L'Italia ha quattro delle prime cinque città più inquinate d'Europa e undici delle prime venti, un triste primato fotografato dallo European city air quality viewer dell'Agenzia europea per l'ambiente (Aea).
Dietro alla polacca Nowy Sacz, ci sono Cremona, Padova, Venezia e Vicenza come città con la più alta concentrazione media di Pm2,5, le particelle di particolato con il dimaetro inferiore ai 2,5 micrometri.

Cremona e Padova superano entrambe i 25 μg/m3 (microgrammi al metrocubo), rientrando quindi nella categoria very poor, cioè la peggiore.
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Come puoi vedere qui sopra, nella top 20 delle città più inquinate (sulle 344 esaminate dall'Aea) ci sono anche Brescia, Asti, Verona, Treviso, Pavia, Piacenza e Alessandria, tutte città dell'area della Pianura Padana, che per traffico, concentrazione di aziende e abitazioni, urbanizzazione e conformazione geografica è l'area con più smog in Europa.
Solo la Polonia (8 città nelle prime 20) si contende il poco lusinghiero titolo di paese europeo con l'aria più irrespirabile, e parliamo di un paese ancora molto dipendente dal carbone come fonte energetica.

Per darti un'idea della gravità della situazione, tutte le città menzionate hanno una concentrazione di Pm2,5 (tra i responsabili di circa 50mila morti premature in Italia nel 2019) superiore ai 20μg/m3.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha fissato a 5μg/m3 (un quarto, quindi) i livelli di guardia oltre i quali l'esposizione a lungo termine può diventare dannosa per la salute, mentre l'Europa già dai 15μg/m3 in su valuta come poor la qualità dell'aria.
C'è poco da fare: bisogna uscire al più presto dalla dipendenza dai combustibili fossili per non continuare a respirare un'aria tossica e provare a fermare la crisi climatica in corso.