La crisi climatica renderà i poveri sempre più poveri

Secondo una ricerca italiana pubblicata su Pnas, le temperature sempre più elevate, la siccità e le precipitazioni stanno spingendo verso la povertà l’86% dei paesi del mondo, e stanno rendendo ancora più profonde le disuguaglianze nel reddito.
Gianluca Cedolin 3 Novembre 2022

La crisi climatica sta colpendo violentemente in tutto il mondo, con i suoi effetti devastanti come ondate di caldo estremo, siccità, alluvioni, incendi. Se nessuno è immune da queste catastrofi naturali, sappiamo già da tempo che i paesi a medio e basso reddito rischiano di subire le conseguenze e i danni peggiori, per una crisi della quale quasi sempre non sono i principali responsabili.

Su questo c'è già molta letteratura, e sempre più persone e istituzioni chiedono che i paesi grandi emettitori di gas serra si facciano carico di questi danni, contribuendo a una maggior giustizia climatica. Si è parlato invece meno di come anche all'interno dei paesi la crisi climatica influisca diversamente, aumentando il divario tra ricchi e poveri.

Un'accurata ricerca italiana, condotta dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa e pubblicata su Pnas, ha rivelato che le temperature elevate, la siccità e le precipitazioni stanno spingendo verso la povertà l'86% dei paesi del mondo, e stanno rendendo ancora più profonde le disuguaglianze nel reddito, rendendo i poveri sempre più poveri.

Attraverso un'analisi statistica dei dati sulle variabili climatiche e sulle disparità di reddito relative agli ultimi 40 anni in 101 paesi del mondo, lo studio ha stabilito per esempio che "Nei paesi molto dipendenti dall'agricoltura, le anomalie climatiche riducono i redditi nella fascia più bassa della distribuzione e generano una maggiore disuguaglianza di reddito".

Inoltre, si legge sempre nella ricerca, "le proiezioni con precipitazioni e temperature future rivelano modelli altamente eterogenei su scala globale, con un peggioramento della disuguaglianza di reddito nelle economie ad alta intensità agricola, in particolare in Africa. I nostri risultati – scrivono i ricercatori – suggeriscono che le anomalie delle precipitazioni e il grado di dipendenza dall'agricoltura sono fattori cruciali per valutare gli impatti negativi dei cambiamenti climatici sul fondo della distribuzione del reddito".

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Ci sono interi paesi in cui la sussistenza delle fasce più povere della popolazione dipende dalle piogge: basta una siccità prolungata o un alluvione per mettere in pericolo la sopravvivenza di intere famiglie. "Quello che è più preoccupante è che le economie più esposte a questi shock climatici, come quelle di molti Paesi sub-sahariani, sono anche quelle che partono da livelli di disuguaglianza particolarmente elevati", ha detto Elisa Palagi, tra le autrici della ricerca.

Matteo Coronese, un altro autore, ha ribadito invece che «molto probabilmente il cambiamento climatico acuirà le disuguaglianze di reddito nel prossimo futuro». I numeri del fenomeno sono preoccupanti: «Le nostre proiezioni non soltanto indicano che l'86 per cento dei paesi nel mondo diventerà più povero a causa del cambiamento climatico, ma che le disparità di reddito aumenteranno. Nel peggiore degli scenari, i paesi che dipendono fortemente dall'agricoltura vedranno un aumento del 45% della disuguaglianza di reddito, esclusivamente come conseguenza di anomalie di precipitazione. Se consideriamo anche le anomalie di temperatura, l'aumento atteso arriva al 78%».