La legge dello sforzo inverso: come funziona e cosa puoi imparare

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Ti è mai capitato di accorgerti che più provi a ottenere il risultato e più aumenta il rischio di fallire? Questo meccanismo risponde alla legge dello sforzo inverso, o legge del contrario, e può insegnarti qualcosa di molto importante.

La legge dello sforzo inverso propone che più perseguiamo qualcosa, più otteniamo l’opposto di ciò che vogliamo veramente e più ci sentiamo delusi.

O semplicemente, detto in parole povere: più ci proviamo, meno è probabile che avremo successo e solo quando smetteremo di provare, avremo ciò che vogliamo.

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Con la legge dello sforzo inverso o legge del contrario, Alan Watts ci ricorda che, sebbene dobbiamo sforzarci per imparare, crescere e superare gli ostacoli, altre volte dobbiamo calmarci e rallentare affinché le cose vadano bene. Invece di andare avanti qualunque cosa accada, ci incoraggia a fare un passo indietro per assumere la distanza psicologica che ci consente di valutare appieno la complessità della situazione che stiamo vivendo.

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Facciamo un esempio: se ci svegliamo nel cuore della notte e non riusciamo a recuperare il sonno, la cosa peggiore che possiamo fare è pensare costantemente a come addormentarci di nuovo, perché ciò ci porterà alla frustrazione e ci terrà ancora più svegli. È meglio accettare la presenza dell’insonnia e lasciare che il corpo si rilassi gradualmente fino a riaddormentarci.

Lo stesso schema si ripete nelle relazioni interpersonali. Più desideriamo che una persona sia al nostro fianco e cerchiamo la sua compagnia, più è probabile che si senta soffocare e si allontani da noi.

La legge dello sforzo inverso non è sinonimo di rassegnazione né spinge ad assumere un atteggiamento passivo. Al contrario, incoraggia la riflessione. Ci motiva a fermarci lungo la strada per valutare le circostanze e assumere il miglior atteggiamento possibile, sia per il nostro benessere che per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Laureata in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia, si occupa di sostegno psicologico per individui, coppie e famiglie con particolare attenzione alle dinamiche relazionali e al contesto socio-famigliare, esercitando la libera professione in Lombardia. É esperta in particolar modo nel trattamento di ansia, disturbi dell’umore, problematiche relazionali e sessuali e gestione del trauma attraverso la tecnica EMDR. Si è affacciata al mondo della psicodiagnostica frequentando un master in psicodiagnostica integrata presso l'istituto IRPSI (Milano). Inoltre, conseguendo un Master in psicologia Giuridica, ha affrontato tematiche quali: affido, separazione e maltrattamento e/o abuso ed ha maturare esperienza peritale come ausiliario di CTU.