata d'urgenza all'ospedale di Ancona a causa della febbre alta e delle forti convulsioni, seguite da vere e proprio crisi epilettiche, che questa le aveva provocato. Nella struttura di Giulianova, comune di residenza della paziente e della sua famiglia, non sono riusciti a calmare il problema, così è stato necessario trasferirla in una struttura più grande. Come puoi vedere, l'influenza non è purtroppo sempre così banale come potrebbe sembrare.

I contagi hanno superato i 480mila

21 novembre 2019

Influnet, il rapporto a cura dell'Istituto superiore di sanità che monitora l'andamento virologico ed epidemiologico dell'influenza, conferma che i virus di questa stagione saranno particolarmente aggressivi, con un numero di persone contagiate piuttosto elevato rispetto agli anni precedenti. E l'Aifa pubblica 5 consigli per evitare di ammalarsi.

Continuano ad aumentare i casi di influenza, tanto che Influnet, il sistema di monitoraggio dell'epidemia a cura dell'Istituto superiore di Sanità, ha parlato di 482mila diagnosi dall'inizio della stagione. Solo negli ultimi 7 giorni, si sono ammalati 143mila italiani. E non è ancora arrivato il picco, atteso per il mese di gennaio.

L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) intanto ha pubblicato sulla sua pagina Facebook cinque consigli da seguire per evitare di contrarre il virus. Al primo posto compare naturalmente il vaccino, seguito da buoni comportamenti che allontanano il rischio trasmissione: lavarsi per bene le mani, utilizzare un fazzoletto quando si tossisce o si starnutisce per contenere la circolazione dei germi e arieggiare spesso i locali chiusi, specie se piccoli e affollati.

Ultimo, ma importantissimo, riguarda l'uso degli antibiotici: questi farmaci sono efficaci solo contro i batteri, mentre in caso di virus non hanno potere e favoriscono invece l'insorgenza dell'antibiotico-resistenza.

Già 341mila le persone contagiate

18 novembre 2019

Influnet, il rapporto a cura dell'Istituto superiore di sanità che monitora l'andamento virologico ed epidemiologico dell'influenza, conferma che l'epidemia è ormai entrata nel virus, anche se per il momento in tutte le regioni il numero di casi rimane al di sotto della soglia basale. I più colpiti sono i bambini tra gli 0 e i 4 anni.

L'influenza della stagione 2019-2020 è ormai entrata nel vivo. Se ti sembra che tutti attorno a te stiano tossendo e soffino il naso in continuazione, o che il tuo ufficio si stia spopolando a causa della malattia, hai perfettamente ragione. Sono già 341mila i casi registrati, di cui addirittura 119mila solo nella scorsa settimana. Lo conferma l'ultimo rapporto Influnet, a cura dell'Istituto superiore di sanità, che si occupa proprio di osservare l'andamento virologico ed epidemiologico del contagio a livello nazionale.

Come già saprai, anche gli adulti cadono vittima del virus, ma la maggiore incidenza si registra tra i bambini di età compresa fra gli 0 e i 4 anni.

A guardare solamente le cifre, avrai probabilmente l'impressione che si tratti di numeri piuttosto alti, ma lo stesso bollettino specifica che al momento si rimane sotto la soglia basale, ovvero al di sotto della media degli anni precedenti. Solo il Piemonte e la Sicilia al momento sembrano registrare una quantità maggiore di diagnosi.

Si attende ancora di sapere con precisione quando dovrai aspettarti il picco. È comunque probabile che arrivi dopo le festività natalizie.

La campagna informativa del Ministero della Salute

12 novembre 2019

Non solo comunicati e informazioni scritte, il Ministero della Salute punta anche su un video-tutorial per raggiungere il maggior numero di pubblico possibile, diventando virale sui social. Il messaggio è semplice: per proteggere te e chi ti sta intorno dall'influenza vaccinati, lavati sempre le mani e non utilizzare antibiotici.

Ogni anno l'influenza colpisce in media un italiano su 10. Come potrai facilmente intuire, è davvero alta la probabilità che tocchi anche a te, o magari ne sei appena guarito. Viene ripetuto spesso, ma non è mai abbastanza: a prima vista si tratta di una patologia innocua, ma può avere delle conseguenze anche gravi soprattutto quando la contraggono gli individui più fragili: bambini, anziani, donne in gravidanza e immunodepressi. Per proteggere te e chi ti sta attorno, dunque, ci sono alcune regole che dovresti seguire e che il Ministero della Salute specifica nella campagna informativa che ha appena lanciato sul sito ufficiale.

In realtà si tratta di azioni davvero semplici: vaccinazione, lavarsi per bene le mani ed evitare di assumere antibiotici. Del vaccino antinfluenzale ti abbiamo già parlato in diverse occasioni. Per quanto riguarda l'aspetto dell'igiene, è importante che le mani sporche non entrino in contatto con occhi, bocca e naso, cioè le vie attraverso le quali l'agente patogeno può entrare nel tuo organismo. Se invece ti sei già ammalato, per evitare la trasmissione a chi ti sta intorno, il Ministero consiglia di stare qualche giorno a casa dal lavoro e di ricordarsi sempre di mettersi un fazzoletto o la mano davanti alla bocca quando si starnutisce e si tossisce.

Infine, è importante ribadire che gli antibiotici servono solamente in caso di malattia provocata da un batterio e non hanno alcuna efficacia contro i virus, come quello che causa l'influenza. L'unica conseguenza sarà quella di favorire l'aumento dell'antibiotico resistenza, un fenomeno davvero grave e che entro il 2050 poterebbe diventare tra le prima cause di morte in Occidente.

Per tutte queste ragioni, il Ministero della Salute punta sull'informazione, la più importante arma di difesa che tutti noi abbiamo. E lo fa non solo attraverso comunicati, ma anche con un video-tutorial, per catturare il pubblico dei social e i più giovani.

Disponibile un nuovo vaccino, più efficace

18 ottobre 2019

I virus potrebbero essere più insidiosi e le complicanze più frequenti, soprattutto per bambini e anziani. Sono queste le stime degli esperti rispetto alla prossima stagione influenzale, che ha già fatto registrare un primo caso a Parma. Meglio allora arrivarci preparato e fare il vaccino. Se poi sei un donatore di sangue, per te sarà gratis.

A partire dal 1 ottobre di quest'anno, è disponibile anche in Italia un nuovo vaccino antinfluenzale tetravalente, più efficace rispetto a quelli già in commercio. Dopo i buoni risultati ottenuti negli Stati Uniti durante la stagione 2018-2019, a dicembre dello scorso anno l'Ema (l'Agenzia europea per i medicinali) ha approvato la sua vendita anche in Europa. Il punto fondamentale è che per la prima volta il farmaco sarà prodotto interamente su cultura cellulare, anzi che su uova. Immagino che questo discorso non ti appaia particolarmente rivoluzionario, ma proveremo ora a capire insieme come mai questa tecnologia venga salutata come uno dei cambiamenti più significativi nella fabbricazione dei vaccini a partire addirittura dagli anni '40.

Il problema principale del tetravalente utilizzato fino ad ora era che, come alcune rilevazioni hanno dimostrato, quando i virus vengono coltivati su uova possono subire dei cambiamenti durante il loro sviluppo e adattarsi al contesto, perdendo di efficacia. Con questo nuovo metodo, invece, il componente H3N2, uno dei ceppi virali contro cui dovresti immunizzarti, rimane invariato. Il risultato è che la protezione è più mirata e l'efficacia aumenta addirittura del 36,2%.

Si chiama Flucelvax Tetra ed è commercializzato dall'azienda farmaceutica Seqirus. È indicato a partire dai 9 anni di età, anche se si rivolge più che altro a persone adulte. Prima di acquistarlo, parlane con il tuo medico e chiedi anche un suo parere. Ricorda in ogni caso che la vaccinazione deve essere rinnovata ogni anno, perché garantisce una copertura di massimo sei mesi e risulta quindi valida per una sola stagione. Inoltre, scegliere un farmaco quadrivalente anziché per ogni singolo ceppo di virus potrebbe essere una buona idea, perché questo vaccino può garantire una maggiore protezione anche nel caso in cui i sottotipi di agenti patogeni in circolazione subiscano delle piccole mutazioni.

Si stimano 6 milioni di casi

16 ottobre 2019

I virus potrebbero essere più insidiosi e le complicanze più frequenti, soprattutto per bambini e anziani. Sono queste le stime degli esperti rispetto alla prossima stagione influenzale, che ha già fatto registrare un primo caso a Parma. Meglio allora arrivarci preparato e fare il vaccino. Se poi sei un donatore di sangue, per te sarà gratis.

Sono circa 6 milioni gli italiani che quest'anno potrebbero essere colpiti dall'influenza. Almeno, questo è quanto hanno stimato gli esperti, poiché naturalmente il virus inizierà a farsi sentire quando le temperature si abbasseranno ancora di più. Anzi, i virus, che durante la stagione 2019-2020 potrebbero essere più insidiosi e a risentirne saranno soprattutto bambini e anziani. Meglio dunque farsi trovare preparati e sottoporsi al vaccino.

Due nuove varianti dell'agente patogeno sono infatti già in circolazione, l'H3N2 e l'H1N1. Il primo potrebbe interessare soprattutto la fascia di popolazione più avanti con l'età, mentre il secondo colpirà i più giovani in particolare. Il problema principale di questi due ceppi è che danno luogo a complicanze più di frequente, rispetto a quanto accade di solito. Ed è proprio per questa ragione che dovresti vaccinare te stesso, ma anche i tuoi figli.

La campagna vaccinale parte proprio in questi giorni, ma la scelta della data precisa è a discrezione delle regioni. Dovrai quindi informarti presso la Asl più vicina a te per sapere quando potrai prenotare la vaccinazione.

Devi poi sapere che se sei un donatore di sangue, puoi ricevere il farmaco gratuitamente. È il secondo anno che il Centro Nazionale Sangue e Civis riescono a ottenere questa agevolazione, che permetterà di agire su due fronti: da un lato 1,8 milioni di persone si vaccineranno senza dover spendere un euro, dall'altro si eviterà di andare incontro a un periodo di carenza per le scorte di sangue: è proprio l'influenza la principale causa di riduzione delle donazioni, soprattutto nei mesi tra gennaio e febbraio. Lo scorso anno questa iniziativa ha avuto come risultato quello di non far scendere la disponibilità di sangue sotto le 5mila unità.

Primo caso di influenza a Parma

26 settembre 2019

La bambina di 6 anni era stata ricoverata all'Ospedale Maggiore con febbre e mal di gola. I medici avevano pensato a un problema respiratorio, ma dai laboratori di Virologia dell'ospedale il responso è stato un altro: virus dell'influenza di tipo B.

La stagione fredda ha mostrato i primi segnali. Di notte hai già messo una coperta in più sul tuo letto e alla mattina ti rechi al lavoro con una sciarpa, anche se magari per ora è ancora leggera. E forse c’è già qualche tuo collega che starnutisce o tossisce. Ma oltre ai disturbi stagionali, anche l’influenza si sta piano piano facendo notare.

Il primo caso per l’inverno 2019-2020 è stato registrato a Parma. Una bambina di 6 anni era stata ricoverata nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore della città emiliana. La febbre e il mal di gola avevano fatto pensare all’inizio a un problema respiratorio, ma dai laboratori di Virologia molecolare e Virologia isolamento agenti virali della struttura ospedaliera è arrivato il responso definitivo: virus dell’influenza di tipo B. Il tampone di saliva preso dalla faringe della bambina ha parlato chiaro.

Secondo le stime degli esperti, durante la stagione nella quale stiamo entrando potrebbero essere circa 6 milioni gli italiani che dovranno avere a che fare con i ceppi arrivati quest’anno in Italia. Il contagio potrebbe quindi essere meno diffuso rispetto allo scorso anno, ma gli agenti patogeni potrebbero essere più aggressivi. Insomma, potresti dover rimanere a letto qualche giorno, prima di poter tornare operativo.

Sta per iniziare la campagna vaccinale

23 settembre 2019

La campagna vaccinale partirà da metà ottobre e durerà fino alla fine di dicembre, in attesa del picco dei contagi che di solito arriva verso gennaio. Il virologo Fabrizio Pregliasco avverte: "Quest'anno ci saranno meno casi, ma il virus è più aggressivo". Ecco tutto quello che devi sapere sul vaccino per il 2019.

Ormai è iniziato l'autunno, una stagione che dal punto di vista della tua salute significa soprattutto una cosa: i primi freddi e i primi starnuti. Ma è anche il momento giusto per prepararsi a fronteggiare l'arrivo del periodo influenzale, che di solito raggiunge il suo picco durante i mesi invernali. A patire da metà ottobre, verrà avviata la campagna vaccinale che terminerà a fine dicembre e che ti garantirà una protezione tra i 6 e gli 8 mesi, insomma fino al ritorno del caldo. Vediamo allora alcune cose che dovresti sapere riguardo il vaccino antinfluenzale di quest'anno e alle caratteristiche del virus che sta per arrivare.

Prima di tutto, devi sapere che ogni anno questo tipo di prevenzione deve essere ripetuta. Un po' perché si esaurisce la copertura e un po' perché il farmaco viene modificato in base a quali ceppi del virus stanno circolando di più. Come si fa a saperlo? Guardando le zone del Pianeta dove l'inverno è già arrivato, in particolare l'emisfero australe. Il 18 settembre l'Aifa (l'Associazione italiana del farmaco) ha pubblicato in Gazzetta ufficiale la composizione dei vaccini per l'anno 2019-2020. I ceppi sono principalmente due, A e B, con i sottotipi specifici della stagione in cui stai per entrare:

  • ceppo A/Brisbane/02/2018 (H1N1)
  • ceppo A/Kansas/14/2017 (H3N2)
  • ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87)
  • ceppo B/Phuket/3073/2013 – like (lineaggio B/Yamagata/16/88)

Queste sigle a te probabilmente non diranno nulla, ma ti basti sapere che l'anno scorso erano differenti. Non solo, ma a ogni denominazione corrisponde uno specifico andamento della patologia, sia a livello individuale che a livello globale. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha infatti commentato: "Quella scorsa è stata tra le due peggiori degli ultimi anni per numero di casi, pur essendo partita un po' in sordina. Quest'anno le prime previsioni che si possono fare, soprattutto sulla base dell'andamento dell'epidemia nell'emisfero australe, sono per una stagione con meno casi ma più aggressivi, data la presenza dei virus A che di solito danno più complicazioni".

In soggetti deboli o fragili, le complicanze possono essere anche molto serie. Rischi infatti che si presenti una polmonite, ma tieni presente anche che due giorni fa una bambina di 4 anni, che abitava in California, purtroppo è morta. E proprio per non correre inutili pericoli, il consiglio è sempre quello di vaccinarsi, soprattutto se appartieni a una delle categorie più esposte che sono, te lo ricordo: anziani sopra i 65 anni, donne in gravidanza, medici e personale sanitario, insegnanti, persone immunodepresse e chi è ricoverato in strutture sanitarie di lungodegenza.

Fonte| Aifa; Fondazione Veronesi

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