La balla di paglia è il nuovo mattone sostenibile: la filiera edilizia che nasce dalla coltivazione del riso

La soluzione agli elevati consumi energetici nel settore dell’edilizia e alla necessità di smaltire correttamente gli scarti delle coltivazione del riso è tutta nell’impiego di materiali naturali o riciclati. Proprio come la paglia di riso, la lolla e l’argilla utilizzate per realizzare case ed edifici 100% ecosostenibili.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
25 Febbraio 2021

È così difficile immaginare un mondo in cui la scienza al servizio dell’uomo non sfrutti la natura, ma aiuti a conviverci in armonia? È possibile, basta volerlo. Tiziana Monterisi, architetto, co-fondatrice e CEO di RiceHouse sembra far parte della risposta. Dopo essersi trasferita nel Vercellese, Tiziana si è appassionata al tema della valorizzazione dei prodotti secondari della coltivazione del riso, consapevole di quanto siano elevati i consumi energetici nel settore dell’edilizia e di quanto sia preoccupante il tasso di inquinamento dovuto allo smaltimento degli scarti risicoli.

Se si vuole costruire una casa secondo i principi dell’architettura naturale bisogna considerare in un'ottica sostenibile, non solo l’intero ciclo di vita di ogni singolo elemento impiegato, ma dell’intero edificio: il progetto deve prevedere il minimo consumo di energia e di materie prime, e deve utilizzare materiali naturali o riciclati, preferibilmente materiali locali, coinvolgendo attivamente delle realtà imprenditoriali sul territorio.

La paglia di riso

Il 50 per cento del terreno adibito alla coltivazione del riso in Europa si trova in Italia e questo fa del nostro Paese il primo produttore di riso di tutto il continente. Lo scarto della coltivazione del riso, prodotto in enormi quantità, è la paglia. Le sue caratteristiche lo rendono un materiale ideale per poter costruire secondo i più sensibili parametri di sostenibilità e di risparmio energetico.

Oltre ad essere molto più economica rispetto ai mattoni e al cemento, la balla di paglia ha una forte capacità isolante grazie ad un basso valore di trasmittanza termica, garantisce la perfetta traspirabilità delle pareti in cui viene utilizzata ed evita qualsiasi fenomeno di condensa superficiale. È biodegradabile, si maneggia con facilità e ha costi ridotti in termini di energia combustibile per la raccolta, l’imballaggio e il trasporto in cantiere.

La paglia di riso è anche un materiale capace di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Come? Ce lo spiega Tiziana Monterisi: "Paglia di riso e lolla sono i due principali scarti che escono dalla coltivazione di riso: la paglia esce dal campo, quando viene tagliato il riso, la lolla, la pelle del chicco esce dalla riseria, in seguito alla lavorazione del riso. il primo è uno scarto proveniente dall'agricoltura, il secondo è uno scarto proveniente dal settore industriale. La paglia di riso di norma viene bruciata e di conseguenza produce anidride carbonica, mentre la "non bruciatura", e l'azione di dargli "un'altra vita", permette di ridurre le emissioni nell'atmosfera".

La paglia di riso è un materiale organico, naturale e anallergico, ed è in grado di migliorare la qualità dell’aria di un'abitazione in quanto non emette alcuna sostanza nociva come, ad esempio, la formaldeide. In questi termini, la paglia di riso può essere considerata è una nuova materia prima: rinnovabile annualmente e reperibile a basso costo. Un edificio cosiddetto "passivo", per le sue elevate prestazioni. energetiche.

La lolla

Ma c’è di più, Il riso grezzo viene sottoposto a un processo che si chiama sbramatura, che consiste nell’eliminazione della lolla, vale a dire la buccia del riso. La lolla è un materiale leggero, ma voluminoso, ed è composto da una minima parte di nutrienti (4%) e per il resto da lignina, cellulosa e silice. Può avere diversi utilizzi, dal giardinaggio alla produzione di solventi, o essere utilizzato come combustibile negli impianti di cogenerazione, anche se non offre un potere calorifico troppo elevato.

Una casa di riso è a basso impatto ambientale e viene concepita come un ecosistema naturale e durevole nel tempo.

Le caratteristiche principali di questo materiale, che lo rendono interessante nell'architettura naturale, sono la sua impermeabilità e resistenza agli agenti atmosferici come sole, pioggia, neve e salsedine. Inoltre non marcisce e non è attaccabile dagli insetti. Queste caratteristiche ne fanno un materiale estremamente interessante per costruire nel rispetto dell'ambiente.

"Utilizziamo lolla e paglia di riso come materiali isolanti per realizzare un cappotto o isolare il tetto, ma gli stessi due sottoprodotti, principalmente la lolla, se miscelata con la, può essere utile per ottenere intonaci alleggeriti, dalla buona capacità termica – continua Tiziana Monterisi -. Oltretutto utilizziamo la calce, un legante naturale che per quanto sia più costoso rispetto al cemento, viene usato in quantità minori; alla fine si ha a disposizione un prodotto di alta qualità, con un buon livello termico e acustico, un basso impatto ambientale, e in fin dei conti, un costo minore rispetto al cemento. Tutti i nostri prodotti sono 100% naturali, salubri e sani, sia per gli operai che lo usano tutti i giorni, sia per coloro che vivranno l'edificio. Sono prodotti che non emettono sostanze nocive, non hanno controindicazioni per la salute, al contrario di quelli realizzati chimicamente che nel tempo possono portare a soffrire di allergie, dermatiti e una serie di disturbi a carico dell'apparato polmonari (la cosiddetta sindrome da edificio malato)".

Gaia, la prima casa ecosostenibile

Realizzata con terra cruda, legno e ovviamente scarti provenienti dalla filiera produttiva del riso, Gaia è è la prima casa ecosostenibile stampata in 3d, un’abitazione piccola di soli 20 metri quadrati, che ha la caratteristica di sfruttare la massa termica dei materiali per mantenere la temperatura all’interno costante e mite sia in estate che in inverno.

"Gaia è un primo prototipo di casa ecosostenibile realizzato in collaborazione con Wasp, un'azienda che produce stampanti 3d – continua l'architetto Tiziana Monterisi -. In poco più di una settimana, siamo riusciti a metterla in piedi utilizzando una miscela di argilla, lolla e paglia trinciata, dove la lolla è servita per alleggerire e isolare, e l'argilla (sempre scaro proveniente dalla risaia) ha fatto da legante. Con un'unica stampa, abbiamo realizzato un edificio a energia zero, che non ha bisogno di avere un condizionatore in estate e di un impianto di riscaldamento in inverno. In questo primo esperimento abbiamo stampato solo le mura, mentre pavimento e tetto sono isolati con legno e lolla. Recentemente abbiamo realizzato  un secondo prototipo dove abbiamo stampato anche la copertura, e tutte le pareti interne. L'obiettivo è dare vita a un edificio sano utilizzando materiali poveri, affidandosi a un'alta tecnologia e a un'efficienza che permettano di avere una casa con tutti i comfort e una garanzia di salubrità".

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Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti altro…